Decreto Dignità: cosa cambia per la somministrazione a termine? Per la Cisl “misure insufficienti per combattere la precarietà”

martedì 7 agosto 2018

 Il Decreto Dignità (D.L. 12 luglio 2018/n.87), approvato dalla Camera e Senato, dal 7 agosto 2018 è diventato Legge.
Previsto un periodo transitorio fino al 31 ottobre: la nuova disciplina si applica ai contratti stipulati dopo il 14 luglio 2018 ed ai rinnovi e proroghe successivi il 31 ottobre 2018.

QUALI SONO LE NOVITA’ PREVISTE DAL NUOVO DECRETO?

In sintesi sono questi i principali punti del Decreto Dignità:

1. Indennità per i licenziamenti
Aumenta il valore dell’indennità per i lavoratori licenziati “ingiustamente”, da 24 mesi a un massimo di 36 mesi.

 2. Stretta sui contratti a termine
Limite di 12 mesi di durata per il contratto a termine, che solo con l’apposizione di causali può raggiungere 24 mesi. Per ogni rinnovo scatta un incremento dello 0,5%, in aggiunta all’1,4% della legge Fornero. Superati i 12 mesi, in assenza di causali, il contratto è trasformato in tempo indeterminato. La disciplina si applica ai contratti stipulati dopo il 14 luglio e ai rinnovi e proroghe successivi al 31 ottobre.

SOMMINISTRAZIONE di lavoro: le norme dei contratti a termine si applicano alla somministrazione a tempo determinato (lavoratori assunti da Agenzia per il Lavoro), con l’eccezione dello «stop and go» (intervalli tra i contratti) e dell’applicazione delle causali. I contratti di somministrazione e a tempo determinato non possono eccedere il 30% del numero dei lavoratori in forza a tempo indeterminato presso l’utilizzatore alla data del 1° gennaio dell’anno al quale si riferiscono le stipule. Le causali si applicano all’azienda utilizzatrice e non all’Agenzia. Per la somministrazione fraudolenta ad Agenzia e utilizzatore va una multa di 20 euro per lavoratore.

3. Reintroduzione Voucher

Il divieto di ricorrere al contratto di prestazione occasionale non si applica alle aziende alberghiere e alle strutture ricettive che operano nel turismo e hanno fino a 8 dipendenti. Nel settore agricolo va autocertificata la non iscrizione nell’anno precedente agli elenchi degli agricoli. L’arco temporale, anche per gli enti locali, non deve superare i 10 giorni (al posto degli attuali 3).
La Cisl ha organizzato mobilitazioni e iniziative di protesta, per una misura che rischia di creare ancora più precarietà in un settore soggetto alla stagionalità.

4. Bonus assunzioni stabili per under 35 fino al 2020 

Il bonus del 50% dei contributi per le assunzioni di under 35, che dal prossimo anno sarebbe scattato solo per assunzioni di under 30, sarà esteso anche al 2019 e al 2020. Servirà un decreto attuativo di concerto tra ministero del Lavoro e ministero dell’Economia da emanare entro 60 giorni dall’emanazione del decreto.

5. Penalizzazioni per chi delocalizza
Alle aziende che hanno ricevuto aiuti di Stato che delocalizzano le attività prima che siano trascorsi 5 anni dalla fine degli investimenti agevolati arriveranno sanzioni da 2 a 4 volte il beneficio ricevuto.

6. Impugnazione contratto a t. determinato
Il termine per impugnare il contratto passa da 120 a 180 giorni


Ed inoltre:

  • Stop alla pubblicità sui giochi

È blocco totale agli spot sul gioco d’azzardo, che dal 2019 scatterà anche per le sponsorizzazioni e «tutte le forme di comunicazione» comprese «citazioni visive ed acustiche e la sovraimpressione del nome, marchio, simboli».

  • Split payment non applicabile ai professionisti
    Nella sua ultima versione il pacchetto fisco prevede una revisione del redditometro e l’abolizione del trattenimento diretto dell’Iva da parte dello Stato nei rapporti con i soli professionisti.

Per la Cisl il contrasto alla precarieta’, che è l’obiettivo dichiarato del decreto, ”non si ottiene soltanto riducendo le possibilità per le imprese di assumere a termine, m anche contrastando, cosa che il Decreto Dignità non fa , forme di precarietà e sottotutela ben più gravi, quali le cooperative spurie, l’abuso dei tirocini, le false partite Iva; incentivando in maniera più sostanziosa il lavoro a tempo indeterminato; rafforzando le politiche attive e soprattutto, favorendo crescita e sviluppo”.

“Sarebbe stato preferibile affrontare il tema dell’enorme precarietà del lavoro presente nel nostro paese attraverso un confronto preliminare del Governo con le parti sociali, onde evitare l’ennesimo intervento del legislatore in materia di regolazione dei rapporti di lavoro” ha sottolineato il Segretario Generale aggiunto della Cisl, Luigi Sbarra nella Memoria presentata alcune settimane fa nel corso dell’Audizione alla Camera dei Deputati sul Dl Dignità.

Per la Cisl si tratta di una legge che “non mantiene ciò che promette, che si ferma a metà, non garantendo la svolta sulla partita del lavoro a tempo indeterminato ed inserendo invece elementi di forte attacco alla contrattazione in agricoltura, nel turismo e negli enti locali”.
Il provvedimento presenta elementi in linea con quanto invocato dalla Cisl nella parte relativa alle delocalizzazioni, ma risulta deficitario nella materia lavoristica, dove la strada verso la vera equità resta ancora lunga e confuso per quanto concerne le misure sulla somministrazione e sulla scuola.
Pesa l’occasione persa sull’incentivazione del lavoro stabile, con l’abbattimento del costo del lavoro e del cuneo fiscale, male anche la mortificazione della contrattazione decentrata nella gestione delle causali per i rapporti a termine.
Ma il colpo più forte arriva con l’estensione dell’applicabilità dei voucher in comparti stagionali come il primario: un duro attacco alle tutele di centinaia di migliaia di lavoratori che, come dimostrano le drammatiche cronache di queste ore, hanno oggi più che mai bisogno di protezione e copertura contrattuale. Circa la possibilità di reintrodurre i voucher, la Cisl non è contraria in linea di principio quando si tratta di utilizzarli per lavori discontinui e temporanei che altrimenti finirebbero nel nero, come i lavori familiari di cura e piccole attività di servizio a carattere episodico e saltuario; non possono invece sostituire strumenti negoziali che funzionano bene come i contratti stagionali ed i contratti di prestazione occasionale

Insomma, poche luci e molte ombre per un provvedimento che nasce con il ‘peccato originale’ di non essere stato debitamente concertato con le parti sociali. La battaglia contro la disoccupazione e la precarietà richiede uno sforzo in più e comune, entro un perimetro di responsabilità ampio e condiviso, verso misure flessibili, che mettano il lavoro di qualità al centro del riscatto morale e produttivo del Paese.

Infografica (Ansa.it)

 

Per approfondire:

-> Focus del 3 agosto pubblicato da Conquiste del Lavoro

-> Decreto Legge 12 luglio 2018, n. 87 “Disposizioni urgenti per la dignità dei lavoratori e delle imprese”

-> Audizione Cisl alla Camera dei Deputati: il documento con le nostre riflessioni e richieste di modifica

-> Focus con intervento e riflessioni della Felsa Cisl sulla prima stesura del Decreto

-> Per documentazione ed approfondimenti inererenti ogni singolo punto del Decreto è possibile visitare l’area tematica pubblicata sul sito della Camera dei Deputati a questo link