Patto antievasione, il dibattito promosso da Cgil Cisl Uil

Fisco e Previdenza
Patto antievasione, il dibattito promosso da Cgil Cisl Uil

Cos’è il Patto Antievasione? Quali effetti produce? In Piemonte si può fare di più per quanto riguarda la lotta all’evasione fiscale?
Sono alcune delle domande a cui si è provato a rispondere nella mattinata di giovedì 9 marzo durante l’incontro dal titolo “Contro l’evasione fiscale e per lo sviluppo dei patti anti-evasione”, promosso da CGIl, CISL e UIL Piemonte.
L’importanza dell’occasione e dell’argomento è stata subito rimarcata da Sergio Melis (Segreteria CISL Piemonte): “Il Sindacato ha sempre sollecitato una maggiore incisività dei comuni nello sviluppo di una cultura della legalità. Rispetto all’inizio di questo percorso, si è fatta molta strada: tuttavia, c’è ancora molto da fare. La lotta all’evasione Aldo Reschigna, Vice Presidente e Assessore al Bilancio della Regione Piemonte primo pianopuò rendere disponibili nuove risorse da investire nelle politiche sociali, ambito che ha sofferto molti tagli che hanno avuto ripercussioni negative sulla qualità della vita.
Era presente anche Aldo Reschigna, Vice Presidente e Assessore al Bilancio della Regione Piemonte, che ha sottolineato quanto sia decisiva la collaborazione tra gli enti nel recupero di queste risorse che permettono di mantenere lo stesso livello di servizi ai cittadini senza aumentare l’imposizione fiscale.
Dell’evento abbiamo parlato in questo articolo.
Gli interventi ascoltati lungo la mattinata sono stati sicuramente interessanti e hanno proposto spunti di riflessione notevoli, offrendo diverse prospettive sul problema. Abbiamo pensato di proporvi una sintesi di quanto ascoltato nel dibattito sul Patto antievasione promosso da Cgil Cisl Uil Piemonte.

Giovanni Achille Sanzò, direttore Agenzia delle Entrate Piemonte primo pianoGiovanni Achille Sanzò (Direttore Agenzia delle Entrate Piemonte) – L’Agenzia delle Entrate si sta impegnando con degli incontri nelle scuole: è importante costruire il senso civico dei contribuenti di domani, per indirizzarli verso scelte etiche. La lotta all’evasione fiscale non può essere solo repressione: si deve anche costruire una cultura della legalità. La collaborazione con le amministrazioni comunali può dare enormi frutti, ma soltanto una quarantina di comuni piemontesi hanno prodotto segnalazioni qualificate. La segnalazione qualificata è risolutiva perché permette di completare l’accertamento in tempi brevi: troppo spesso accade che, partendo da zero, la procedura di accertamento sia talmente lunga che alla fine del patrimonio contestato non rimanga molto. Dal 2017 l’Agenzia delle Entrate eviterà i rilievi forAlberto Avetta, presidente Anci Piemonte primo pianomali, quelli che gravano su pratiche in cui manca un timbro o una firma: è il momento di sfatare il mito del “Qualcosa l’Agenzia delle Entrate deve pur trovare in ogni caso.”.

Alberto Avetta (Presidente ANCI Piemonte) – Nel constatare che solo pochi comuni hanno prodotto segnalazioni, si deve anche tenere conto delle caratteristiche dei comuni piemontesi: una grande maggioranza di essi sono piccoli o piccolissimi. Questi non hanno gli strumenti  e la struttura per avere un approccio corretto al problema. Per questo è nata una Centrale Operativa Piccoli Comuni. L’ANCI sta mettendo in moto un programma di formazione per spingere altri comuni ad aderire al Patto Antievasione. In Piemonte ci sono molti Sindaci giovani, pieni di entusiasmo e aperti a nuove attività: è un patrimonio che va valorizzato.

