Insieme alla First “in un mondo che cambia”. Testa rieletto al vertice delle federazione di Piemonte e Valle D’Aosta

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Il primo congresso First Cisl Piemonte e Valle D'Aosta primo piano Insieme alla First “in un mondo che cambia”. Testa rieletto al vertice delle federazione di Piemonte e Valle D’Aosta

Con 43 voti su 48, Sandro Testa è stato confermato al vertice della First Cisl Piemonte-Valle D’Aosta, la federazione che riunisce nella macroregione i 6.200 iscritti tra i lavoratori di banche, assicurazioni, riscossioni e authorities. Testa è stato eletto al termine del primo congresso First Cisl macroregione Piemonte-Valle D’Aosta che si è svolto all’hotel Golden Palace di Torino nei giorni 11 e 12 aprile 2017. Ad affiancare Testa in segreteria regionale ci saranno Francesco Gazzola, segretario generale delle federazione di Cuneo, Andrea Cerale di quella del Piemonte Orientale, Marta Mancuso della First di Alessandria-Asti e Alberto Colombano. “Insieme in un mondo che cambia”: è stato questo lo slogan del congresso First, aperto dalla relazione del segretario generale uscente Sandro Testa, alla presenza di una novantina di delegati, di numerosi ospiti e dei segretari generali First e Cisl Piemonte, Giulio Romani e Alessio Ferraris.

“E’ indubbio che – ha spiegato Sandro Testa nel suo intervento introduttivo – nonostante i sostegni strutturali e di settore, il combinato disposto della crisi economica, unitamente alla rivoluzione Fin Tech (la fusione di finanza e tecnologia) ha fatto sì che tutto il comparto del credito si stia contraendo in termini di filiali e di personale. Nel periodo giugno 2015-giugno 2016 si è registrato un calo degli sportelli pari al 7,2% per Unicredit, del 6,5% per Intesa San Paolo, del 6,4% per il Banco Popolare e del 6,2% per il Monte Paschi di Siena. Nello stesso periodo i dipendenti sono diminuiti del 2,8% in Unicredit, del 2,4% in Intesa Sanpaolo, del 2,4% in Banco Popolare e solo dello 0,2% nel Monte Paschi. Casse e sportelli che chiudono, sofisticati algoritmi che sostituiscono i gestori, assicurazioni-online sono realtà già presenti, ma le nuove tecnologie digitali sono destinate a influenzare ulteriormente e con effetti imprevedibili il modo di fare business. Quella che viene chiamata digital distruption eliminerà dal mercato, nei prossimi anni, il 40% degli attori attuali”. Testa ha dedicato un pezzo della sua relazione ai giovani. “Il percorso di integrazione e inserimento dei giovani nell’organizzazione sindacale –  ha osservato il segretario della First Cisl Piemonte-Valle D’Aosta – dovrebbe essere graduale e con la massima disponibilità e assistenza da parte di chi è meno giovane. Affinché questo meccanismo funzioni è necessario da un lato la giusta autorevolezza di chi può trasmettere le proprie conoscenze e, dall’altro, la volontà di apprendimento costante e paziente, nella consapevolezza che il proprio agire deve essere messo al servizio dell’organizzazione a ogni livello, nel rispetto dei ruoli e dei compiti assegnati”.

