COVID-19, Slp Cisl Piemonte chiede la chiusura degli uffici postali della regione

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Poste in sciopero primo piano COVID-19, Slp Cisl Piemonte chiede la chiusura degli uffici postali della regione

Di seguito il testo della lettera, a firma del segretario regionale Slp Cisl Gerlando Carafassi, inviata oggi a Poste Italiane.

Oggetto: richiesta chiusura Uffici Postali, sospensione del Recapito, chiusura Stabilimenti Poste Italiane Regione Piemonte seguito DPCM 9 MARZO 2020.

Il presidente del Consiglio dei Ministri in data 9 marzo 2020 con apposito decreto ha introdotto ulteriori misure di contenimento del contagio sull’intero territorio nazionale allo scopo di contrastare e contenere il diffondersi del virus COVID-19 con l’intento di proteggere tutta la popolazione della Penisola. Un provvedimento che mira soprattutto alla salute dei Cittadini tutti, in particolare dei più deboli, un provvedimento, comunque la si voglia mettere, indubbiamente di alto, grande valore civile e morale, che mette le persone al di sopra di tutto.

Poste Italiane molto probabilmente non ha ancora avuto tempo ad assimilare l’intrinseco merito di questa nuova normativa e continua imperterrita a sottovalutare i drammatici, per molte persone tragici, effetti del virus COVID-19. Possiamo affermarlo poiché dalle non poche riunioni del Comitato di Crisi istituito in Poste italiane sono usciti documenti con propositi a tutt’oggi completamente disattesi e le proposte avanzate dal SLP sono state ignorate. Infatti il Personale a diretto contatto con la clientela, Uffici Postali, addetto alla lavorazione della corrispondenza in generale, Stabilimenti, e in particolare, Recapito, è completamente privo dei Dispositivi di Protezione Individuale.

In particolare mancano completamente le mascherine antivirus, i guanti. Gli Uffici Postali sono privi di dispositivi di ingresso, anche semplici, elementari, che regolino l’afflusso numericamente e in termini di distanza dagli Operatori. La pulizia, la sanificazione degli Uffici Postali, dei Centri di Recapito e degli Stabilimenti non è stata a tutt’oggi eseguita e mancano disinfettanti non solo per il personale ma da mettere a disposizione anche alla Clientela/Utenza. Non è stata minimamente presa in considerazione la condizione dei cosiddetti uffici lay-out, che vedono lo Sportellista a diretto contatto con il Cliente/Utente senza alcuna protezione tipo la previsione e installazione di un vetro tipo plexiglass.

Nel Recapito la confusione regna sovrana sulle modalità della corrispondenza descritta “lasciata nella cassetta della corrispondenza senza ritirare la firma del destinatario”, con le grandi incognite sulla validità o meno degli invii aventi rilevanza giuridica, con conseguenti difficoltà per il Portalettere, che mosso da un esagerato senso del dovere, fa comunque firmare il Cliente/Utente avvicinandosi ben di più del metro previsto dalle attuali stringenti disposizioni legislative. Negli Stabilimenti la tipicità delle operazioni lavorative porta il personale ad operare assieme, molto vicino con contatti fisici pressoché impossibili da evitare.

Considerate queste grandi criticità che espongono oltremodo il personale con conseguente possibile incremento della diffusione del virus COVID-19, siamo a chiedere la chiusura di tutti gli Uffici Postali, dei Centri di Recapito e dei Centri di Smistamento del Piemonte, sorretti dal medesimo spirito ed obiettivo che ha ispirato il DPCM del 9 marzo 2020: la salvaguardia e la salute dei Lavoratori innanzitutto, certi che così facendo difendiamo, assieme a loro, anche la nostra Azienda Poste Italiane unitamente a tutta la Collettività.

Certi di riscontro, si porgono distinti saluti.

 Il Segretario Regionale SLP CISL Piemonte, Gerlando Carafassi

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