Un muro contro l’illegalità

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Un muro contro l’illegalità

La ricerca di Piero Tarizzo sull’edilizia italiana, divisa tra lavoro regolare e lavoro nero, tra buone prassi e illegalità. Un viaggio nei cantieri tra le vite dei lavoratori e delle imprese che lottano per restare nel mercato

Un viaggio dentro i cantieri, tra le vite dei lavoratori e delle imprese che lottano per restare nel mercato senza cedere al ricatto dell’irregolarità: è questo il fulcro della ricerca che Piero Tarizzo – sindacalista di lungo corso degli edili Cisl piemontesi, con 45 anni di attività trascorsi in mezzo ai lavoratori, nei cantieri, in trattative e lotte importanti – ha curato per la Filca Cisl nazionale dal titolo: “Il muro – Lavoro regolare e ombre in edilizia, anatomia di un settore diviso”.      

“Si tratta – spiega l’autore – di un’indagine sul campo, una sorta di manuale operativo per la vigilanza, scritta con il linguaggio basico e crudo del cantiere per farsi capire anche dai lavoratori stranieri che nel settore sono tanti”. Per Tarizzo, che è anche studioso delle organizzazioni sindacali, della Resistenza e dell’Antimafia, “Nel settore delle costruzioni, cuore pulsante dell’economia italiana in forte evoluzione, esiste ancora un’ampia zona grigia fatta di lavoro nero, dumping, appalti truccati e caporalato mascherato. Mentre alcuni operano nel rispetto delle regole e della dignità, altri sfruttano manodopera ricattabile come ‘merce a basso costo’, alterano la concorrenza legale e mettono fuori mercato gli onesti. Sistemi opachi che svendono la manodopera come merce, senza diritti e dignità”.

Il volume si articola in quattro parti. La prima, dal titolo ‘Il settore difficile’ parla delle normative Ue, nazionali, regionali, di organizzazione d’impresa, subappalti, dei segnali e delle relazioni opache dove si infiltra l’illegalità; la seconda è dedicata a ‘Le nuove forme di sfruttamento’, con finte ditte e cooperative di intermediazione illecita di manodopera, lo sfruttamento sistemico e la totale insicurezza; la terza alle ‘Buone prassi nei territori’, con il monitoraggio di imprese, cantieri, subappalti, lavoratori, i controlli degli Enti preposti (Ispettorati, Asl, Spresal, Inps, Inail, Carabinieri del Nucleo Ispettivo Lavoro), il sistema della Cassa Edile, la Scuola di Formazione e Sicurezza, i Rappresentanti dei lavoratori per la Sicurezza, il Durc, la congruità e la patente a punti; e infine la quarta e ultima sezione che prende in esame la storia, i valori, l’impegno, l’antimafia sindacale concreta, quella di strada nei settori più esposti, di frontiera e i tanti esempi di legalità, solidarietà e giustizia sociale.

Tarizzo ci racconta che l’edilizia italiana tra il 2008 e il 2018 ha affrontato una crisi durissima ma anche grandi trasformazioni organizzative, tecnologiche e finanziarie. Ha prodotto buoni contratti sindacali e nuove regole con il sistema della Cassa Edile come fondamentale presidio di legalità. Ma due vulnerabilità continuano ad alimentare sacche di lavoro nero, grigio e dumping: la frammentazione del sistema imprenditoriale e la scarsità di operai formati e qualificati.

In Italia, il settore edile conta circa 3 milioni di addetti (compresi tutti i professionisti), 600 mila imprese e un valore di produzione di circa 620 miliardi di euro. I lavoratori in nero oscillano tra le 150 mila e 200 mila unità. L’80% dei lavoratori italiani del settore presta la propria opera in ditte sotto i 15 dipendenti, molte strutturate, innovative e di qualità, altre invece costituite da scatole vuote di facciata, con prestanome per l’intermediazione illegale di manodopera.

“Quella di Piero Tarizzo – scrive nella prefazione Enzo Pelle, segretario generale della Filca Cisl fino al 6 novembre di quest’anno fa quando ha passato il testimone al suo vice Ottavio De Luca – non è una ricerca accademica, ma un impegno concreto per il cambiamento. Il titolo stesso indica l’esistenza di uno spartiacque, del bene e male, tra chi opera in modo regolare, nel rispetto delle regole e con diritto alla tutela, e chi invece danneggia questo settore violando le norme e mettendo a rischio la qualità e la sicurezza nel mondo delle costruzioni”.

Per Michele Prestipino Giarritta, magistrato in pensione, già Procuratore a Roma e aggiunto alla DNA (Direzione Nazionale Antimafia), docente ed esperto di criminalità organizzata, che insieme a Enzo Pelle ha scritto la prefazione alla ricerca di Tarizzo: “Se c’è un settore dove il ripristino della legalità non può dipendere solo dall’azione degli apparati repressivi, ma deve essere affidato anche e soprattutto all’intervento concertato delle diverse forze in campo, forze sociali, movimento sindacale, imprenditoria, questo è proprio il settore del lavoro. Si tratta di tracciare un percorso di interventi molto complesso e impegnativo, ma altrettanto convincente: la via è quella della ‘trasformazione umanista’, come viene definita in questa ricerca, sulla base di tre direttrici, centralità della persona e del lavoro dignitoso, prevenzione e formazione, sicurezza come valore etico”. 

Come scrive lo stesso Tarizzo: “Il muro è una storia collettiva lunga, fatta di sacrifici, conquiste, sconfitte, confronti, discussioni e tante amicizie.” Ma è anche e soprattutto un “muro” contro l’illegalità e il malaffare.  

Rocco Zagaria

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