Stellantis: per Mirafiori ancora risposte insufficienti

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Stellantis: per Mirafiori ancora risposte insufficienti

Oggi, al Mimit, è stato il turno di Mirafiori. Al tavolo del ministro del Made in Italy, Adolfo Urso, è stato affrontato il dossier del sito torinese, in questo momento considerato da molti il “tallone di Achille” degli stabilimenti Stellantis in Italia. A portare la voce e le istanze di Torino e il Piemonte, c’erano il governatore regionale Alberto Cirio, il primo cittadino, Stefano Lo Russo, e i segretari generali dei metalmeccanici territoriali, che hanno promosso per il 12 aprile, proprio sotto la Mole, lo sciopero del Gruppo Stellantis e di tutto l’automotive, e una grande manifestazione per le vie del centro.

Insieme alla delegazione piemontese, erano anche presenti al tavolo romano i segretari generali delle federazioni dei metalmeccanici nazionali, il responsabile Corporate Affairs per il gruppo Stellantis, Davide Mele, e il direttore di Anfia, Gianmarco Giorda.

Il Ministro Urso, aprendo l’incontro, oltre a rivendicare il lavoro fatto dal governo in Europa rispetto all’uso dei combustibili green per motori Euro7, ha parlato del lavoro che si sta portando avanti in sede europea per introdurre, come negli Stati Uniti, dazi su auto elettriche extra Ue. Per quanto riguarda gli incentivi, Urso ha espresso le sue perplessità sull’efficacia rispetto alle produzioni nazionali. “Oltre l’80% degli incentivi (quasi un miliardo di euro) finisce su auto estere. Per noi non è più sostenibile. Se continuasse così saremmo costretti a rivedere il sistema degli incentivi”.

Il Presidente della Regione Piemonte e il sindaco di Torino, Cirio e Lo Russo, hanno ricordato la collaborazione con Stellantis, a partire dall’hub dell’economia circolare, ma espresso anche moltissime preoccupazioni rispetto alla produzione di auto in città che è scesa ormai ai minimi termini, decisamente sotto la soglia di sopravvivenza.

Davide Mele, responsabile Corporate Affairs di Stellantis, ha ribadito che “Mirafiori continua a rappresentare il cuore pulsante di Stellantis in Italia”, sottolineando il fatto che proprio un brand di punta come la 500 verrà prodotto, da quest’anno, esclusivamente in Italia, con proiezioni di produzione a tre cifre. Mele ha anche  annunciato per la prossima settimana il lancio a Mirafiori del sito per la  produzione di cambi elettrificati che impiegherà oltre 500 addetti e affiancherà l’hub per il riciclo e per le batterie. Per quanto riguarda la decisione di allocare in Polonia un auto elettrica in collaborazione con Leapmotor, Mele ha precisato che al di là delle notizie uscite sui giornali Stellantis, il gruppo non ha ancora deciso nulla.

Per i segretari nazionale e territoriale Fim, Ferdinando Uliano e Rocco Cutrì, presenti al tavolo del Mimit, le produzioni della sola 500 elettrica e delle attuali Maserati non sono sufficienti a saturare gli impianti e  l’occupazione di Mirafiori. Nel 2023 il sito torinese si è fermato a 77 mila unità (85 mila con Maserati) rispetto all’obiettivo delle 100mila unità per il 2023, con un forte rallentamento delle vendite, a partire da settembre.

“Per questo – spiegano Uliano e Cutrì – serve una vettura di largo consumo. L’idea di un prodotto popolare, in collaborazione con Leapmotor, che come ha detto il responsabile Mele ancora non è stato deciso dove allocare, e la produzione della  500 ibrida, oltre che quella full elettrica, potrebbero aiutare a centrare l’obiettivo”. Scendono in campo anche i segretari generali di Cisl Torino e Piemonte, Domenico Lo Bianco e Luca Caretti. Secondo i massimi esponenti della Cisl in città e in regione: “Non c’è più tempo da perdere. Basta incertezza e perdite di tempo. Stellantis e governo devono dirci che cosa intendano realmente fare per rilanciare l’auto a Torino. L’azienda deve dirci quale è il piano industriale e quali sono i progetti futuri. Per questa ragione, invitiamo tutta la città a partecipare alla manifestazione del 12 aprile per sostenere la nostra mobilitazione in difesa dei posti di lavoro e del settore dell’auto”. (Da ConquistedelLavoro.it del 3 aprile 2024)

Rocco Zagaria

 

 

 

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