L’equilibrio famiglia-lavoro tra azienda e territorio: la due giorni della Cisl Piemonte

Sanità e Welfare
L’equilibrio famiglia-lavoro tra azienda e territorio: la due giorni della Cisl Piemonte

Il 30 novembre e il 1 dicembre, presso la sede regionale di Via Sant’Anselmo a Torino, si è svolto un corso formativo dal titolo “L’equilibrio famiglia-lavoro tra azienda e territorio”, a cui hanno partecipato un buon numero di attivisti e operatori, oltre alle Coordinatrici Donne territoriali. L’equilibrio tra i tempi del lavoro e il tempo da passare in famiglia è argomento spesso dibattuto, così come gli strumenti contrattuali utili a garantire soluzioni ottimali per i lavoratori. Nel corso in oggetto, alcuni esperti in forza alla Cisl nazionale o esterni sono stati coinvolti per approfondire queste tematiche, sulle quali si sono espressi autorevolmente anche tutti i componenti della Segreteria Cisl regionale. A introdurre i lavori nella mattinata di mercoledì è stato il Segretario Generale Alessio Ferraris, che ha ricordato come “la parità tra uomo e donna nel mondo del lavoro non sia ancora pienamente raggiunta, ma che le politiche di conciliazione possono essere decisive per il suo conseguimento. la Cisl come sempre ha un occhio di riguardo per la contrattazione, consapevole anche delle opportunità offerte dalla nuova Finanziaria”.

Anche Bruna Tomasi Cont ha voluto sottolineare alcune criticità nella marcia verso la parità di genere. “Se una donna nata negli anni ’40 – ha ricordato Tomasi Cont – poteva contare mediamente su otto persone a cui chiedere aiuto nella gestione di impegni lavorativi e famigliari, questo numero si è ridotto a cinque per le nate negli anni ’70, per effetto dei cambiamenti demografici avvenuti”.

Ha preso poi la parola Rosangela Lodigiani, dell’Università Cattolica di Milano, per introdurre il tema della trasformazione del welfare, con l’emergere di nuovi bisogni da parte della popolazione. La professoressa ha innanzitutto ricordato come il welfare non sia un concetto “neutro” ma sia uno dei modi in cui si esprimono i valori di una società.

“Il classico ‘diamante’ del Welfare State – ha sottolineato Lodigiani – teorizzato in passato per spiegare il funzionamento delle politiche di benessere, vedeva coinvolti quattro attori: lo Stato, che aveva un ruolo di prim’ordine; le famiglie, che relegando la donna ad un ruolo di cura garantivano l’assistenza necessaria ai bisognosi; il mercato, a cui le famiglie si rivolgevano utilizzando le risorse affidatole dallo Stato; infine, le associazioni intermedie, tra cui i sindacati, che avevano un ruolo di controllo. Questo schema non è andato completamente in pensione: tuttavia, tutti i mutamenti avvenuti fanno sì che i ruoli dei quattro attori non siano più definiti e immutabili come lo erano in precedenza. Eventuali provvedimenti volti a migliorare la conciliazione non influiscono positivamente soltanto sulle donne impegnate del mondo del lavoro: anche gli uomini, spogliati degli stereotipi sui ruoli famigliari, rivendicano la possibilità di passare più tempo coi loro figli. Inoltre, la maggior soddisfazione della forza lavoro ha effetti positivi anche sulla produttività delle aziende”.

Ha concluso la mattinata Sergio Melis, che ha fatto un raccordo tra le tematiche affrontate e la situazione piemontese, con particolare riferimento ad alcuni progetti. “La scuola – ha detto Melis – è protagonista sia nella politica attiva del lavoro, volta all’accompagnamento di lavoratori di aziende in difficoltà nella costruzione di un percorso di ri-professionalizzazione sia in un progetto che coinvolge le scuole e che è sfociato nella proficua accoglienza nelle sedi Cisl di alcuni ragazzi impegnati nell’alternanza scuola-lavoro”.
Melis ha aperto anche i lavori pomeridiani con una rapida panoramica su due preziosissimi strumenti forniti dalla Confederazione a chi si occupa di contrattazione: l’Osservatorio Sociale, che permette l’accesso a migliaia di accordi di contrattazione sociale con Comuni, Regioni e Asl, e Aida-Cisl, un valido supporto nella lettura dei bilanci comunali.

