“Insieme per rafforzare il domani”: Carrù rieletto presidente Ugc

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Il nono congresso Ugc Piemonte primo piano “Insieme per rafforzare il domani”: Carrù rieletto presidente Ugc

Francesco Carrù è stato confermato alla presidenza dell’Unione generale coltivatori (Ugc) Cisl che riunisce in Piemonte più di 2000 associati. Ad affiancare Carrù nei prossimi quattro anni ci saranno i vicepresidenti Carlo Cavallone, di Pinerolo, e Mattia Garassino, giovane saluzzese di 32 anni. Carrù è stato rieletto al termine del nono congresso che si è svolto al Castello di Borgo Corveglia, vicino Villanova D’Asti. Slogan dell’assise congressuale, presieduta da Bruno Pagano e alla quale hanno preso parte il presidente nazionale Ugc, Pietro Minelli, e il segretario generale Cisl Piemonte, Alessio Ferraris: “Insieme per rafforzare il domani. Lavoro=Dignità”. Ai lavori hanno partecipato anche il segretario generale Cisl Alessandria-Asti, Sergio Didier, il segretario generale Torino-Canavese, Domenico Lo Bianco, i segretari di Cisl Piemonte Orientale e Cuneo, Elena Ugazio e Alfio Pennisi, e il segretario regionale Cisl, Sergio Melis.

“Noi – ha detto Carrù nella sua relazione introduttiva – non rappresentiamo i dipendenti agricoli, senza nulla togliere a nessuno, ma gli agricoltori, le imprese agricole e questo deve essere compreso bene da tutti. Siamo e restiamo una categoria della Cisl, ma diversa da come funziona tutto il resto. Qui non arrivano le deleghe dalle fabbriche a garantire un minimo economico che permetta di lavorare; qui, ogni giorno è battaglia per sperare di portare a casa una azienda che ha delle necessità. Il nostro sindacato non può essere considerato un servizio, come molti pensano. Non abbiamo ammortizzatori sociali, qui o vivi o chiudi! E quando cessa un’impresa agricola, significa soprattutto perdere un altro pezzo di territorio”.

Le brutte notizie per il mondo agricolo piemontese, purtroppo, non mancano. In un anno la regione ha perso quasi 1500 aziende agricole. E’ quanto emerge dai dati di Unioncamere riferiti alle realtà iscritte alle Camere di commercio. Ad avere il trend più negativo è Verbania, con il saldo di mortalità di imprese più alto di tutto il Piemonte (-5,23%); a seguire Alessandria, Asti, Vercelli, Cuneo e Torino. Tra le città con il calo minore invece Novara. Unico segno positivo è Biella che cresce di un +1,33%. “In calo – ha spiegato Carrù – sono soprattutto le imprese individuali che rappresentano la quasi totalità del comparto. In dieci anni il Piemonte ha perso 15 mila imprese agricole. Serve una programmazione certa, una linea politica concreta, bisogna attivare controlli sulla filiera che va dal produttore al consumatore. Oggi un’azienda agricola lavora in perdita e il rapporto tra costi e ricavi è ormai diventato un’utopia. Bisogna snellire una burocrazia che ormai è giunta all’eccesso, in tutte le sue forme, ma serve anche un maggior ascolto: da soli non si va da nessuna parte! E occorre una maggiore attenzione e un ritorno alle origini di una sana cultura contadina”. Infine, per Carrù: “Bisogna ritornare in piazza, quando serve, e tutti uniti. La politica del sentito dire non serve, serve maggior coesione, convinzione nei propri mezzi e una organizzazione più forte. Meglio soli che male accompagnati. E occorre soprattutto un progetto che possa ridare anima e corpo a un settore che è sempre stato la seconda economia del paese. Un progetto in grado di racchiudere le due grandi compagini dell’agricoltura e dell’agroalimentare”.

“In una stagione di poco dialogo e di poca coesione – ha sottolineato il segretario generale Cisl Piemonte, Alessio Ferraris – noi, al nostro interno, con la celebrazione dei congressi di federazione e di Unione territoriali abbiamo dimostrato in maniera concreta una solidarietà compiuta e dato prova di grande unità. Le nuove aziende agricole che nascono in Piemonte e che vedono imprenditori e imprenditrici giovani vanno aiutate. Chi si iscrive all’Ugc si iscrive anche alla Cisl, che è una forza attiva in molti altri settori apparentemente slegati dal tema dell’agricoltura e che gioca un ruolo importante con la Regione su diversi ambiti. La Cisl a ogni livello è in grado, se lo vuole davvero, di offrire servizi alle aziende agricole e dare loro la rappresentanza che serve. Su questi aspetti la politica nicchia un po’ e fa solo proclami”.

Ha chiuso i lavori del nono congresso Ugc piemontese, il presidente nazionale Pietro Minelli. “Sempre più l’agricoltura viene percepita come un attore positivo dalla comunità, ma l’unico fattore negativo è il reddito delle aziende che scende precipitosamente. E questo non si può accettare. Si rendono, quindi, necessarie delle azioni. L’agroalimentare è l’unico settore dove le materie prime non vengono da fuori e le produciamo noi direttamente sul territorio, quindi non costano tanto come per la manifattura. L’altro aspetto è la delocalizzazione che non investe i prodotti agricoli italiani o, se non altro è molto più difficile da realizzare in questo ambito. Insieme alla Cisl dobbiamo costringere gli attori istituzionali e politici a fare delle scelte concrete su questi temi. Il problema principale della discesa dei redditi delle nostre aziende è quello dei prezzi o meglio del ‘giusto prezzo’ dei prodotti agricoli. Per tante ragioni le aziende sono l’anello debole di tutta la filiera e quindi da una parte dobbiamo accorciare o semplificare la filiera fino a utilizzare anche la vendita diretta e forme di aggregazione, dall’altra, pretendere e ottenere regole chiare dal governo e dalle istituzioni, a partire dalla regolamentazione dei rapporti tra i vari attori della filiera e dai prezzi dei prodotti”.

Rocco Zagaria

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