Torino, fotografia di una città in declino

sabato 5 dicembre 2020 / Focus
Torino

Il XXI rapporto “Giorgio Rota” mette in evidenza le criticità di Torino.   

Invecchiamento della popolazione, mancanza di una classe dirigente all’altezza della situazione, riduzione del tessuto produttivo, poche possibilità di lavoro per i neolaureati, dotazione sanitaria medio bassa e turismo che non decolla: sono queste le principali criticità di Torino che emergono dal ventunesimo rapporto ‘Giorgio Rota’ presentato online dai ricercatori del Centro di ricerca e documentazione Luigi Einaudi. Il problema demografico si fa sentire e incide negativamente sullo sviluppo della città. L’età media dei torinesi è di 47,1 anni. Fanno peggio del capoluogo sabaudo solo Genova e Trieste.

Gli atenei torinesi recuperano invece terreno rispetto al passato, ma pur risultando attrattivi, a partire dal Politecnico, unico ateneo italiano con il 55% di studenti stranieri, non riescono a trattenere talenti. Il 30 per cento dei laureati abbandona la città, spostandosi spesso nella vicina Milano che offre maggiori possibilità di impiego. Dal punto di vista economico, nell’ultimo decennio si è registrata nell’area torinese una significativa diminuzione del numero delle imprese ma, allo stesso tempo, è aumentata la presenza di imprese con sede in altre province italiane o all’estero. Il Rapporto Rota sottolinea che il processo di globalizzazione subirà dei cambiamenti e probabilmente potrebbe favorire processi di reshoring, ossia di ritorno in patria delle produzioni strategiche, ma anche rischi di nuove delocalizzazioni. L’utilizzo degli impianti produttivi è sceso però al 62,7 per cento e Torino continua ad essere la città più cassaintegrata d’Italia.

“Dire che tutto va bene e far finta di essere ottimisti – ha detto l’ex ministra Elsa Fornero intervenendo alla presentazione del rapporto – è stupido e non serve. Torino sta attraversando una fase di declino e non solo da ora. Bisogna puntare su innovazione, ricerca e formazione per arginare la diaspora all’estero dei nostri studenti. È dal capitale umano che vengono i progetti per il futuro, le idee, le visioni, anche quelle in senso produttivo. Bisogna smettere di fare polemiche sterili. E cercare di formare una nuova classe dirigente della quale si sente molto la mancanza”.

Per quanto riguarda il turismo, i ricercatori evidenziano che Torino, nel confronto con le altre città metropolitane italiane, fa registrare un livello medio-basso quanto a densità dell’offerta ricettiva, soprattutto di quella extralberghiera. Le presenze turistiche sono cresciute ma restano più contenute quelle straniere, anche per la scarsa visibilità di Torino sul web e tra i tour operator esteri. Non va meglio per la Sanità che già all’inizio della pandemia presentava una dotazione medio-bassa, rispetto agli altri contesti metropolitani, in termini di posti letto, quantità di personale medico e copertura vaccinale anti-influenzale.

“Il Ventunesimo Rapporto Rota – ha commentato il segretario generale della Cisl Torino-Canavese, Domenico Lo Bianco – conferma purtroppo i timori espressi dal sindacato in questi mesi e che sono alla base della Vertenza Torino lanciata da Cgil Cisl Uil a dicembre 2019. Tra le nostre priorità c’è quella di offrire ai giovani, soprattutto laureati che si formano nelle nostre Università, prospettive di lavoro e quindi progetti di vita nel nostro territorio, e ai lavoratori, duramente colpiti dalla crisi, la possibilità, attraverso un piano straordinario di formazione, di aggiornare e adeguare le proprie competenze alle grandi trasformazioni in atto”.

Rocco Zagaria  (Da Conquiste del Lavoro del 5/12/2020)

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