La FeLSA lancia nuove sfide di rappresentanza del lavoro non standard e autonomo. Lotti rieletto al vertice della federazione

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congresso felsa La FeLSA lancia nuove sfide di rappresentanza del lavoro non standard e autonomo. Lotti rieletto al vertice della federazione

“Siamo pronti a giocarla questa partita, non restando in panchina, ma convinti come siamo che governare il cambiamento è ancora possibile”. E’ una sfida importante quella lanciata dalla Felsa Cisl, la Federazione nata nel 2009 per dare voce, rappresentanza e dignità al vasto e complesso mondo del lavoro non standard, e il cammino, in questi anni, è stato lungo ma ha portato i suo frutti. Lo ha ricordato con soddisfazione Alessandro Lotti, riconfermato alla guida della FeLSA Piemonte dagli oltre 70 giovani delegati al II Congresso celebrato il 27 marzo nel Salone Manfredda-Delpiano, presso la sede Cisl piemontese. a Torino, alla presenza di Mattia Pirulli, segretario generale Felsa Cisl, e di Alessio Ferraris, segretario generale Cisl Piemonte. Riconfermate anche le componenti della Segreteria Carmela Gaito e Paola Toriggia.

Il mondo del lavoro muta costantemente, secondo dopo secondo. Una prima riflessione nasce appunto da qui, dal fatto che quando oggi parliamo di lavoro, parliamo di un percorso, non più di “posto”, qualcosa a cui restare legati tutta la vita. Ma il cambiamento non è esente dalle insidie e dai rischi: se non accompagnata da ammortizzatori sociali forti ed efficaci, da serie politiche di ricollocazione e da una effettiva formazione permanente e continua, la flessibilità non può che trasformarsi in precarietà. Per la FeLSA contrattare significa sviluppare possibili percorsi per un passaggio dalla precarietà alla buona flessibilità. “L’idea di partenza è quella di non limitarsi solamente a puntare il dito su ciò che non va, ma elaborare proposte, soluzioni, individuando nel superamento della precarietà le possibili opportunità. La CISL e la FeLSA  ha spiegato Lotti – hanno deciso di raccogliere questa sfida e di non aspettare passivamente il cambiamento, ma di provare a governarlo attraverso una paziente azione contrattuale, volta a dare risposte, tutele ad hoc, rappresentanza a lavoratori che presentano bisogni del tutto nuovi, a cominciare dalla necessità di essere riconosciuti nella loro dignità di persone”. Questo vale per tutte le tipologie di lavoratori rappresentati dalla FeLSA, dagli atipici all’esercito delle Partite Iva, quelle vere, rappresentate da chi un lavoratore autonomo lo è diventato per scelta, e da quelle finte, quelle situazioni che mascherano invece un vero e proprio lavoro dipendente, veri e propri abusi dello “strumento” purtroppo sempre più numerosi in un contesto di crisi economica e occupazionale.

Il 2017 è l’anno del CCNL Somministrazione. Questo è si l’anno del congresso, ma è allo stesso tempo l’anno del rinnovo contrattuale della somministrazione. Da diversi mesi l’impegno della Federazione si è concentrato su azioni di divulgazione delle novità apportate dalla piattaforma unitaria di proposta contrattuale: più di mille i lavoratori in somministrazione impiegati presso diverse aziende dislocate su tutto il territorio piemontese, oltre 800 i lavoratori incontrati solo come Felsa Piemonte in una quindicina di assemblee; più di 6 mila i lavoratori coinvolti a livello nazionale, attraverso 250 assemblee svolte in tutta Italia in poco più di tre settimane. “La partecipazione che abbiamo registrato alle nostre assemblee, l’interesse fra i lavoratori alle proposte di intervento contrattuale e il dibattito generato da questi argomenti, ci confermano che oggi non siamo più di fronte ad un fenomeno di generale passività dei soggetti coinvolti, ma al contrario siamo di fronte a lavoratori che coscientemente intervengono e che come si dice ‘sono sul pezzo”, evidenzia ancora Lotti, soffermandosi sul fatto che questo rinnovo contrattuale si caratterizza per dare forte impulso al tema della continuità occupazionale e alla continuità salariale di lavoratrici e lavoratori.

