Le trasformazioni del lavoro nell’epoca digitale al corso per dirigenti Cisl

venerdì 29 giugno 2018 / Attualità

“Un percorso utile e innovativo che aiuta il nostro gruppo dirigente ad ampliare lo sguardo verso nuovi orizzonti e ambiti poco esplorati come l’ambiente e il clima, ad acquisire nuove competenze per affrontare al meglio le grandi trasformazioni economiche, politiche e sociali e a svolgere un ruolo decisivo in un mondo del lavoro sempre più frammentato e in veloce trasformazione. La formazione continua è il vero antidoto ai grandi cambiamenti del mondo del lavoro e rappresenta la strada maestra per ridisegnare ruolo e mission di noi sindacalisti”. Lo ha detto il segretario generale della Cisl Torino Canavese, Domenico Lo Bianco, al termine del quinto modulo del Corso di formazione per dirigenti della Cisl territoriale dal titolo: “L’economia globale e la trasformazione del lavoro nell’epoca digitale” che si è svolto a Pragelato (To) dal 25 al 27 giugno 2018.

Nella tre giorni di Pragelato –  sotto la regia dello staff formativo, composto da Cinzia Petrosanto, Barbara Gai e Anna De Bella – sono intervenuti l’economista Alberto Berrini  – che ha affrontato le implicazioni economiche e sociali della crisi, i temi della crescita e della distribuzione dell’occupazione -, l’esperto del Centro Studi Cisl di Firenze, Marco Lai – che ha relazionato sull’evoluzione tecnologica e la tutela del lavoro e sulle nuove tipologie di lavoro innovativo come lo smart working e del crowd work – e, infine, il ricercatore Giorgio Vernoni, che ha parlato della difficile relazione tra globalizzazione, tecnologia e lavoro e di come cambia il mercato del lavoro italiano nel contesto internazionale.

formazione lavoro Berrini“Crescita, occupazione e distribuzione – ha detto l’economista Alberto Berrini – sono problematiche strettamente correlate, che non possono essere affrontate separatamente. Gli investimenti devono portare a una crescita inclusiva. Il modello di sviluppo non può ignorare le problematiche sociali ad esso connesse come, ad esempio, il tema dell’occupazione e della distribuzione del reddito. Un nuovo equilibrio tra capitale e lavoro dipenderà dall’affermarsi della partecipazione dei lavoratori ai destini dell’impresa e dei lavoratori cittadini ai destini della società nella quale lavorano”.

Per l’esperto Cisl, Marco Lai: “Esistono differenze sostanziali tra smart working, telelavoro e crowd work. Nel primo caso si tratta di una modalità organizzativa di rapporto di lavoro subordinato in ufficio e in altri luoghi, nel rispetto dell’articolo 18 della legge n.81 del 2017, anche se la norma rimanda a un successivo accordo sugli orari tra azienda e lavoratore. Il tratto distintivo tra lavoro agile (smart working) e telelavoro sta nel fatto che nel primo caso non c’è postazione fissa, elemento caratterizzante invece del telelavoro, dove è sempre fissa (la propria abitazione). Un discorso a parte merita il crowd work, il lavoro su piattaforma digitale. Parliamo di una forma di lavoro a chiamata, senza obbligo di risposta, attraverso piattaforme automatiche, con prestazioni materiali o immateriali”. Secondo Marco Lai: “Si tratta di capire se come sindacato, e come Cisl, si ha una visione strategica, una prospettiva; se sappiamo che cosa fare per rappresentare queste forme di lavoro. Questi lavoratori, queste persone, più o meno giovani, o si intercettano o il nostro ambito di riferimento sarà sempre più ristretto e sempre più anziano”.

Prima dell’incontro di Pragelato, il corso per Dirigenti della Cisl Torino Canavese ha fatto tappa al Centro studi Cisl di Firenze – dal 28 al 30 maggio formazione lavoro carera2018 – con il modulo dedicato alla “Gestione del ruolo del sindacato nell’epoca delle grandi trasformazioni”. Tra i relatori ed esperti sono intervenuti il professore Aldo Carera, docente di Economia all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e lo psicologo, autore di diversi saggi di psicoterapia, Antonio Ventre.

Il ruolo delle organizzazioni sociali e in particolare la storia e i valori della Cisl sono stati al centro della relazione di Aldo Carera che ha ricordato le sostanziali differenze tra Cisl e Cgil, sin dall’elaborazione dei rispettivi Statuti. “Differenze  – ha ribadito il professore dell’Università Cattolica Sacro Cuore –  che ancora si riverberano nell’approccio con la politica, con la contrattazione, con il modo di intendere la partecipazione e la stessa persona che per la Cisl resta il centro della sua azione”.

Con lo psicologo Antonio Ventre si sono affrontati invece i temi del disagio lavorativo e dello stress psicologico, spesso causa di una vera e propria solitudine sociale. “È largamente provato – ha sottolineato Ventre –  che la comunicazione interpersonale è più efficace quando si è capaci di entrare in sintonia anche emotivamente. I canali della comunicazione devono essere complementari e caratterizzati da un contatto rispettoso. Oltre alla propria professionalità il dirigente sindacale deve rivolgere la propria attenzione all’attività di progettazione e verifica, tenendo conto dei bisogni dei fruitori, nello specifico dei lavoratori. Occorre lavorare in rete in modo interdipendente. Comunicare in modo sintonico e respingere le svalutazioni dell’interlocutore, rende possibile portare a termine le trattative in modo chiaro e soddisfacente”.

Dopo Firenze si è svolto, presso la sede Cisl di via Madama Cristina, il 7 giugno 2018, il modulo seminariale dal titolo: “La terza Rivoluzione Industriale – Internet delle cose- Economia circolare – Impronta ecologica della società”, con particolare riferimento alla nuova visione di futuro, che è già iniziato, attraverso energie, tecnologie ed infrastrutture di nuova concezione. Internet dell’energia, delle cose e dei trasporti, utilizzo dei Big Data, Performance Contracts, Reti Intelligenti, Economia della condivisione, lotta ai cambiamenti climatici ed impatto delle attività produttive: questi i concetti chiave che sono stati approfonditi, anche grazie alla proiezione del video documentario a cura di Jeremy Rifkin dal titolo “The Third Industrial Revolution – A New Radical Sharing Economy”.

Nella analisi di Rifkin nella nuova Era energetica, ogni cittadino da casa, dall’ufficio o da qualsiasi altro edificio potrà produrre energia da utilizzare in proprio o da condividere nel sistema a cui è collegato tutto il mondo. Seguendo l’esempio di internet, Rifkin vede il futuro del regime energetico, ma anche del lavoro e della produzione di beni e servizi come distribuito e collaborativo al contrario dell’attuale centralizzato e gerarchico. Dall’autonomia alla condivisione, dal possesso delle cose all’accesso per il loro utilizzo.

Tra i relatori della giornata il professore Gianni Silvestrini, autore del libro “Due Gradi – Innovazioni radicali per vincere la sfida del clima e trasformare l’economia” e l’operatore confederale Cisl, Giuseppe D’Ercole. Nel suo libro Silvestrini sostiene che: “Le vendite delle auto elettriche, grazie all’exploit della Cina, si sono impennate, prefigurando un prossimo boom reso possibile dal forte calo dei prezzi delle batterie. L’illuminazione a LED continua a sorprendere e la stampa 3D è diventata adulta, con forti investimenti sui materiali da utilizzare e sulle nuove stampanti. In parallelo, grazie anche all’impetuosa evoluzione delle tecnologie della comunicazione, si rafforzano le esperienze di economia condivisa, di nuovi modi di fare impresa, di consumo consapevole, suggestioni per possibili modelli economici diversi. Le trasformazioni in atto sottendono rischi da gestire, ma anche straordinarie opportunità da cogliere”.

Il corso per dirigenti Cisl continua in autunno con nuovi e interessanti approfondimenti.

Rocco Zagaria

 

 

 

 

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