Presidio dei sindacati per il futuro della Rai a Torino

sabato 6 Giugno 2026 / Focus
Presidio-Rai-giugno-26 con Anna De Bella segretaria generale Fistel Cisl Piemonte

Presidio rai palazzo radiofonia di venerdì 5 giugno 2026Ancora una volta le lavoratrici e i lavoratori Rai di Torino si trovano a denunciare l’insufficiente investimento industriale e umano della Rai a Torino. A questo si aggiunge la vendita degli immobili, conseguenza pratica e simbolica, della totale assenza di considerazione della Rai per le attività nel capoluogo piemontese. I sindacati denunciano da anni la contrazione delle attività produttive in Piemonte. Studi televisivi e radiofonici vuoti, mancanza di progettualità e di investimenti, totale assenza dai disegni editoriali di Rai. L’ Orchestra Sinfonica, considerata a parole un’eccellenza nel panorama artistico nazionale, langue senza visibilità, marginalizzata nei palinsesti e nella programmazione. Torino, nei disegni aziendali, non è la città simbolo delle trasmissioni radiotelevisive del Paese,  ma un sito da dismettere, a partire dalla cessione dei suoi immobili. Si vendono la palazzina della Radiofonia, l’ex Teatro Scribe, il centro di Corso Giambone. Qualcosa di già visto (la vendita del palazzo di via Cernaia) senza che un euro venga reinvestito sul territorio.

Per tutte queste ragioni, decine di lavoratrici e lavoratori hanno protestato venerdì sera 5 giugno, davanti al palazzo della Radio, a Torino, “contro l’insufficiente investimento industriale e umano portato della Rai nel capoluogo piemontese. “La protesta è stata indetta da Slc Cgil PIemonte, Fistel Cisl Piemonte, Uil Fpc Piemonte, Snater, Usigrai che, da anni, denunciano “la contrazione delle attività della tv di Stato in Piemonte”.
“L’esito di questo piano industriale è sotto gli occhi di tutti: studi televisivi e radiofonici vuoti, mancanza di progettualità e di investimenti a cui si aggiunge la vendita degli immobili di proprietà, come il Palazzo della Radiofonia di via Verdi”, dicono i sindacati. Al presidio, per portare solidarietà a lavoratrici e lavoratori coinvolti dal disinvestimento Rai, sono intervenuti esponenti della cultura torinese tra cui Luciana Littizzetto, Bruno Gambarotta, il giornalista Sergio Ariotti, Peppino Ortoleva, professore universitario. Sostegno è arrivato anche attraverso video messaggi inviati da Massimo Gramellini, Chiara
Valerio, Busta dei Subsonica, Il presidio si è concluso con un’esibizione di alcuni musicisti dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, “sempre meno presente – sottolineano i sindacati – nei palinsesti Rai”.

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