Anche la somministrazione, al passo con i cambiamenti del mercato del lavoro, ha trovato un ruolo sempre meno di nicchia e sempre più di protagonismo. Ci troviamo dunque di fronte ad una prova di maturità molto importante: rafforzato il sistema del welfare di settore rappresentato dagli Enti Formatemp ed Ebitemp, un welfare sociale per tutti coloro che sono coinvolti nei settori produttivi, anche i più frammentati e che oggi possono contare su ben 19 prestazioni erogate ai lavoratori non solo nei periodi di occupazione, ma anche in quelli di non lavoro (assistenza sanitaria, accesso al credito, sostegno al reddito, sostegno alla non autosufficienza, rimborso asilo nido, sostegno allo studio, rimborso trasporto pubblico locale), tutti sostegni al centro dell’attività dei vari Sportelli della Bilateralità FeLSA attivati sul territorio piemontese, finalizzati a divulgare e promuovere questi strumenti tra i lavoratori e fornire tutta l’assistenza necessaria per l’inoltro delle pratiche.
Sebbene questa tipologia contrattuale rappresenti una quota minima del lavoro prestato in Italia, l’incidenza in crescita degli ultimi anni e in particolare della somministrazione a tempo indeterminato, evidenzia come questo contratto continui ad offrirsi come opportunità concreta di impiego: non è un caso che su un totale di 17,4 milioni di occupati subordinati (anno 2016), la somministrazione abbia rappresentato il 2,3% dell’occupazione alle dipendenze. In tal senso, il protocollo di intesa per le politiche attive sottoscritto in Piemonte a maggio 2016 con Nidil, Uiltemp, Assolavoro e la Regione per l’avvio di progetti sperimentali di politiche attive, presenta le caratteristiche per poter diventare a tutti gli effetti esempio di buone prassi sul territorio nazionale.

Come coinvolgere i lavoratori? Ma prima di tutto come intercettarli? L’azienda “utilizzatrice” rimane un luogo dove senza l’aiuto delle RSU o delle RSA risulta difficile incontrare i lavoratori in somministrazione e coinvolgerli in una azione sindacale.
“Il risultato tanto atteso di questo nostro impegno, è che molti, soprattutto in questi anni, hanno cominciato a frequentare le nostre sedi, informandosi sui diritti, le tutele e chiedendo di accedere ai nostri servizi comprese ovviamente le prestazioni di Ebitemp”, commenta con soddisfazione la segreteria della FeLSA piemontese. Proprio per questo, lo sportello sindacale della FeLSA si conferma un luogo di incontro molto importante, un luogo fisico di accoglienza, di ascolto, di scambio di informazioni fondamentale per questa platea che lavorando trasversalmente in diversi luoghi di lavoro, spesso diventa difficilmente raggiungibile. “I nostri delegati rappresentano un grande patrimonio per la Felsa, un vero e proprio motore di sviluppo”, rimarca il Segretario generale della Felsa nazionale Mattia Pirulli. “Tutto quello che abbiamo costruito in questi anni non è scontato, lo abbiamo fatto passo dopo passo, non senza fatica. Oggi, grazie alle esperienze e contributi che ci arrivano dal territorio, ci avviciniamo al nostro congresso nazionale con tanti nuovi input e con ancora più entusiasmo”. E sono proprio i delegati della FeLSA, la prima linea, i protagonisti di questo Congresso, i primi che si sono messi in gioco e che hanno avuto modo di raccontarsi durante il dibattito congressuale.

