Mobilitazione contro la cessione di Telecontact: i sindacati chiedono garanzie per il futuro
Lunedì 17 novembre, davanti al Comune di Ivrea, le Lavoratrici e i Lavoratori di Telecontact, insieme alle segreterie territoriali e confederali di Piemonte e Valle d’Aosta, hanno manifestato la loro ferma contrarietà al progetto di cessione di Telecontact – oggi parte del Gruppo TIM – a una società di nuova costituzione denominata DNA.Il Sindaco di Ivrea, Matteo Chiantore, accompagnato dall’Assessora al Lavoro Gabriella Colosso, ha incontrato una delegazione sindacale. Durante l’audizione, le istituzioni eporediesi si sono impegnate a organizzare un tavolo di confronto che coinvolga anche TIM e le Regioni Piemonte e Valle d’Aosta.
Sul nostro territorio sono 129 i lavoratori a rischio nelle sedi di Aosta e Ivrea, sui 1.591 coinvolti a livello nazionale. In questo scenario, le organizzazioni sindacali hanno proclamato lo stato di agitazione e lunedì si è svolta la prima giornata di sciopero: l’inizio di una mobilitazione che non ammetterà passi indietro, per evitare l’ennesima esternalizzazione a danno delle lavoratrici e dei lavoratori, che da anni pagano il prezzo di scelte industriali disastrose da parte del Gruppo. Il piano, per come è stato presentato, appare fumoso, privo di vere prospettive industriali e costruito unicamente per accedere ai fondi pubblici previsti in caso di aggregazioni aziendali, senza fornire alcuna garanzia. Le lavoratrici e i lavoratori passerebbero infatti da un gruppo il cui primo azionista è Poste Italiane a una Srl con un capitale sociale di soli 10.000 euro.
Il settore delle telecomunicazioni si è già caratterizzato, nel tempo, per numerose cessioni all’esterno dei rami di attività dedicati all’assistenza clienti, con esiti noti a tutti. Fastweb, Vodafone e Wind hanno più volte esternalizzato i rispettivi rami di customer care, ritrovandosi poi nelle aule dei tribunali ad affrontare dure sconfitte, con sentenze che hanno condannato quelle scellerate scelte aziendali. Ancora una volta, la gestione delle crisi e delle ristrutturazioni ricade interamente sulle lavoratrici e sui lavoratori, che attraverso queste operazioni continuano a perdere tutele, certezze e dignità professionale.
Le organizzazioni sindacali di Piemonte e Valle d’Aosta, in linea con le Segreterie Nazionali, si opporranno con ogni mezzo a questa ennesima operazione di smembramento, chiedendo un intervento urgente delle istituzioni per tutelare l’occupazione e garantire una vera prospettiva industriale al settore delle telecomunicazioni.
