La seconda edizione del progetto multi-regionale “Common Ground” per la prevenzione e il contrasto allo sfruttamento lavorativo
Con la firma della Convenzione di sovvenzione tra il Ministero del Lavoro e la Regione Piemonte ha preso ufficialmente il via la seconda edizione del progetto multi-regionale “Common Ground”, finalizzato alla prevenzione e al contrasto dello sfruttamento lavorativo e del caporalato.
Anche in questa nuova fase, il Piemonte assume il ruolo di capofila, coordinando per i prossimi due anni e mezzo al tre regioni del Nord Italia come Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Liguria e Veneto, in un’azione congiunta che punta a rafforzare il sistema pubblico già sperimentato con la precedente edizione.
“Con la nuova edizione di ‘Common Ground’ rafforziamo un modello di intervento concreto e coordinato che mette al centro la dignità della persona e la legalità nel mondo del lavoro – ha dichiarato l’assessore regionale alla Sicurezza e Immigrazione, Enrico Bussalino –. Il Piemonte si conferma protagonista di un’azione interregionale che punta a prevenire e contrastare fenomeni inaccettabili come lo sfruttamento e il caporalato, attraverso strumenti operativi, sinergia tra istituzioni e un presidio costante sui territori. È fondamentale garantire condizioni di lavoro sicure e regolari, tutelando al tempo stesso le imprese sane e costruendo un sistema che sappia coniugare sviluppo economico e rispetto delle regole”.
Il progetto potrà contare su una dotazione complessiva di 15 milioni di euro, tra fondi europei e statali, destinati a consolidare e sviluppare interventi strutturati sui territori. Al Piemonte sono assegnati oltre 4 milioni di euro per azioni di prevenzione e controllo, attività di identificazione, protezione e reinserimento delle vittime, iniziative di accoglienza per i lavoratori stagionali e campagne di sensibilizzazione rivolte alla società civile.
Nell’attuazione operativa, la Regione sarà affiancata da quattro enti anti-tratta, che coordineranno i raggruppamenti territoriali coinvolti nello sviluppo delle azioni locali. Agenzia Piemonte Lavoro curerà le attività di inserimento lavorativo, mentre Ires Piemonte garantirà il monitoraggio complessivo del progetto.
Sarà inoltre assicurato un coordinamento costante con Prefetture, Questure, Procure, Comuni, enti gestori delle funzioni socio-assistenziali e Ispettorati del Lavoro, al fine di rispondere in modo integrato ai bisogni delle persone e dei territori, promuovendo lavoro dignitoso, sicurezza e legalità.
Il fenomeno del caporalato in Piemonte è presente soprattutto nel settore agricolo. Tra le aree della regione coinvolte c’è il distretto della frutta di Saluzzo, nel Cuneese. Si tratta di uno dei poli più significativi del Nord Italia dove arrivano ogni anno migliaia di stagionali, circa 13 mila, per la raccolta della frutta. Il territorio è stato tra i primi a reagire al fenomeno con protocolli di accoglienza. Nel 2020 la Regione Piemonte ha varato il cosiddetto “Protocollo Saluzzo”, un progetto pilota che ha messo insieme e coordinato Prefettura di Cuneo, Comune di Saluzzo e altri Comuni del distretto frutticolo, Sindacati e Associazioni nel fornire servizi di sostegno ai lavoratori stagionali (lettura contratti, mediazione interculturale, orientamento ai servizi del territorio) e un sistema pubblico di abitazioni temporanee per far fronte al bisogno alloggiativo dei braccianti che non trovano sistemazione presso le imprese stesse. Tra le altre zone interessate dal fenomeno ci sono quelle viticole delle Langhe, del Monferrato e dell’Astigiano. Molti lavoratori provengono da Bangladesh, Pakistan e altri paesi.
Oltre al “Protocollo Saluzzo per accoglienza diffusa, è attivo un Tavolo regionale permanente sul caporalato istituito nel 2024, e il Progetto “Common Ground” che fanno del Piemonte un modello positivo per il contrasto allo sfruttamento lavorativo.(Da Conquiste del Lavoro di venerdì 29 maggio 2026)
Rocco Zagaria