A Torino “Iolavoro 2017”, Melis (Cisl): “L’alternanza scuola-lavoro è un investimento sul futuro”

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Alternanza scuola- lavoro primo piano A Torino “Iolavoro 2017”, Melis (Cisl): “L’alternanza scuola-lavoro è un investimento sul futuro”

Il rapporto tra scuola e lavoro è stato al centro del seminario inaugurale che, partendo dai dati dell’Ires Piemonte sulla scolarizzazione e qualificazione dei giovani piemontesi, ha visto confrontarsi, moderati dal giornalista Walter Passerini, il direttore dell’Ufficio scolastico regionale, Fabrizio Manca, il presidente di Unioncamere Piemonte, Ferruccio Dardanello, il presidente del Gruppo tecnico Formazione e Professionale e Alternanza Scuola Lavoro di Condindustria, Ermanno Rondi, la coordinatrice della IX Commissione della Conferenza Stato-Regioni, Cristina Grieco e, in rappresentanza di Cgil Cisl Uil Piemonte, il segretario regionale Cisl, Sergio Melis.

La Tavola rotonda è stata preceduta dagli interventi, tra gli altri,  dell’assessora al Lavoro, Gianna Pentenero, del presidente del Consiglio regionale Mauro Laus, del presidente dell’Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro, Maurizio Del Conte e dal dirigente di ricerca di Ires Piemonte, Luciano Aburrà che ha illustrato il rapporto sulla “Scolarizzazione e qualificazione dei giovani di fronte al lavoro”.

Dall’indagine Ires è emerso che Il sistema scolastico e formativo piemontese presenta nel 2016 un progressivo miglioramento dei principali indicatori, a cominciare da quello relativo all’abbandono scolastico. Con il 10,2% di cosiddetti early school leavers (giovani che abbandonano precocemente gli studi) il Piemonte ha infatti sostanzialmente raggiunto con quattro anni di anticipo l’obiettivo fissato dall’Unione europea del 10% di abbandoni entro il 2020, collocandosi  al di sotto della media italiana (13,8%) e, per la prima volta, anche di quella europea (10,7%). Ancora più positiva la performance delle ragazze piemontesi, il cui tasso di dispersione  è sceso nel 2016 al 6,4%. La migliore partecipazione agli studi delle giovani si riflette anche nel livello di scolarità̀. Nel 2016, l’Istat stima che le ragazze 25-34enni con almeno un titolo di studio del secondo ciclo (diploma/qualifica o oltre) siano il 78,5% del totale, mentre per i ragazzi questa quota si ferma al 66%. Inoltre, la percentuale di donne 30-34enni con un titolo terziario (laurea o oltre) è pari al 33,5%, il doppio rispetto a quello dei maschi della stessa età. Sul fronte della formazione universitaria, invece, nonostante i progressi compiuti, l’Italia, e così il Piemonte, sono ancora lontani dal raggiungere l’obiettivo europeo del 40% della popolazione in possesso di un titolo di terzo livello nella fascia d’età 30-34 anni. Lo sviluppo degli Its (Istituti tecnici superiori), avviato dalla Regione Piemonte, ammette l’indagine, potrebbe però contribuire a colmare la distanza con gli altri Paesi europei, con la costruzione di una filiera terziaria professionalizzante.

“L’indagine Ires fotografa un quadro sostanzialmente positivo”, ha dichiarato l’assessora al Lavoro Gianna Pentenero. “Occorre tuttavia continuare a lavorare per migliorare le competenze dei ragazzi e renderle maggiormente funzionali ai fabbisogni delle imprese. L’alternanza scuola lavoro rappresenta in questo senso sia un’opportunità per recuperare giovani potenzialmente a rischio dispersione, sia una leva per contrastare la disoccupazione giovanile, favorendo, anche attraverso il contratto di apprendistato, l’ingresso degli studenti nel mondo del lavoro”.

E proprio sul tema dell’alternanza scuola-lavoro, il segretario regionale Cisl, Sergio Melis ha incentrato gran parte del suo intervento: “Oltre a favorire l’acquisizione di competenze specifiche – ha sottolineato Melis – abbiamo una mission più grande da compiere che è arrivare allo sviluppo del cittadino e del lavoratore, favorendo la costruzione di una vera cultura del lavoro. Dobbiamo, quindi, essere attenti perché attraverso l’alternanza scuola-lavoro si favorisce lo sviluppo di abilità cognitive, emotive e relazionali che permetteranno al ragazzo di agire sia sul piano individuale sia su quello sociale. L’alternanza scuola-lavoro è pertanto un investimento sul futuro, non solo lavorativo, ma sociale, diventando un’opportunità sia per i ragazzi sia per la società”.r.z.

In allegato il rapporto Ires Piemonte sulla “Scolarizzazione e qualificazione dei giovani di fronte al lavoro”

 

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