“Per non morire d’amore”: videoconferenza del Coordinamento Politiche di Genere Fnp Piemonte

giovedì 26 novembre 2020 / Attualità

91 donne vittime di femminicidio in Italia nei primi 10 mesi del 2020, altre due uccise ieri, proprio nella Giornata Mondiale per l’eliminazione della violenza contro le donne, un’altra oggi. A questi dati, già spaventosi, si aggiunge il fatto che la pandemia e il conseguente lockdown hanno amplificato il fenomeno della violenza all’interno delle mura domestiche. Dall’altro versante, però, si può dire che sul territorio qualche passo in avanti per contrastare discriminazioni e violenze è stato fatto. Proprio delle misure messe in campo a livello regionale ha parlato la professoressa Lella Bassignana, componente Commissione Pari Opportunità del Piemonte. Nella nostra regione sono presenti 20 centri anti-violenza, 81 sportelli e 12 case rifugio. Queste strutture forniscono ascolto, consulenza psicologica e legale e orientamento ai servizi territoriali oltre che la possibilità di trovare una residenza provvisoria nei casi più gravi. Bassignana sottolinea due aspetti fondamentali: “Molto spesso l’aspetto più drammatico è quello economico: spesso le donne non denunciano per la dipendenza economica dal compagno. Il problema non è solo la paura, ma il fatto che se lui finisce in carcere lei non è più in grado di pagare il mutuo della casa. Un altro aspetto sottovalutato sono le conseguenze subite a livello psicologico dai minori che assistono alle violenze. Ecco perchè noi insistiamo molto che il supporto psicologico accompagni non solo la donna, ma anche i figli. Il rischio è che se non vengono adeguatamente seguiti in futuro siano loro stessi a ripetere gli abusi.” Tra gli altri strumenti che stanno dando buoni risultati ci sono la App Erica, molto utile per avere informazioni, per il servizio di geolocalizzazione in caso di necessità e per la possibilità di lanciare direttamente il segnale S.O.S. nelle situazioni di pericolo, e il Codice Rosa, attivo in tutte le ASL del Piemonte e visibile solo agli operatori sanitari, consente alle vittime di violenza di seguire nei pronto soccorso un percorso ad hoc, che preveda fin da subito l’intervento di uno psicologo.

Molto interessante anche l’intervento del professor Enzo Palmisciano, Vice-Presidente Anteas Lazio, aderente a “Maschile Plurale” e ideatore del gruppo “Campo di Marte”, costituito da uomini che trattano la violenza di genere occupandosi dei maltrattanti. “La nostra esperienza ci porta a lavorare con i ragazzi nelle scuole, per aiutarli a costruire relazioni di genere sane, improntate a modelli positivi, non maschilistici. A mio parere è molto importante partire dal linguaggio, perchè è la traduzione dei pensieri.”

Le conclusioni sono state affidate alla Coordinatrice Donne Fnp nazionale Maria Trentin che ha riportato l’attenzione sulle forme di violenza praticate sugli anziani: “Ageismo è il termine utilizzato per riferirsi alle discriminazioni verso gli anziani, che anche in questa emergenza sanitaria non mancano. Il nostro impegno deve far sì che si crei una rete territoriale di monitoraggio, in cui le vittime di violenza non siano lasciate sole. in alcune realtà esiste già il “Telefono anziani”, si tratta di un modello da replicare. Spesso la cronaca si dimentica degli over 70, noi no.”

Positivo il giudizio sull’incontro della Coordinatrice Politiche di Genere Fnp Piemonte Franca Biestro: “Dal dibattito è emerso come il problema sia molto sentito. Ci sono state anche proposte per continuare a lavorare in rete con Istituzioni e altre associazioni: noi aderiamo con entusiasmo perchè il sindacato è in prima linea nella battaglia contro la violenza e le discriminazioni”.

Stefania Uberti

Categoria: