Congresso Fit Cisl Piemonte: tavola rotonda “La crisi globale trasforma i nostri luoghi di lavoro, il sindacato e la società”

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Tavola rotonda Congresso Fit Congresso Fit Cisl Piemonte: tavola rotonda “La crisi globale trasforma i nostri luoghi di lavoro, il sindacato e la società”

Al Congresso Fit-Cisl Piemonte 4 figure del sindacato piemontese si confrontano in una tavola rotonda dal titolo “La crisi globale trasforma i nostri luoghi di lavoro, il sindacato e la società”. I protagonisti sono Bruno Manghi, sociologo, già segretario Cisl Torino, Mario Mazziotti, avvocato dell’Ufficio Vertenze Cisl Torino, Gianfranco Zabaldano, Presidente Fondazione Vera Nocentini, e Gianni Baratta, Segretario regionale Cisl Piemonte, moderati da Beppe Boni, formatore Cisl Torino.

Tanti i temi toccati durante il confronto, dalla crescita delle disuguaglianze soaciali alle opportunità e pericoli della globalizzazione, dalla crisi dell’occupazione al rapporto con la tecnologia, dalla questione demografica connessa a quella dell’immigrazione alla necessità di migliorare la qualità della formazione e della comunicazione, dal vuoto di relazioni alla precarietà, ma al centro rimane sempre una domanda: qual è il ruolo del sindacato nella società che cambia?

Mentre Beppe Boni mette in evidenza come il sindacato di oggi sia “molto organizzazione e poco comunità” auspicando un “allargamento dell’orizzonte che diventi un ritorno sul territorio”, Bruno Manghi è più ottimista: “Il sindacato c’è e il suo compito è quello di portare avanti lotte e rivendicazioni per i lavoratori, ma anche contribuire alle riforme. La storia del sindacato, da sempre, va di pari passo con quella della libertà e della democrazia e questo non va mai dimenticato. Il problema da porsi è quello della rappresentatività delle nuove forme di lavoro (autonomo e precario) e del fatto che in Italia un quinto della popolazione vive ancora in condizioni nettamente diverse dal resto.

Secondo Zabaldano il compito del sindacato in questo momento di crisi deve essere quello di fare proposte: “Nel dibattito attuale non si parla di sviluppo, nè di 4.0, ma è da qui che si deve partire per rilanciare l’economia. Un altro tema saliente è quello dell’immigrazione, ma anche qui si fa solo demagogia, invece bisognerebbe interrograsi per trovare soluzioni costruttive. Dobbiamo studiare e valorizzare la storia del sindacato, negli anni 50 la Cisl si poneva domande, è da lì che bisogna ripartire”.

Sulla necessità di approfondire lo studio e la formazione concorda anche l’avvocato Mazziotti: “Conoscere il diritto del lavoro e i diritti dei lavoratori è fondamentale per il sindacato. Senza consapevolezza non si può agire: il sindacato deve prendere atto del cambiamento e aggiornarsi”.

Per Baratta, il sindacato in questo momento più che mai deve essere “promotore di speranza che sappia proporre una discussione costruttiva ai suoi interlocutori e fare rete con le altre realtà della società civile presenti sul territorio, in modo da allargare la propria presenza e la propria rappresentanza”.

Stefania Uberti

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