Il contratto scaduto a giugno 2024 è stato rinnovato dopo 17 mesi durante i quali si è consumato una rottura del tavolo di trattativa, ripreso il 15 luglio 2025, grazie alla mobilitazione di tutti i metalmeccanici con 40 ore di sciopero e manifestazioni in tutt’Italia. Questo ha consentito di ottenere la definizione degli aumenti contrattuali pari al 9,64%, superiore al tasso di inflazione Ipca previsto del 7,20%. Oltre agli aumenti salariali, il nuovo contratto porta rilevanti miglioramenti sulle parti normative come ad esempio nuove tutele per le persone con patologie oncologiche e con disabilità; ridotto di 8 ore l’orario di lavoro per il personale coinvolto sui 21 turni; e poi è stata introdotta la clausola di stabilizzazione per i contratti a termine pari al 20%. Per lo staff-leasing, è stato introdotto il diritto di assunzione dopo 48 mesi. Definite inoltre contrattualmente le causali soggettive e oggettive per i contratti a tempo determinato e somministrato. Sul capitolo politiche di genere è stato rafforzato il ruolo delle Rsu nell’ambito del rapporto biennale e rafforzata anche la formazione degli Rls con ulteriori 8 ore, istituito obbligo dell’analisi incidentale infortuni e delle segnalazioni dei quasi infortuni nonché delle segnalazioni di rischio. In materia di appalti è stato introdotto l’obbligo in capo alle aziende con più di 400 dipendenti di fornire alle Rsu uno schema informativo contenete informazione su ditte in appalto, normativa su cambio appalto e appalti di lunga durata. Rafforzato inoltre il diritto soggettivo alla formazione e strutturato lo strumento “Metapprendo” con contributo strutturale. Migliorata anche la normativa in materia di Par (permessi retribuiti) attraverso la riduzione del preavviso e della percentuale di assenza, introducendo 3 episodi di assenze senza preavviso. Per la malattia figlio fino a 4 anni sono previsti 3 giorni di permesso retribuito ed è previsto anche un periodo da 1 a 2 mesi di astensione per i lavoratori migranti per favorirne il ricongiungimento familiare. Infine è stata rafforzata la centralità del Ccnl attraverso un miglioramento dei campi di applicazione e nei cambi appalti e i diritti di informazione e partecipazione.
Soddisfatto anche il presidente di Federmeccanica, Simone Bettini: “Dopo un confronto lungo e serrato abbiamo trovato la chiave per un rinnovo che rispetta le due condizioni per noi imprescindibili: competitività e sostenibilità. Lo abbiamo fatto – continua Bettini – facendo ricorso a tutti gli strumenti che consentono di dare le risposte migliori alle persone con costi sostenibili per tutte le imprese, puntando sulla qualità e l’innovazione. L’incremento quantitativo del trattamento salariale è una conferma del sistema di garanzia introdotto con il contratto del 2016 e nel rinnovo del 2021”. Sulla stessa linea Roberto Rossi, Presidente Assistal: “La trattativa, particolarmente articolata e caratterizzata da momenti di significativa complessità, si è conclusa positivamente grazie al senso di responsabilità dimostrato da tutte le parti coinvolte che ha consentito il raggiungimento di un accordo fondato su equilibrio e resilienza. L’intesa sull’adeguamento salariale, finalizzata a compensare l’incremento dell’inflazione, rappresenta un risultato rilevante anche per il sistema delle imprese, poiché contribuisce a preservarne i livelli di produttività. Con la firma odierna, inoltre, si apre per le imprese operanti nei settori dell’installazione di impianti, dei servizi di efficienza energetica e del facility management, una nuova fase improntata alla salvaguardia della competitività”. E conclude: “Il rinnovo contrattuale definisce con chiarezza il perimetro di rappresentanza del Ccnl e ne rafforza la portata applicativa nell’ambito degli appalti pubblici, settore in cui opera la maggior parte delle aziende Assistal, contribuendo a eliminare interpretazioni improprie e a garantire la tutela dei lavoratori, la sicurezza e la qualità delle opere”.
Sara Martano (Conquistedellavoro.it del 24 novembre 2025)