delegata Felsa Piemonte“Lo vedevo come un mondo lontano, poco attraente, ma poi…” Lo racconta così Stefania, 36 anni, RSA FeLSA presso l’azienda FATA LOGISTIC di Cameri (NO), il suo lento avvicinamento al mondo del Sindacato. “Oggi posso dire che la mia esperienza legata all’attività sindacale mi ha fatto crescere e mi ha formata molto. La nostra azienda ha un’alta percentuale di persone assunte come me a tempo indeterminato sotto Agenzia di Lavoro, tanti gli associati alla FeLSA. Quando sono entrata, diversi anni fa, non sapevo di avere determinati diritti e tutele, ora lo so e cerco di condividere quello che so con i miei colleghi”. E poi aggiunge, con un pizzico di emozione: “Quello che mi piace di questo mondo è che vedo tanto entusiasmo, voglia di ascoltare e sperimentare, stiamo portando avanti azioni importanti”.

felsa delegato piemonteAnche Alessio , 27 anni, lavora con un contratto di somministrazione presso il gruppo Leonardo-Finmeccanica di Cameri, qui metà dei lavoratori è assunta con questa tipologia di contratto. “Associarsi a un indacato come questo e rappresentare pure gli altri lavoratori vuol dire anche non sentirsi soli. Con la FeLSA abbiamo lavorato tanto in questi mesi, anche grazie alla collaborazione con i metalmeccanici della FIM Cisl. Non esiste un’azienda che può stare senza lavoratori – riflette e fa riflettere chi lo sta ascoltando – nè persone che possano stare senza lavoro, oggi più che mai dobbiamo parlare di un cammino comune, da fare insieme”.

E poi c’è il vasto “universo” delle collaborazioni. Contrattazione collettiva, contrattazione individuale, proselitismo, rappresentanza, prestazioni, servizi, queste sono le azioni che la FeLSA, anche in Piemonte, ha messo in campo per rispondere nel modo più efficace possibile alle esigenze dei lavoratori non standard, quelli riconducibili al variegato universo delle collaborazioni coordinate e continuative, con e senza partita Iva che negli ultimi quattro anni sono stati oggetto di nuovi e significativi interventi legislativi da parte del Jobs Act.
L’impegno della Cisl è sempre andato nella direzione di riconoscere e tutelare le collaborazioni “pure” e allo stesso tempo di individuare e contrastare quelle che per la maggior parte, oggi, celano rapporti di vero e proprio lavoro subordinato; tale metodo è stato spesso il fulcro di collaborazioni fra la FeLSA e le altre categorie della Cisl: basti pensare al mondo dei call center, alla grande distribuzione e cosi via.

delegato Felsa 2Altro volto, altra storia, quella di Fabio, 37 anni, un contratto di collaborazione coordinata e continuativa nel settore del pubblico impiego, nell’ambio della sanità torinese, dopo cinque anni di lavoro in somministrazione. Le storie non sono poi così lontane le une dalle altre, e anche Fabio racconta di un lento avvicinamento al mondo sindacale: “Inizialmente la diffidenza era tanta, la fiducia e voglia di fare sindacato poca. Poi mi sono dovuto ricredere: in FeLSA ho trovato un ambiente molto accogliente, una famiglia, un supporto lavorativo e di confronto molto prezioso per me, giorno dopo giorno”.

Il mondo del lavoro autonomo, uno dei più colpiti dalla crisi. I sindacati cislini del lavoro autonomo hanno ben cinquant’anni di storia, essendo state tra le prime associazioni di lavoratori a nascere dando vita ad esperienze all’avanguardia, già allora. I nostri sindacati aderenti piemontesi come il Fivag (ambulanti), lo Snisv (spettacoli viaggianti), Giornalai Tabaccai e il Sinape (naturopati, pranoterapeuti), sono ormai parte integrante della FeLSA Piemonte. La loro esperienza, la loro storia e la loro azione sindacale fuori e dentro la Cisl costituisce per la FeLSA Piemonte e non solo una grande ricchezza che riempie di significato le proposte della Cisl, specie sul tema fiscale e previdenziale.

