Per il lavoro dignitoso e in sicurezza: l’editoriale di Filippone sul Corriere della Sera Torino

Quest’anno, come Cgil Cisl Uil, abbiamo scelto di celebrare la Festa del Primo Maggio su un tema preciso: il lavoro dignitoso. Con lo slogan «Lavoro dignitoso contrattazione, nuove tutele e nuovi diritti per l’Italia che cambia nell’era dell’intelligenza artificiale» abbiamo voluto rimettere al centro il valore del lavoro. Abbiamo voluto rimarcare l’importanza del lavoro stabile, ben retribuito e contrattualizzato e sottolineare il ruolo del lavoro come leva essenziale di giustizia sociale, coesione e crescita. Il lavoro al centro, dunque, con diritti, dignità e contrattazione per governare il cambiamento e la nuova sfida dell’intelligenza artificiale. Il lavoro non può essere ridotto a un costo da ridurre o a una flessibilità elevata. Il lavoro è, prima di tutto, una questione di civiltà. Il fenomeno della precarietà si sta strutturando come condizione normale per intere categorie di lavoratori, soprattutto giovani e donne, con effetti devastanti sulla coesione sociale, sul sistema di welfare e sulla stessa capacità di consumo che alimenta la Segretario Giuseppe Filippone In questo contesto si inserisce anche la sfida dell’Ai. Una tecnologia che porta con sé opportunità straordinarie, ma che, in assenza di regole e di diritti, rischia di tradursi in massicce espulsioni di forza lavoro senza tutele e senza prospettiva. L’Ai non è più una promessa futura: è già dentro le fabbriche, gli uffici e i magazzini. Eppure, le regole per governarla non ci sono www.ecostampa.it crescita. I contratti pirata — accordi stipulati da organizzazioni prive di reale rappresentatività per aggirare i minimi contrattuali — sono una delle espressioni più evidenti di questa deriva: non semplici irregolarità, ma vere e proprie forme di sfruttamento legalizzato. Dignitoso, quindi, è il lavoro che rispetta la persona, che offre prospettiva, che non espone al ricatto. Oggi troppi lavoratori, anche nel nostro territorio, vivono in una condizione di incertezza strutturale: contratti brevi, paghe basse, nessuna voce in capitolo su ciò che accade attorno a loro. E questo non è accettabile. Lavoratori della logistica, dei servizi, della distribuzione che non riescono a pagare l’affitto di casa; cassintegrati che non arrivano a fine mese; giovani lavoratori che L’editoriale nel 76,7% dei casi firmano contratti precari. Per le ragazze la quota sale addirittura al 79,4%. Questo non è un mercato del lavoro: è un sistema di precarietà istituzionalizzata. Ma dignità del lavoro vuol dire anche sicurezza. Nel 2025, in Italia, hanno perso la vita sul posto di lavoro più di due lavoratori al giorno. In Piemonte sono stati 65, di cui 34 solo a Torino. Ogni morte è una sconfitta del sistema, una sconfitta di tutti.
In questo contesto si inserisce anche la sfida dell’Ai. Una tecnologia che porta con sé opportunità straordinarie, ma che, in assenza di regole e di diritti, rischia di tradursi in massicce espulsioni di forza lavoro senza tutele e senza prospettiva. L’Ai non è più una promessa futura: è già dentro le fabbriche, gli uffici e i magazzini. Eppure, le regole per governarla non ci sono ancora. E questo è un problema che non possiamo ignorare. Il sindacato rivendica alcuni diritti fondamentali come l’informazione preventiva quando le aziende introducono nuovi sistemi, la foiinazione e la riqualificazione per chi rischia di vedere il proprio molo trasformato e tutele adeguate se l’introduzione dell’Ai comporta la riduzione di posti di lavoro. L’introduzione di nuove tecnologie nei luoghi di lavoro deve essere oggetto di contrattazione: i lavoratori hanno il diritto di sapere come vengono usati i loro dati, modificate le loro mansioni e quali ricadute ci saranno nel loro posto di lavoro. La risposta passa per il rilancio della contrattazione collettiva come strumento di regolazione. E la contrattazione che garantisce diritti, stabilizza i rapporti di lavoro, ridistribuisce produttività e riduce le disuguaglianze. Nuovi diritti e nuove tutele, valore della contrattazione, dignità delle persone, qualità dell’occupazione: sono alcune priorità da cui ripartire per costruire il futuro e un Paese migliore.
Giuseppe Filippone, Segretario generale Cisl Torino Canavese
In allegato Articolo Corriere della Sera
Categoria: Attualità
