Un nuovo modello Maserati nel polo torinese del lusso, tra Mirafiori e Grugliasco

martedì 14 febbraio 2017 / Attualità

Un nuovo modello del brand Maserati arriverà nel polo torinese del lusso, tra Mirafiori e Grugliasco, a fine 2018, inizio 2019. Ad annunciarlo, nella giornata di sabato 11 febbraio, è stato l’amministratore delegato di Fca, Sergio Marchionne. Il manager – che si trovava nella pista prove Fiat di Balocco, in provincia di Vercelli, per mostrare in anteprima il nuovo Suv Alfa Romeo Stelvio a 150 fortunati fan di un gruppo Instagram scelti per questo evento – si è affidato ai microfoni del Tg Rai regionale per dare la notizia, attesa da tempo. “È l’ultimo pezzo di un lavoro molto dettagliato di ricostruzione della rete industriale italiana. Il disegno è pronto, è solo questione di tempo”: ha spiegato Marchionne, che sta lavorando al progetto con Alfredo Altavilla, responsabile per Fca della regione Emea. Le esternazioni dell’ad Fca hanno colto un po’ di sorpresa i sindacati che da tempo chiedono il secondo modello per Mirafiori, dove oggi si producono la Mito e il suv Maserati Levante, per consentire il rientro in fabbrica di tutti i lavoratori entro il 2018. Le parole di Marchionne non hanno però chiarito come sarà organizzata l’attività produttiva a Torino.

Per Claudio Chiarle, numero uno della Fim torinese: “Le affermazioni di Marchionne sono importanti perché confermano l’impegno e i lavori in corso per il secondo modello a Mirafiori. Un segnale che va nella stessa direzione delle scelte giuste che la Fim ha fatto in questi anni: dal referendum del gennaio 2011 a oggi. Abbiamo sempre sostenuto e auspicato la necessità del secondo modello. Il lavoro sindacale della Fim era ed è finalizzato a garantire un futuro di salario e occupazione ai lavoratori di Fca e del territorio torinese.” Nel congresso Fim provinciale di qualche giorno prima, Chiarle aveva insistito sulla necessità di “scavalcare i muri di Mirafiori” e di ripartire dall’industria dell’auto.

“Abbiamo ricevuto un grande segnale per il territorio – ha aggiunto il segretario generale dei metalmeccanici torinesi dopo l’annuncio di Marchionne – perché gli impegni di Fca su Mirafiori devono coinvolgere tutto l’indotto e l’industria torinese. Chiedo agli imprenditori, a partire da quelli della piccola e media impresa, di agire senza indugi e tentennamenti per investire nelle loro aziende e ricreare un tessuto industriale forte e competitivo intorno all’automotive. Mi aspetto anche che le parti politiche si attivino per creare le condizioni affinché ciò possa avvenire, a partire dal sostegno all’auto elettrica che a Bairo Canavese è già una realtà.”

Marchionne, ha in qualche modo “spiazzato” i piani sindacali che puntavano a un ritorno alla piena occupazione di Mirafiori già dal 2018. Per Rocco Cutri, responsabile auto della Fim Torino-Canavese: “L’impegno di tutti è sempre stata la piena occupazione nel 2018. Ipotizzare un ritardo anche di mesi non è una cosa positiva perché potrebbe verificarsi un ritorno alla cassa integrazione. Aspetto i prossimi incontri ufficiali per conoscere direttamente dai vertici di Fca l’agenda degli investimenti. Che la nuova auto sia a marchio Maserati o Alfa Romeo è di secondaria importanza. Per la Fim è fondamentale che abbia un mercato di riferimento ampio, che dia redditività e assicuri una continuità produttiva. Ci è stato anche sempre detto che Miarfiori è la linea più avanzata del gruppo, con una piattaforma molto versatile, in grado di produrre più auto. Per questo, ci aspettiamo che la nuova vettura venga prodotta nello stabilimento di Mirafiori”.

Attualmente nella fabbrica storica della Fiat lavorano, seppur con regimi orari differenti, 3850 persone, mentre nello stabilimento Agap di Grugliasco, sono in produzione circa 1770 addetti. “Siamo contenti dell’annuncio fatto da Marchionne – sottolinea Gianni Comparetto, responsabile FIm di Mirafiori – ma aspettiamo che Marchionne chiarisca presto anche la mission del nostro stabilimento. L’auspicio è di vedere girare Mirafiori a pieno ritmo e di rivederla rinascere completamente. Una speranza che nutriamo da tempo”.

Rocco Zagaria   

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