Abbigliamento, Viva l’Italia!

martedì 29 ottobre 2019 /

Io lavoro…

Lavoro in una azienda chimica del  Piemonte, con più di 50 dipendenti in ambienti rumorosi e polverosi e con un clima sociale di alto stress da lavoro correlato, pressioni su maestranze per cambio di mansioni e carichi di lavoro sempre più faticosi (a causa della  riduzione del personale), ma con gli stessi livelli di produzione.

Quel giorno…

Circa sei mesi fa si sono verificati degli episodi anomali. Come ad ogni cambio di stagione vengono distribuiti l’abbigliamento e i DPI necessari, non sempre però adeguati alle varie tipologie di mansioni, con da sempre perduranti problemi e confronti con RSPP.

L’episodio. Durante il cambio turno, negli spogliatoi degli uomini, due lavoratori nel cambiarsi riscontravano macchie sospette sugli arti inferiori ed alcune macchie sull’interno coscia con persistente prurito e piccole pustole, abbastanza diffuse.

Come RLS, io con il mio collega mi accertavo se il problema fosse relativo a pochi o più operai, nel frattempo avendo anche io il medesimo problema, mi recavo dal mio medico curante per una visita. Il medico mi prescriveva una blanda crema al cortisone, inviandomi ad effettuare una visita dermatologica dalla quale risultava come referto dermatite da contatto probabile da coloranti o altro.

Ad un certo punto…

Nel frattempo in azienda scopro che più colleghi riscontravano lo stesso problema. Durante una indagine scopro che almeno il 50% dei riceventi il nuovo abbigliamento avevano avuto le stesse problematiche.

I motivi di questo incidente…

Dopo la mia visita dermatologica con esito di probabile “dermatite da contatto o da agenti coloranti”, informavo immediatamente l’Azienda e il medico competente, il quale provvedeva all’invio di campioni di tessuto ad un istituto di controllo per le verifiche, consigliando, nel frattempo, il non utilizzo dell’abbigliamento in essere.

In un secondo tempo si è scoperto che tale abbigliamento di manifattura peruviana conteneva dei coloranti probabilmente a noi tossici o fastidiosi.

Allora abbiamo…

RLS e l’Azienda, di comune accordo dopo una riunione, provvedevano all’acquisto di vestiario di produzione Italiana dal fornitore precedente, che utilizza solo capi italiani (anche se più costosi). Questa esperienza è una delle tante capitate a me come RLS in 14 anni (potrei scrivere un libro). L’azienda in cui lavoro è attenta ai problemi riportati nelle comunicazioni e ad una buona collaborazione anche con il RSPP.

Consigli per un RLS… 

Mi permetto di consigliare ai futuri RLS di portare sempre in evidenza a chi di dovere anche le cose più banali, attraverso un dialogo costruttivo, tralasciando le perdite di tempo (non sempre i colleghi hanno richieste valide da portare a conoscenza).

Mantenere una linea che salvaguardi sia l’azienda che le maestranze. Saper rappresentare significa anche saper ottenere.

Fatevi sempre coinvolgere, non solo a livello di sicurezza, ma anche sull’ambiente, l’igiene e le pulizie, i  DPI.

Studiate sempre il modo per confrontarvi con il datore di lavoro, facendo capire che siete preparati (lui lo è sempre).

Scrivere questo racconto è stato istruttivo anche per me, viste che poche sono le occasioni per confrontarci.

 

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