Il segretario Ferraris apre al Lingotto di Torino il XII congresso Cisl Piemonte. Domani c’è Furlan

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Il XII congresso Cisl Piemonte primo piano Il segretario Ferraris apre al Lingotto di Torino il XII congresso Cisl Piemonte. Domani c’è Furlan

Si è aperto oggi, nella sala Gialla del Lingotto, con la relazione del segretario Alessio Ferraris, il XII congresso della Cisl Piemonte. Lo slogan scelto per l’assise regionale cislina è: “Diamo voce alle persone, futuro al lavoro”. Nell’intervento di questa mattina il segretario Cisl, Alessio Ferraris, ha fatto il punto sull’Europa, all’indomani delle elezioni francesi che hanno decretato la vittoria di Macron, sullo stato di salute dell’economia piemontese, sui rapporti con la Giunta regionale e con Cgil e Uil e sulle opportunità offerte dalla rivoluzione digitale. “Noi della Cisl siamo per il diritto all’accoglienza – ha esordito Ferraris – e per il dovere dell’integrazione, ma da soli, senza Europa, non ci riusciremo. L’Italia, come il vecchio continente, ha bisogno degli immigrati per lenire le conseguenze di un invecchiamento inarrestabile della popolazione. In Piemonte questa componente della cittadinanza conta circa 425.000 persone, il 9,6% della popolazione totale”.

Parlando dello stato di salute dell’economia regionale, Ferraris ha ricordato che “È stata proprio la riduzione della capacità industriale piemontese a provocare, dal 2008 a oggi, una perdita di circa 60.000 posti di lavoro, anche in settori apparentemente scollegati dal manifatturiero. Le cose non vanno meglio in agricoltura dove in dieci anni hanno chiuso 15.000 aziende, 1.500 solo nell’ultimo anno, anche a causa delle difficoltà di accesso al credito”. Il segretario regionale della Cisl ha anche affrontato il tema del rapporto con la Giunta Chiamparino e con Cgil e Uil. “In questi anni la situazione finanziaria della Regione – ha affermato Ferraris – ci ha costretto ad agire in uno scenario complicato, ma non ci ha impedito di sottoscrivere accordi e di gestire situazioni critiche, anche grazie alla convergenza con Cgil e Uil piemontesi sugli obiettivi da perseguire. Non era scontato, ma abbiamo saputo rispettare e minimizzare le nostre differenze”.

Nuove tutele e politiche attive del lavoro

“Più in generale – ha osservato ancora Ferraris – la sfida sarà “reinternalizzare” sotto il profilo contrattuale, con i Ccnl, quei mondi paralleli, come gli appalti e la cooperazione, che rendono frammentata e quindi meno incisiva l’azione di tutela, con un aumento incontrollato e discutibile di tali strumenti, facendo proliferare realtà dove i lavoratori svolgono le stesse mansioni ma hanno diritti, salari e orari diversi. Le politiche attive e i servizi al lavoro sono un terreno sul quale la Cisl piemontese intende lavorare. Vogliamo sperimentare nelle nostre strutture sindacali territoriali la creazione di sportelli informativi sul mercato del lavoro. Per questa ragione abbiamo avviato persone qualificate a un percorso formativo nazionale specifico”.

 Il nuovo ruolo di Finpiemonte

“La ricapitalizzazione – ha evidenziato Ferraris nella sua relazione – ha dotato Finpiemonte di 400 milioni che in prospettiva potranno diventare 600 milioni. Una solida garanzia con la quale innescare un processo a leva finanziaria in grado di moltiplicare queste risorse per sostenere o incrementare il sistema imprenditoriale piemontese, a partire da quella dimensione d’impresa che incontra maggiori difficoltà nell’accesso al credito”. Infine, Ferraris, dopo aver ringraziato i delegati e il gruppo dirigente per il senso di responsabilità e per l’energia profusa nella difficile fase di riorganizzazione degli ultimi anni, che ha permesso di avviare e un grande processo di trasparenza e modernizzazione all’interno della Cisl, si è detto pronto a raccogliere la sfida della rivoluzione digitale. “Per il sindacato e per la Cisl – ha concluso Ferraris – la rivoluzione digitale può essere una occasione per aggiornare l’approccio alle tutele individuali e collettive e per rivendicare un ruolo partecipativo e protagonista dei lavoratori e delle rappresentanze sindacali. Diversamente i lavoratori dovranno subire la portata dei cambiamenti che ci sarà nell’organizzazione del lavoro. Sarà difficile, lo so, ma dovremo provare a gestirli. La partecipazione e il tema degli orari di lavoro devono diventare le nuove frontiere di rivendicazione nelle relazioni con le controparti”. All’assise regionale sono intervenuti, tra gli altri, la segretaria nazionale Cisl Giovanna Ventura,  l’arcivescovo di Torino, monsignor Cesare Nosiglia, il vicepresidente della Regione, Aldo Reschigna e i segretari regionali di Cgil e Uil, Pier Massimo Pozzi e Gianni Cortese.

Domani al Lingotto arriva la leader Cisl, Annamaria Furlan, che incontra i giornalisti alle ore 11, 30.

Rocco Zagaria

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