Edili, in migliaia a Torino dal nord Italia per chiedere il #contrattosubito nel giorno dello sciopero del settore

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Edili a Torino vista Edili, in migliaia a Torino dal nord Italia per chiedere il #contrattosubito nel giorno dello sciopero del settore

Oggi è stato il giorno della rabbia per gli edili, che attendono da oltre 17 mesi il rinnovo del contratto nazionale: sciopero di otto ore, adesione media nazionale del 65% – con punte che in alcune regioni hanno raggiunto il 90% – ed un totale di 18 mila lavoratori che hanno dato vita a cortei e presidi in sei città, Padova, Torino, Roma, Napoli, Palermo, Cagliari. Lo sciopero era stato indetto per chiedere lo sblocco di una trattativa infinita, dove le parti datoriali hanno continuamente evitato qualsiasi avanzamento nel confronto, non entrando mai nel merito della piattaforma presentata unitariamente dalle categorie, che hanno tentato fino all’ultimo la via del dialogo, ma senza risultati significativi.

Gli edili sono scesi in piazza anche a Torino. Alcune migliaia di lavoratori edili si sono dati appuntamento sotto la Mole per protestare contro il mancato rinnovo del contratto nazionale di lavoro scaduto da 18 mesi. Sono arrivati da Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna, Liguria e Valle D’Aosta per chiedere il #contrattosubito. Il corteo, partito da Piazza Castello, dopo aver attraversato via Po, via San Francesco da Paola, via Mazzini, si è concluso in piazza Bodoni dove si sono svolti i comizi finali. Per la Filca ha parlato Michele Boldrini della federazione di Ferrara, mentre le conclusioni della manifestazione sono state affidate al segretario generale della Fillea, Alessandro Genovesi.

“Sono qui oggi – ha detto Boldrini della Filca Cisl di Ferrara dal palco di piazza Bodoni – perché credo sia giusto uno sciopero per rivendicare il nostro diritto al rinnovo del contratto. La crisi di questi anni ci ha imposto grandi sacrifici e lunghi periodi di disoccupazione. Cercare un lavoro è diventata una sofferenza, talvolta anche umiliante e di queste difficoltà molti hanno approfittato per peggiorare le nostre condizioni lavorative”.

Il segretario generale della Fillea-Cgil  Alessandro Genovesi ha ricordato che “La via per recuperare occupazione è quella della riconversione e riqualificazione di quanto già esistente. In questo paese c’è bisogno che si costruisca meno e si recuperi e rigeneri di più. Una strada, però, che impone un cambio di pelle e lavoratori più qualificati. Da 18 mesi abbiamo presentato la piattaforma all’Ance  e agli artigiani, che però non l’hanno ancora sottoscritta”.

Per il segretario Filca Cisl Piemonte, Piero Donnola: “C’è bisogno di una migliore qualità del lavoro, di una maggiore sicurezza nei posti di lavoro perché si continua ancora a morire e di recuperare il potere di acquisto delle retribuzioni per i lavoratori che hanno subito pesantemente la crisi di questi ultimi anni”.  

Da otto anni la crisi ha colpito duramente il comparto edilizio a Torino. Dal 2008 al 2017 gli iscritti alla locale cassa edile sono passati rispettivamente da 18.376 a 9.192, mentre le imprese da 4.335 a 1.880. Se ufficialmente quindi sono stati “bruciati” più del 50% degli operai e delle ore lavorate, dall’altro sono aumentati l’occupazione in nero o i contratti impropri.

Dalle controparti non è “emersa una volontà esplicita a chiudere in tempi brevi il CCNL e quindi non possiamo che confermare il giudizio negativo sugli atteggiamenti delle nostre controparti che continuano a non raccogliere la sfida principale che come sindacato abbiamo lanciato: mettere il rinnovo del contratto, la strumentazione bilaterale, la valorizzazione delle professionalità al servizio di una ripresa di qualità del nostro settore, basata su regolarità, innovazione e giusti riconoscimenti salariali” avevano spiegato i segretari nazionali di Feneal Filca Fillea confermando lo

Per Franco Turri, segretario generale della Filca Cisl, che ha chiuso la manifestazione di Napoli, con le delegazioni delle regioni del Mezzogiorno “occorre riconoscere il contratto collettivo dell’edilizia quale unico strumento di garanzia per i lavoratori e le imprese del settore attraverso l’azione contrattuale, negoziale, normativa ed il rafforzamento dell’attività del sistema bilaterale perché l’applicazione del contratto edile a tutti i lavoratori impegnati nel cantiere rappresenta un investimento per il futuro e non un costo.”

Vanni Petrelli e Rocco Zagaria

 

 

 

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