Nino Boeti, Ufficio di Presidenza Consiglio Regionale Piemonte primo pianoNino Boeti (Ufficio di Presidenza Consiglio Regionale Piemonte) – Ricordo i tempi in cui sono stato Sindaco di Rivoli. So quanto sia difficile fare fronte ai tagli e ai vincoli di bilancio. Per questo mi pare incredibile che solo pochi comuni abbiano aderito ad un Patto che consente loro di riscuotere il 100% di quanto incassato con la lotta all’evasione. I dati IRPEF recentemente divulgati ci presentano un quadro poco realistico: solo il 5% degli italiani denuncia un reddito annuo superiore a 50000€, ma le strade sono piene di automobili che costano altrettanto. E allora è molto attuale una citazione di Giovanni Giolitti: “Occorre far pagare in più larga proporzione coloro ai quali l’imposta non toglie il necessario, ma solamente diminuisce il superfluo”.

Lido Riba (Presidente UNCEM) – Rappresento i comuni montani, che naturalmente sono piccoli comuni. Eppure non è vero che non possano fare nulla: si pensi al ruolo enorme che hanno avuto nell’accoglienza degli immigrati. Anche allora sembrava una strada in salita. Perché non ripetere quell’esperienza, che ha portato a risultati eccellenti, anche per quanto riguarda l’evasione fiscale?

Luca Salvai (Sindaco di Pinerolo) – Il Comune di Pinerolo non si è lasciato scappare l’opportunità di dialogare coi sindacati, e sul tavolo c’è stata anche la tematica del contrasto all’evasione fiscale. Anche l’amministrazione precedente non aveva fatto male su questo fronte, ma noi stiamo cercando di migliorare ancora. Anche se non strettamente collegate con l’evasione fiscale, è necessario porre l’accento anche sul problema del blocco delle aliquote dell’addizionale, su quello della lotta alla povertà e al gioco d’azzardo.

Eugenio Gambetta (Sindaco di Orbassano) – Ogni anno ad Orbassano si fa un confronto coi Sindacati riguardante il bilancio. È un momento importante: spesso da questo sono nate idee importanti, come la restituzione dell’Addizionale IRPEF a chi è sotto una certa soglia di ISEE. Ad Orbassano sono state recuperate somme importanti con la lotta all’evasione. È necessario però evitare il fai-da-te: affidarsi ad una seria società esterna è una soluzione interessante.

Angela Gianfranca Borria (Responsabile Ufficio Accertamenti Agenzia delle Entrate Piemonte) – Il recuperato nell’ambito del Patto Antievasione va interamente ai comuni per tutto il quinquennio 2012-2017. Poi si assesterà sul 50%. L’adesione al Patto tuttavia è ancora troppo bassa. È vero che i piccoli comuni sono limitati dalle loro caratteristiche: il problema però potrebbe essere superato lavorando in sinergia. Va comunque ricordato che alcuni comuni pur non avendo aderito formalmente al Patto hanno prodotto lo stesso segnalazioni importanti. In Piemonte le amministrazioni comunali  e l’Agenzia delle Entrate non hanno personale in eccesso. Per questo le segnalazioni dei comuni possono essere decisive: anche l’Agenzia delle Entrate deve fare le sue scelte. Ad esempio, se l’Agenzia ha tre accertamenti da eseguire ma ha personale e risorse per effettuare un solo controllo, è bene essere aiutati a scegliere quello più corretto, equo e semplice.

Francesco Lo Grasso (UIL, a nome di CGIL, CISL e UIL Piemonte) – La lotta all’evasione è un tema importante, su cui il Sindacato ha acceso i riflettori già da tempo. Aggregazioni, o addirittura fusioni, di piccoli comuni: una strada sempre più da perseguire, che può dare risultati importanti. Il ruolo della contrattazione sociale è importante: per questo i sindacati continueranno a spendersi fortemente su questo fronte, che può essere decisivo anche per convincere altri comuni a entrare nel Patto Antievasione.

Paolo Arnolfo

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