“Il mondo del lavoro autonomo è stato forse il più colpito dal perdurare della crisi in questi ultimi 4 anni, con la conseguente perdita di redditività e in molti casi sacrificando anche parte del proprio patrimonio personale”, denuncia Denis Gambino, segretario generale Fivag. “Le amministrazioni, nostre dirette controparti, esercitano spesso una rigida attività amministrativa, talvolta in maniera autoritaria, con atteggiamento refrattario a prendere in considerazione gli effetti dei provvedimenti che loro stesse adottano nei confronti di coloro che ne sono destinatari, negando talvolta un reale confronto con la nostra organizzazione”. Anche il mondo delle libere professioni, in questi anni, ha vissuto profondi cambiamenti tanto da dover portare l’azione sindacale, a tutti i livelli, ad individuare nuovi strumenti di tutela e di rappresentanza. Inoltre, com’è stato sottolineato in occasione del congresso dai responsabili della Felsa, “non possiamo non guardare con grande interesse alla nascita di VIVACE, nuova associazione promossa dalla Cisl, o meglio la nuova Community dei lavoratori indipendenti, nata con l’obiettivo di creare identità del nuovo mondo del lavoro indipendente, dei freelance e della rete”. Si tratta di tutti quei lavoratori autonomi, in costante crescita, che forniscono principalmente servizi tecnologici e prestazioni intellettuali legati al mondo del web, lavoratori a tutti gli effetti liberi nella gestione del proprio tempo dove il posto di lavoro non è fisso ma si caratterizza per gli ambienti agili e dinamici.

Un sindacato moderno si deve fare interprete delle evoluzioni del mercato del lavoro e prevedere, nei rinnovi contrattuali di settore, l’estensione dei diritti e delle tutele anche a chi non ha un rapporto di lavoro dipendente”, rimarca Alessio Ferraris. “Contrastare le false partite Iva, dare riconoscimento alle forme atipiche ed autonome del lavoro e stabilizzare i contratti  a termine,  è questa la linea che la Cisl sostiene da sempre”, ricorda Alessio Ferraris, segretario generale Cisl Piemonte. “La Felsa è un patrimonio da non disperdere, un vero e proprio bacino di giovani sindacalisti, moltissimi sotto i 35 anni”, precisa.

Come recita un celebre brano di Jovanotti, “domani è già qui” e le sfide, per la FeLSA, non mancano: da una parte la firma del nuovo Contratto nazionale della Somministrazione, dall’altra l’apertura di tavoli con le Agenzie per lavorare sul fronte della contrattazione di secondo livello e rafforzamento “welfare”; senza dimenticare il tema urgente delle politiche attive e della centralità della formazione per combattere precarietà e disoccupazione, tema in cui si inserisce anche il progetto degli Sportelli per l’accompagnamento alla ricerca di lavoro rivolti ai tanti precari che la FeLSA incontra ogni giorno, servizio già attivo sul territorio alessandrino grazie alla collaborazione con la Cisl territoriale.
C’è inoltre un ‘nodo’ urgente da sciogliere, quello che riguarda il nuovo Testo Unico per la riforma della Pubblica Amministrazione, dal momento che le norme contengono non pochi punti critici che rendono problematico l’accesso alla stabilizzazione di migliaia di lavoratori in somministrazione, tipologia contrattuale che ha la stessa dignità di altre tipologie atipiche, e su cui la Felsa ha lanciato una campagna di mobilitazione in tutta Italia.
La partita è aperta, ed è tutta da giocare.

Paola Toriggia

-> PER APPROFONDIRE VISITA LA PAGINA DELLA FELSA PIEMONTE

-> VIDEO-INTERVENTO  DI A. LOTTI, SEGR.GENERALE FELSA PIEMONTE:

Al via il Congresso Felsa Piemonte: la relazione del Segr.generale Alessandro Lotti, alla presenza di Mattia Pirulli, Segretario generale Felsa, ed Alessio Ferraris, Segretario generale Cisl Piemonte.

Pubblicato da Felsa Cisl Piemonte su Lunedì 27 marzo 2017

 

 

 

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