Coronavirus, le richieste di Cgil Cisl Uil al presidente Cirio. Il Piemonte prova a tornare alla normalità

Attualità
Coronavirus, le richieste di Cgil Cisl Uil al presidente Cirio. Il Piemonte prova a tornare alla normalità

Il Piemonte riparte e prova a ritornare gradualmente alla normalità, cercando di uscire dall’emergenza coronavirus. Da lunedì hanno riaperto musei, cinema, piscine e attività sportive e si possono nuovamente svolgere eventi e manifestazioni. Per le scuole – che avrebbero dovuto riaprire oggi, dopo un’azione straordinaria di igienizzazione delle aule e degli ambienti – è arrivato invece un altro rinvio. La nuova ordinanza, firmata dal presidente della Regione, stabilisce che anche in Piemonte, come in altre regioni del Nord, le lezioni riprenderanno il 9 marzo, salvo nuove indicazioni. Sempre nella giornata di lunedì si è svolto a Torino un incontro tra il presidente Cirio e le parti sociali per fare il punto sulle misure urgenti a sostegno di famiglie, lavoratori e imprese in relazione all’emergenza da Covid-19 contenute nel decreto del governo.

Cgil Cisl Uil regionali hanno ribadito la necessità di ricomprendere nei provvedimenti non solo i comuni della zona rossa, ma tutte le realtà che hanno interrotto o ridotto le attività a causa delle ordinanze emesse per i rischi di contagio. I lavoratori coinvolti sono quelli dei servizi collegati alla chiusura delle scuole, dei musei, delle attività culturali e sportive, che non hanno la possibilità di ricorrere agli ammortizzatori sociali e che rischiano, in assenza di interventi specifici, di perdere anche le retribuzioni. “Abbiamo ribadito al governatore Cirio – spiega il segretario generale della Cisl Piemonte, Alessio Ferraris – la necessità di richiedere l’estensione anche al Piemonte delle misure che riguardano gli ammortizzatori sociali, con la sterilizzazione dei periodi dal calcolo dei massimali previsti per le varie forme di cassa integrazione e del Fondo di integrazione salariale”. Infatti, per la particolarità che ha caratterizzato l’utilizzo della Cassa integrazione in deroga, il Piemonte non ha grandi residui e quindi non potrà avere specifici benefici da una possibile estensione dello sblocco di tale risorse come previsto dal decreto per Lombardia, Veneto ed Emilia. “Il Governo centrale – concludono i segretari Cgil Cisl Uil Piemonte, Pozzi, Ferraris e Cortese – deve tenere conto della necessità di nuove risorse per la cassa in deroga. Si deve anche prevedere la retroattività dell’applicazione di tale ammortizzatore per coprire i periodi di blocco derivanti dall’applicazione dei provvedimenti nazionali e regionali”.

Rocco Zagaria

Categoria: