Presidio dei sindacati per il futuro della Rai a Torino


Per tutte queste ragioni, decine di lavoratrici e lavoratori hanno protestato venerdì sera 5 giugno, davanti al palazzo della Radio, a Torino, “contro l’insufficiente investimento industriale e umano portato della Rai nel capoluogo piemontese. “La protesta è stata indetta da Slc Cgil PIemonte, Fistel Cisl Piemonte, Uil Fpc Piemonte, Snater, Usigrai che, da anni, denunciano “la contrazione delle attività della tv di Stato in Piemonte”.
“L’esito di questo piano industriale è sotto gli occhi di tutti: studi televisivi e radiofonici vuoti, mancanza di progettualità e di investimenti a cui si aggiunge la vendita degli immobili di proprietà, come il Palazzo della Radiofonia di via Verdi”, dicono i sindacati. Al presidio, per portare solidarietà a lavoratrici e lavoratori coinvolti dal disinvestimento Rai, sono intervenuti esponenti della cultura torinese tra cui Luciana Littizzetto, Bruno Gambarotta, il giornalista Sergio Ariotti, Peppino Ortoleva, professore universitario. Sostegno è arrivato anche attraverso video messaggi inviati da Massimo Gramellini, Chiara
Valerio, Busta dei Subsonica, Il presidio si è concluso con un’esibizione di alcuni musicisti dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, “sempre meno presente – sottolineano i sindacati – nei palinsesti Rai”.
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