Dalle soffitte di Via Barbaroux al Polo del  900: 40 anni di Fondazione Vera Nocentini

giovedì 22 novembre 2018 / Attualità

Serata di parole e immagini del sindacato torinese ieri al Polo del 900 per festeggiare i 40 anni della Fondazione Vera Nocentini. Nata il 20 novembre 1978, per volontà dei 20 soci fondatori, tra cui sindacalisti, ma anche professori universitari,  è stata intitolata a Vera Burlo Nocentini, militante Cisl di base, e da subito si è proposta come servizio culturale sul sindacato e sui problemi sociali di Torino, con l’obiettivo di studiare radici e sviluppo di un pensiero nuovo.

L’obiettivo originario era quello di diventare memoria non solo Cisl ma di tutto il sindacato, per rispondere alle domande emergenti con l’affermazione del movimento operaio e di nuovi attori sociali. Tra i fondatori, infatti, oltre al primo Presidente Franco Gheddo e la prima Vicepresidente Dora Marucco, ci fu anche Gianni Alasia della Cgil.

Nel 1974, però, era già nati l’Istituto Gramsci e quindi il lavoro di archivistica divenne di collaborazione e confronto. Oltre 3600 foto facevano parte del primo fondo, gestito da subito con l’aiuto di obiettori di coscienza, tradizione mantenuta tutt’oggi avvalendosi del servizio civile. Il precedente da cui è stato preso spunto era l’archivio Fim di Beppe Mainardi.

Ma veniamo ora ai numeri: la Fondazione Nocentini conta attualmente 19 fondi sindacali e 78 fondi personali. Un patrimonio vastissimo che comprende oltre 17.500 volumi ordinati, 2.000 testate di stampa sindacale, circa 3.000 manifesti  e 5.000 tra foto e diapositive. Tantissime sono poi le pubblicazioni che valorizzano il materiale di archivio: libri di storia sindacale Cisl e di categoria, biografie di sindacalisti importanti, ma anche l’utilizzo dei nuovi linguaggi multimediali.

E’ del 2005 infatti il primo video, a cui ne sono seguiti altri che hanno partecipato anche a manifestazioni di rilievo come il Torino Film Festival, fino ad arrivare all’ultimo che raccoglie una ventina di interviste a militanti della Fnp.

Anche in anni difficili come gli ultimi, in cui l’appoggio economico delle Istituzioni viene meno,  il sindacato ha sopperito con consapevolezza di quanto nel dibattito storiografico ci sia bisogno di dare voce agli ultimi e di come la memoria collettiva debba rimanere patrimonio comune. E i problemi di sostenibilità economica non sono gli unici in questi tempi di deriva sociale, in cui vi è un diffuso smarrimento del senso di cittadinanza e la memoria appare indispensabile per la resistenza civile.

Se la storia e le testimonianze del lavoro rimangono protagoniste dell’attività della Fondazione, la mission originaria si è oggi arricchita con ulteriori temi come le trasformazioni nell’organizzazione del lavoro e i nuovi movimenti migratori: le radici sono importanti ma non devono impedire di guardare oltre.

Dopo gli interventi del Presidente Zabaldano, della prima Vicepresidente Dora Marucco, della Direttrice Marcella Filippa, dei collaboratori della Fondazione, del Segretario Generale Cisl Torino Canavese Domenico Lo Bianco e dell’ex Segretario Bruno Manghi, si è proceduto all’intitolazione di due sale a due collaboratori storici della Fondazione Vera Nocentini: Betti Benenati e Giacomo Pignata.

Stefania Uberti

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