Manovra, Sbarra (Cisl) all’Attivo unitario di Cgil Cisl Uil Torino: “Bocciatura Ue pesa come un macigno”

venerdì 23 novembre 2018 / Attualità
Manovra Sbarra Torino uno
Manovra Sbarra Torino uno

Dalla Commissione europea “è piovuta sulla manovra una bocciatura pesante come un macigno, ma purtroppo ampiamente preannunciata. Lo scenario ora si fa davvero pericoloso e richiede un cambio radicale da parte del Governo, nel segno della responsabilità istituzionale e dell’apertura al dialogo sociale”.

Lo ha detto Luigi Sbarra, segretario generale aggiunto della Cisl, concludendo l’Attivo unitario Cgil Cisl Uil di Torino, che si è svolto al Qualys Hotel Royal di Corso Regina, nel capoluogo, per la presentazione della piattaforma sindacale sulla Legge di Bilancio. L’incontro, presieduto dalla segretaria generale della Cgil, Enrica Valfrè, è stato introdotto dal segretario regionale Uil Mauro Casucci. Per la Cisl erano presenti i segretari territoriale e regionale, Domenico Lo Bianco e Alessio Ferraris.

“In questo momento – ha aggiunto Sbarra – alzare i toni contro improbabili complotti è l’esatto contrario di quello che serve. Si rischia di  giocare con il fuoco, anche perché la procedura di infrazione si aggiunge a un quadro economico preoccupante”. Le risorse, “oggi dilapidate quasi esclusivamente in spese correnti, vanno invece orientate e qualificate per innalzare la crescita e far calare quell’indebitamento che oggi ci condanna di fronte a tutti gli Stati europei”. Per questo, ha sottolineato il numero due di via Po, “è urgente che la Manovra cambi: non va sprecato altro tempo e dato un impulso agli investimenti produttivi su occupazione, politiche industriali, grandi e medie opere infrastrutturali. Dobbiamo riqualificare le reti materiali, logiche e sociali del nostro Paese”.

Anche per questo, “va rilanciata ricerca e innovazione e recuperata una visione di crescita comune che leghi scuola e formazione, competenze, pubblica amministrazione, politiche attive di inserimento nel mercato del lavoro”. Per il sindacato la strada “non è quella del solo Reddito di Cittadinanza, che rischia di diventare una leva dal sapore assistenzialista, specialmente nel Mezzogiorno, dove il lavoro va generato e non solo aspettato”.

Piuttosto, “vanno create le condizioni perché riparta produzione e consumo”. Vuol dire “alleggerire  il carico fiscale sui redditi medio-bassi da lavoro e da pensione per fare coesione e stimolare la domanda interna”. Occorre poi “onorare i rinnovi dei contratti pubblici ben oltre le briciole che lascia questa Finanziaria e rilanciare i servizi per la non autosufficienza”. Su previdenza e pensioni, “è necessaria una riforma che punti a maggiore sostenibilità sociale: quota 100 è poco più di uno slogan, una base su cui avviare un confronto vero e strutturato con il sindacato”. r.z.

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