Mense scolastiche comunali, ad Alessandria mobilitazione no-stop per difendere posti di lavoro e qualità dei servizi

giovedì 12 luglio 2018 / Attualità
Da troppi mesi le lavoratrici Aristor attendono risposte certe sul proprio futuro

Coperchi, trombette e tamburi in “concerto” questa mattina davanti alla sede del Comune di Alessandria, in Piazza della Libertà.
Le lavoratrici di Aristor Srl, azienda che gestisce le mense scolastiche del Comune di Alessandria, sono scese nuovamente davanti alla sede del Municipio per chiedere a gran voce risposte certe sul proprio futuro, vista la scure dei licenziamenti e della riduzione dei contratti rischia di abbattersi su tutti i dipendenti.

Prima di oggi, a maggio, un’altra mobilitazione era andata in scena davanti Palazzo Rosso, motivo della protesta  il bando di gara pubblicato dal Comune di Alessandria per l’appalto delle mense scolastiche, che presenta un taglio di oltre 500.000 euro l’anno e non contiene le garanzie necessarie a salvaguardare tutti i posti di lavoro.

“Le rassicurazioni verbali del Sindaco e della sua Giunta non ci bastano più!“, lamentano lavoratrici e Sindacati. Dopo l’apertura delle offerte economiche per l’appalto delle mense scolastiche, le domande sono ancora molte:

“CORSA AL RIBASSO? QUANTO VALE LA QUALITA’ DEL LAVORO? QUANTO VALGONO I NOSTRI BAMBINI? IL TEMPO SCORRE E ANCORA NESSUNA CERTEZZA…”SCIOPERO MENSE COMUNE ALESSANDRIA PALAZZO ROSSO

La mancanza di una clausola sociale a garanzia del mantenimento occupazionale e dei contratti in essere ha consentito alla Società che ha ottenuto il punteggio più alto di presentare un’offerta economica che oltre a un ingente ribasso taglia i costi del personale di mezzo milione di euro.
Per quanto ci riguarda le decisioni economiche e i tagli di bilancio non si faranno sulle spalle delle lavoratrici e dei lavoratori e qualsiasi accordo dovrà fare i conti con le regole del Contratto Nazionale, insiste la Fisascat Cisl insieme alle altre OO.SS territoriali che rappresentano i dipendenti del settore terziario/ristorazione. Si legge sul comunicato unitario:

Basta speculare sulle lavoratrici e sui lavoratori!
Basta utilizzare il costo del lavoro come unico elemento per il risparmio!
Non esitiamo ad esprimere il nostro dissenso sulla congruità dell’offerta premiata dalla commissione aggiudicatrice che a primo impatto ci pare alquanto anomala.

TUTELARE I BAMBINI, GARANTIRE IL LAVORO!

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16/5/18– Proseguirà con altri due presidi, organizzati per il 22 e 24 maggio dalle ore 16,30 davanti a Palazzo Rosso, la mobilitazione unitaria di protesta contro il bando di gara pubblicato dal Comune di Alessandria per l’appalto delle mense scolastiche, che presenta un taglio di oltre 500.000 euro l’anno e non contiene le garanzie necessarie a salvaguardare tutti i posti di lavoro.

sindacati amministrazione comune alessandria mense scuola

I responsabili delle organizzazioni sindacali a maggio hanno incontrato l’amministrazione comunale al termine del presidio davanti a Palazzo Rosso

E’ questo il grido di allarme della Fisascat Cisl (settore ristorazione e terziario) che, insieme alle altre organizzazioni sindacali, il 10 maggio aveva già organizzato un primo presidio in Piazza della Libertà, davanti alla sede del palazzo comunale,  con tanto di striscione (già protagonista della nostra manifestazione all’Outlet di Serravalle Scrivia), trombette e coperchi, a cui è seguito un incontro con l’amministrazione comunale. Il 16 maggio, al termine dell’assemblea che ha visto protagoniste le lavoratrici del servizio mensa, la decisione di proseguire con la mobiliazione no-stop.

“Scendiamo in piazza per difendere il lavoro, garantire la qualità dei servizi e tutelare i nostri bambini”, hanno gridato a gran voce le lavoratrici.  “Perché non si è inserito nella clausola di salvaguardia quello che avevamo chiesto, tutela di numero ma anche di mansioni? Non c’è il mantenimento dell’orario di lavoro, della retribuzione. Da qui scaturisce la nostra preoccupazione che venga fatto cadere il principio di tutela dei lavoratori”, lamenta Cristina Vignolo, Segretaria generale Fisascat Cisl Alessandria-Asti.


Si teme infatti che la società che vincerà il bando possa assumere meno lavoratori e a stipendi più bassi, ricordando che stiamo parlando di persone che vivono con circa 400/500 euro al mese e che in questi anni hanno fornito un servizio di alta qualità.

“Le notizie diffuse a mezzo stampa dall’Amministrazione Comunale di Alessandria – tuonano i sindacalisti – non corrispondono alla verità. Il Sindaco e la sua Giunta non hanno recepito alcunché delle proposte formulate dal sindacato unitariamente. Siamo davvero sconcertati per la presa in giro del Sindaco e per aver predisposto una gara che oltre a tagliare fuori volutamente Aristor pare cucita perfettamente a misura per predeterminare un esito che sembra scontato. Purtroppo non possiamo escludere uno scenario da macelleria sociale con un’Amministrazione Comunale che si sta assumendo una responsabilità pesantissima sulle conseguenze nei confronti delle lavoratrici e dei lavoratori oggi occupati, che da sempre, nonostante le difficoltà e indipendentemente dai gestori, garantiscono servizi di qualità“.

Sulla vicenda è intervenuta anche la Fp Cisl territoriale (Pubblico Impiego), che rimarca come “parlare di dipendenti comunali che stanno con le mani in mano dimostra che o non si conosce la reale situazione degli uffici e di chi fa che cosa”, in riferimento ad alcune dichiarazioni dell’amministrazione comunale sul personale ausiliario dei quattro asili nido, pubblicate dalla stampa locale.

In attesa di nuovi e, auspichiamo, positivi sviluppi la nostra protesta preguirà senza sosta.

 

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