Da Invitalia 1,3 miliardi per Silicon Box a Novara
Per la nuova fabbrica di microchip previsti un investimento totale di 3,2 miliardi di euro e 1.600 posti di lavoro. Il ministro Urso: “Italia protagonista nell’economia digitale”. Caretti (Cisl Piemonte): “Ora lavoro stabile e di qualità”
Nelle scorse settimane il Cda di Invitalia ha dato il via libera a “Vulcan Project”, il piano da 3,2 miliardi di euro con cui Silicon Box – una start-up di Singapore fondata cinque anni fa – realizzerà a Novara la sua prima fabbrica europea di microchip di nuova generazione, con 1.600 lavoratori diretti. La delibera di Invitalia prevede 1,3 miliardi di sostegno pubblico attraverso il Fondo per il settore istituito nell’ambito del Chips Act europeo.
“Con questo investimento – ha dichiarato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso – l’Italia rafforza il proprio ruolo di piattaforma produttiva dell’economia digitale e la sua sovranità tecnologica e industriale, contribuendo a rendere più solida e resiliente la filiera europea dei semiconduttori”. La delibera chiude la fase istruttoria prevista dall’Accordo di sviluppo firmato a marzo da ministro, Invitalia e azienda, con il ruolo attivo della Regione Piemonte e del commissario straordinario di Governo per il programma di investimento, il sindaco di Novara Alessandro Canelli.
Lo stabilimento di Silicon Box ad Agognate, vicino al magazzino Amazon e allo svincolo di Novara Ovest, sarà il primo impianto europeo per il packaging avanzato, l’integrazione e il testing dei chiplet, componenti dei microprocessori di nuova generazione, tecnologia oggi assente in Europa. “L’approvazione della delibera – ha commentato il commissario e sindaco di Novara Canelli – rappresenta un passaggio importante che consente di dare certezza alla fattibilità dell’operazione Silicon Box in Italia. Un percorso lungo e attento, portato avanti secondo le regole del Contratto di sviluppo dal Governo, dal Mimit e da Invitalia, che ringrazio per il prezioso lavoro istruttorio svolto. Ora procederemo per dare nel più breve tempo possibile l’autorizzazione unica che consentirà di iniziare i lavori per uno dei più importanti progetti di attrazione di investimenti del nostro Paese”.
Intervenendo in collegamento qualche giorno fa a un convegno di Confindustria Novara Vercelli Valsesia e l’azienda GlobalWafers Memc sulla filiera europea dei semiconduttori, il ceo di Silicon Box, Byung Joon Han, ha mostrato il primo rendering dello stabilimento: un edificio vetrato su più piani con un piazzale circondato da acqua e verde. Ha confermato i numeri: 1.000 addetti in costruzione, 1.600 dipendenti, circa 6.000 nell’indotto e ha annunciato anche l’impegno dell’azienda nella formazione dei giovani tecnici. Dopo la firma della determina e la consegna del progetto, prevista entro fine anno, partirà l’iter commissariale per l’autorizzazione unica. L’apertura del cantiere è prevista nella primavera 2027, l’avvio della produzione tra fine 2028 e inizio 2029. Novara ha battuto la concorrenza di Lombardia, Veneto e Puglia grazie alla posizione logistica e alla vicinanza dei Politecnici di Milano e Torino. Il ceo di Silicon Box ha indicato come mercati di sbocco l’intelligenza artificiale, l’automotive, i dispositivi portatili, l’ingegneria spaziale e la robotica. A Novara è già presente GlobalWafers Memc, azienda specializzata in cristalli e fette di silicio e si pensa già all’insediamento di altre aziende del settore.
Per il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, “l’arrivo di Silicon Box conferma il ruolo strategico del Piemonte come grande piattaforma industriale e di innovazione, capace di attrarre investimenti internazionali e di creare nuove opportunità di lavoro qualificato. Quello di Silicon Box è un progetto che guarda al futuro con ricadute importanti sull’occupazione, sulle competenze e sulla capacità del nostro territorio di essere protagonista nelle nuove sfide industriali e tecnologiche”. Sul fronte del lavoro interviene anche la Cisl.
“Il via libera di Invitalia è una buona notizia per Novara e per tutto il Piemonte”, ha commentato Luca Caretti, segretario generale della Cisl Piemonte. “Ed è la giusta risposta a chi, in questi mesi di attese e passaggi burocratici, non credeva che l’investimento sarebbe davvero arrivato. Chi ha lavorato con serietà e senza alimentare allarmismi oggi vede i risultati. Ora bisogna accompagnare l’investimento con la formazione e con un confronto costante con le parti sociali, perché lo sviluppo tecnologico si traduca in lavoro stabile e di qualità”.
Rocco Zagaria