Autostrade piemontesi, i sindacati dei Trasporti regionali scrivono al Mit per denunciare l’assenza di operatori nelle stazioni

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Concessioni autostrade.jpeg Autostrade piemontesi, i sindacati dei Trasporti regionali scrivono al Mit per denunciare l’assenza di operatori nelle stazioni

Le segreterie piemontesi dei sindacati dei Trasporti Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Ugl e Sla Cisal hanno scritto al Ministero dei Trasporti per denunciare l’assenza di operatori nelle stazioni di alcune autostrade regionali. Secondo i sindacati le concessionarie autostradali presenti in regione stanno riducendo progressivamente il servizio nelle stazioni non sostituendo il personale assente per qualsiasi ragione (malattia, ferie, permesso), nascondendosi dietro il paravento dell’epidemia da coronavirus. “Una scelta fatta senza discutere con il sindacato – spiegano le segreterie regionali di Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Ugl e Sla Cisal – che viola la precisa prescrizione del Ministero dei Trasporti che impone la presenza di operatori in tutte le stazioni autostradali”. Il fenomeno è iniziato sabato scorso in vari turni dei caselli delle autostrade Asti-Cuneo e Torino-Piacenza, estendendosi poi anche alla Torino-Savona.

“Il comportamento irragionevole delle Concessionarie – affermano i sindacati dei trasporti piemontesi – viene a creare potenziali problemi di difficile soluzione per gli automobilisti. Che succede se la cassa non dà il resto? Se l’apparecchiatura si ‘mangia’ il bancomat? Quanto tempo ci vorrà per avere eventuale assistenza? È un modo serio per garantire il servizio e la sicurezza in tempo di epidemia?”. Tutte domande che le organizzazioni sindacali, in assenza di risposte convincenti da parte delle aziende, hanno rivolto al Ministero dei Trasporti che, oltre ad essere il rappresentante della proprietà dell’infrastruttura (i cittadini italiani), ha il compito di regolare l’esercizio della concessione.

“Pur in presenza di una massiccia riduzione del traffico – dicono Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Ugl e Sla Cisal Piemonte – non ha senso che gli utenti siano abbandonati a se stessi anche se, lungo la tratta, continua il pattugliamento degli ausiliari della viabilità. Le aziende continuano a mantenere il controllo da remoto delle casse automatiche per risolvere le questioni legate al pedaggio a cui non vogliono rinunciare. Le concessionarie sostengono di farlo per tutelare i lavoratori, ma si tratta di ambienti all’aperto nei quali si lavora da soli senza contatti con altri e indispensabili per garantire sicurezza delle stesse stazioni”.

In allegato la lettera dei sindacati al Ministero dei Trasporti

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