Un terzo strumento, OCSEL, è stato presentato da Giovanni Baratta: si tratta di un osservatorio che contiene gli accordi di contrattazione aziendale. è stato rimarcato come questo strumento sia molto apprezzato all’esterno (esempio: IlSole24Ore), ma non sempre sia adeguatamente valorizzato e alimentato all’interno della nostra organizzazione, che pure lo ha fortemente voluto. Oscar Bianco, operatore della Cisl Piemonte, ha poi brevemente introdotto il progetto Big Data, sottolineando quante e quali informazioni sulla parità di genere (a livello di organico, livelli retributivi e ruoli all’interno delle aziende) possano essere ricavate dai report che ogni impresa deve redigere biennalmente.
Ha concluso la giornata la relazione di Sergio Spiller, operatore nazionale del Dipartimento Mercato del Lavoro, che ha presentato la nuova normativa sulla detassazione dei premi di produttività. Gli incentivi fiscali, ha ricordato, non devono essere visti come un fine ma come un mezzo per rendere appetibili per i datori di lavoro proposte e progetti che vengano incontro ai bisogni dei lavoratori: l’esperto ha rimarcato come i sindacalisti debbano essere dei contrattualisti e non dei fiscalisti.

La contrattazione oggi gode di riconoscimento da parte di Istituzioni e mass media, ma non è detto che sarà così per sempre: è necessario essere credibili e sposare un’ottica propositiva e non solo rivendicativa. Le norme sulla detassazione dei premi sono state pensate per rispondere alla necessità di migliorare la produttività nelle aziende italiane. Un punto di interesse sta nel fatto che la detassazione è ancora più conveniente qualora i premi di produzione siano elargiti in servizi e prestazioni di welfare. Questo vuol dire che si devono dimenticare gli “accordi-fotocopia” ed è invece necessario entrare nel merito di ogni situazione, per ottenere il meglio per i lavoratori. “Perché dovremmo occuparci di welfare?” si è poi chiesto Spiller. La risposta è che se non lo facessimo, sarebbero gli imprenditori a occuparsene in modo unilaterale e spesso preferirebbero iniziative volte a rafforzare la loro immagine a discapito di ciò che realmente serve a chi lavora nelle loro aziende. Nel 2017 gli incentivi saranno ancora più convenienti e la platea di possibili beneficiari crescerà: è chiaro dunque che il sindacato si giocherà molto in questo campo.

La seconda giornata, tenutasi giovedì 1 dicembre, è stata introdotta da Marcello Maggio, che ha parlato dello spinoso argomento della sinergia tra la contrattazione aziendale di secondo livello e la contrattazione sociale. Sono stati portati alcuni esempi di ciò che si può realizzare se si riescono a coordinare queste attività: in particolare, si è parlato di alcune piccole aziende piemontesi che si sono consorziate per dare ai loro dipendenti un asilo nido aziendale, che poi è stato aperto anche ai bambini delle famiglie dei comuni dove si trovano queste attività.
L’aula è poi stata affidata a Silvia Stefanovichj (operatrice del Dipartimento nazionale politiche sociali) e Arianna Visentini (consulente Confederale). Sono stati presentati alcuni documenti ufficiali della Cisl che trattano l’importanza prioritaria affidata dalla Cisl alla contrattazione e di come welfare contrattuale e flessibilità degli orari siano molto importanti in questo contesto. Due punti di attenzione a cui la nostra organizzazione deve concedere molta attenzione sono la genitorialità e la disabilità.
La mattinata si è conclusa con alcuni momenti di laboratorio e lavoro di gruppo: prima, divisi in tre gruppi, i corsisti sono stati invitati a riflettere sul grado di consapevolezza raggiunto e sugli accordi già firmati nei vari territori sui temi della flessibilità dei tempi di lavoro, della gestione delle lunghe assenze dal lavoro e del welfare contrattuale.
Si è poi fatto un gioco, riflettendo su come la cultura possa influenzare le varie dimensioni in cui si può verificare una limitatezza di risorse: l’ambito economico, quello organizzativo e quello legislativo.
Anche nel pomeriggio sono proseguiti i lavori di gruppo, lavorando su possibili progetti per migliorare la contrattazione aziendale e sociale: in fase di restituzione in plenaria dei lavori, si è sottolineato come in ambito negoziale sia necessario fare proposte realizzabili e con spazi di convenienza anche per le nostre controparti.
Ha chiuso i lavori Sergio Melis, ringraziando l’aula per la serietà e l’impegno profusi lungo le due giornate e sottolineando ancora una volta l’importanza di un corretto e intenso utilizzo degli strumenti forniti dalla Confederazione per il supporto alle attività di contrattazione.

Paolo Arnolfo

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