All’inizio del suo intervento, che è durato più di un’ora, il segretario generale First, Giulio Romani, ha detto che “La First piemontese è la struttura regionale che in questi 4 anni ha funzionato meglio. Il mio non è un complimento di circostanza, ma un vero riconoscimento. E non solo perché è cresciuta e ha avuto una continua attenzione verso temi centrali della nostra attività sindacale, ma perché la struttura ha operato in questi anni, grazie a Sandro e a tutta la sua squadra, nella costruzione un vero progetto di organizzazione. Non ha agito estemporaneamente, caso per caso, sulle emergenze, ma ha fatto lo sforzo di immaginare una struttura organizzativa nuova, moderna, avanzata, unita e capace di lasciare qualcosa su cui lavorare a chi verrà dopo, non limitandosi a portare a casa un risultato di breve e medio periodo. L’investimento che il Piemonte ha fatto in questi ultimi anni in esperimenti ed esperienze organizzative è stato notevole ed è destinato a durare nel tempo e a raccogliere i suoi frutti. Questa regione si è sempre distinta e soprattutto sono certo saprà darci un grande aiuto anche nell’immaginare il futuro”. Romani ha anche ricordato, tra le altre cose, la scelta di due anni fa di riunire Fiba Cisl e Dircredito, sindacato dei dirigenti bancari, in una unica federazione: la First. “Ci siamo rimessi in gioco – ha spiegato Romani – immaginando di rivedere e riformulare la nostra mission dentro una idea di progetto organizzativo, politico e negoziale che aveva la necessità di essere rivisto in profondità. I modelli si cambiano quando si sta bene e no quando è troppo tardi. Il coraggio di cambiare quando non sei ancora a bagno, la capacità di intuire quale sia la via migliore rispetto a quella che ti sta portando inesorabilmente al declino è di pochi. E noi, due anni fa, grazie all’apporto di tutti, abbiamo fatto questa scelta con l’obiettivo di essere soggetto attivo di cambiamento, con la voglia di costruire il domani”. Una scelta quella di First che per Romani ” è stata dettata dalla fine dell’economia capitalista e dall’avvento di quella manageriale. Il nostro obiettivo è quello di non essere tagliati fuori dalla scelte manageriali e contrastare il declino che quelle scelte hanno determinato. In un mondo di ‘capitali di ventura’, che vanno e vengono, sensibili solo ai guadagni che sono garantiti, purtroppo decidono in pochi. In questa economia, o tu concorri al processo decisionale o non hai più nulla da concertare. Se c’è anche solo una fetta sul tavolo se la mangia tutto il nuovo sistema e non la divide con nessuno. In questo contesto, la nascita di First è finalizzata alla partecipazione organizzativa. Ora siamo pronti anche per quella finanziaria, grazie a un progetto di gestione del credito deteriorato che abbiamo avanzato e che ha trovato un ampio consenso anche in Banca d’Italia. Siamo determinati a portare avanti le nostre proposte che spero trovino presto attuazione”.

Per il segretario generale Cisl Piemonte Alessio Ferraris: “Un sindacato confederale che si occupa di temi come la produttività di sistema, che punta il dito sulle inadempienze di chi avrebbe il dovere di portare avanti le istanze, dà fastidio! Pensateci un attimo: i partiti sono di fatto smantellati, a destra come a sinistra. Non solo è sotto il mirino il sindacato confederale, ma anche il sistema democratico e la partecipazione dei cittadini alle scelte fondamentali del Paese. Nessuno è palesemente contro il mondo del lavoro o contro i diritti. Poi, nella pratica, nelle opere, tutti, trasversalmente sono trascinati da questa deriva neoliberista, dove il capitale la fa da padrone. L’accumulo di capitale di per sé non è qualcosa di proibito, è semplicemente qualcosa di inutile per la società e magari tassato 5 volte meno di quello di impresa. Credo che le persone abbiamo bisogno di luoghi di aggregazione, e noi possiamo esserlo, luoghi del pensiero, di ideali e di idee concrete che si possono realizzare non tanto per noi, ma soprattutto per tutti quelli che verranno dopo: i nostri figli e nipoti. Responsabilità e patriottismo sono due parole di valore e piene di significato che meritano di essere pronunciate con più orgoglio. Noi possiamo riportare il mondo del lavoro a quella dignità che merita perché ce l’ha. I sogni si nutrono di speranza e la speranza si nutre di passione. Se così è, la passione e la praticità che vi contraddistingue fanno presagire non solo che il sindacato non sia finito, ma che abbia ancora un futuro”.

Rocco Zagaria

 

 

 

 

 

 

 

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