Blutec Asti, la Fim Cisl attende risposte su futuro di lavoratori e famiglie. “Azienda in crisi, servono percorsi alternativi”

mercoledì 31 ottobre 2018 / Attualità

La FIM CISL Alessandria-Asti (lavoratori metalmeccanici) tiene alta l’attenzione su alcune aziende del territorio tra cui l’ILVA di Novi, acquisita dalla nuova proprietà Arcelor-Mittal con il passaggio ufficiale dei dipendenti alla nuova proprietà fissato al 1 novembre 2018,  e la BLUTEC, azienda astigiana che sta attraversando un fase critica e piena di incertezze.

L’azienda opera all’interno dell’automotive e si occupa di fabbricazione di sistemi di illuminazione e segnalazione per autoveicoli (fanaleria posteriore – anteriore, fendinebbia e proiettori) con circa 130 addetti.
“Nonostante la cordata – hanno spiegato i rappresentanti sindacali –negli ultimi c’è stato un calo progressivo dei volumi dovuto sostanzialmente alle commesse in esaurimento, decisone del cliente di ridurre gli ordini di alcuni codici per girarli ad altri fornitori, ritardi sugli approvvigionamenti. La situazione è ulteriormente peggiorata nell’ultimo trimestre del 2016 tanto che per salvaguardare i livelli occupazionali si è deciso di far rientrare alcune lavorazioni, cosiddette a “basso valore aggiunto,” che erano affidate a terzi fornitori”.

Tra maggio e giugno 2017  la cessazione di un’altra commessa importante dal punto di vista dei volumi, il tutto accompagnato da un quadro finanziario sempre più incerto, il che  produce effetti negativi sulle spettanze dei lavoratori.

 Le Segreterie territoriali di FIM – FIOM – UILM provinciali con le RSU aziendali e le maestranze , già a metà ottobre, hanno richiesto l’apertura urgente di un tavolo istituzionale, “atto ad evitare conseguenze gravissime ai lavoratori e le loro famiglie, al fine di definire percorsi alternativi da intraprendere per garantire il normale pagamento di tutti gli emolumenti dovuti ai lavoratori”, dichiarano i rappresentati dei sindacati allarmati anche dall’apertura di una procedura da parte dell’azienda per la cessione di altri tre stabilimenti.
“Inoltre, chiediamo un piano industriale e le prospettive economico – produttive future per assicurare quella tranquillità necessaria al prosieguo dell’attività lavorativa. In assenza di tutto ciò, saremo costretti ad intraprendere eventuali iniziative per la difesa dell’occupazione e del futuro produttivo del sito di Asti”.

Questi e molti altri temi “caldi” sono stati al centro del recente direttivo Fim Cisl territoriale: il quadro attuale e possibili scenari dell’industria e del comparto metalmeccanico a livello nazionale e locale (non senza preoccupazioni per la debolezza delle risorse messe a in campo dall’ultimo DEF per favorire la crescita e gli investimenti degli imprenditori), innovazione con industria 4.0, ma anche nodo formazione ed il complicato incontro tra le competenze richieste dalle aziende e le competenze offerte dal mercato territoriale del lavoro.

Salvatore Pafundi, Segretario generale Fim Cisl territoriale fa il punto sul comparto metalmeccanico in occasione del direttivo Fim del 19/10/18:

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