La scommessa della Formazione e delle Politiche attive del lavoro: il webinar della Cisl Torino-Canavese

venerdì 4 dicembre 2020 / Focus

Fare il punto sulle politiche attive del lavoro nell’area metropolitana di Torino e sullo sviluppo di nuove competenze e figure professionali: questo il senso del webinar della Cisl Torino-Canavese che si è svolto questa mattina dal titolo “Formazione e Politiche attive per il territorio – Prospettive ed evoluzioni”. All’evento, introdotto da Cinzia Pietrosanto, responsabile formazione e Cristina Maccari, segretaria della Cisl Torino-Canavese, che ha moderato l’iniziativa, hanno partecipato Pietro Ferlito, Dirigente Anpal, Elena Chiorino, assessore regionale al Lavoro, Massimo Richetti, responsabile Relazioni sindacali dell’Unione Industriale di Torino, Giorgio Vernoni, ricercatore Ires Piemonte, Paolo Carraro e Anna Trovò, operatori Dipartimento Mercato del Lavoro e Bilateralità Cisl nazionale e Alessio Ferraris e Domenico Lo Bianco, segretari regionale e territoriale Cisl.

Nella sua introduzione Cristina Maccari ha ricordato che “proprio un anno fa Cgil Cisl Uil scendevano in piazza contro il declino, dando vita alla Vertenza Torino. Con la nostra mobilitazione vogliamo richiamare l’attenzione delle istituzioni, della politica e delle forze politiche sul tema dello sviluppo e di un nuovo progetto per un’area metropolitana che non si rassegna e che merita un futuro migliore”. Nel portare i suoi saluti il segretario generale della Cisl Piemonte, Alessio Ferraris, ha sottolineato che “la formazione è il secondo capitolo di spesa del bilancio regionale dopo la sanità e che occorre migliorarne la qualità, collaborando in maniera ancora più stretta con il mondo imprenditoriale, per sapere le competenze che servono. Va inoltre rivista, insieme alle parti sociali, la legge regionale 63/95 che disciplina la formazione professionale in Piemonte”. Il ricercatore dell’Ires, Giorgio Vernoni, ha illustrato l’ultimo rapporto dell’Istituto di Ricerche Economiche e Sociali per il Piemonte sul Mercato del Lavoro. “I posti di lavoro persi in regione nel secondo trimestre dell’anno sono circa 50mila, ma il numero sale purtroppo a 80mila nel terzo trimestre. In questo momento di crisi, con scarsa dinamicità del Mercato del Lavoro, occorre pensare a soluzioni nuove”.

Per Massimo Richetti, responsabile Relazioni sindacali dell’Unione Industriale di Torino: “Nella formazione professionale, che ci ha visti sempre in zona retrocessione in Europa, negli ultimi tempi sono stati fatti passi avanti. Purtroppo, esiste un problema di banche dati ancora troppo frammentate. Siamo sempre un territorio a forte vocazione manufatturiera, ma il 50 per cento delle aziende iscritte all’Unione Industriale opera nei servizi”. L’operatore confederale Cisl del Mercato del Lavoro, Paolo Carraro, ha posto l’accento sulla Riforma degli ammortizzatori sociali. “Vanno riformati  i tempi e le conoscenze del sistema – ha detto Carraro. Uno dei punti della riforma è la creazione di un sistema unico dei dati. In passato, 21 sistemi regionali diversi, non avevano la possibilità di dialogare tra loro. E anche l’Inps non potrà continuare in futuro a tenere i dati solo per sé”. Per l’assessore regionale al Lavoro, Elena Chiorino: “Quando si parla di Italia, Piemonte, Torino non si può certo ragionare come se fossero realtà a comparti stagni, ma vasi comunicanti. La formazione continua è fondamentale soprattutto in una fase di emergenza come quella attuale in cui le nostre aziende continuano a perdere quote di export. La Regione Piemonte è impegnata in un progetto di ammodernamento e di cambiamento del Sistema dei Centri per l’Impiego a sostegno delle aziende e dei lavoratori”.

Per l’operatrice confederale Cisl, Anna Trovò, che si occupa per la Confederazione di bilateralità e fondi interprofessionali: “Il paese si ritrova con 750mila occupati e 3 miliardi di ore lavorate in meno rispetto a 12 mesi fa. Abbiamo di fronte a noi un periodo di grande incertezza e non sappiamo che cosa accadrà quando finirà il blocco dei licenziamenti in primavera. Nell’ultimo biennio i 21 fondi interprofessionali dispongono di 730 milioni di euro per la formazione dei lavoratori. Un buon punto di partenza per aggiornare competenze e percorsi professionali”.  Nel corso del webinar, il dirigente dell’Anpal, Pietro Ferlito, ha annunciato che l’Anpal “sta lavorando con le regioni per creare un effettivo e reale scambio di dati, in modo da allineare le varie attività e attivare i programmi dell’Agenzia. L’obiettivo è quello di superare questo grande momento di difficoltà”.

Nelle sue conclusioni il segretario generale della Cisl Torino-Canavese, Domenico Lo Bianco ha ricordato i motivi alla base dell’iniziativa della Cisl Torino-Canavese : “Il nostro obiettivo, come sindacato, è arrivare a una vera collaborazione tra tutti i soggetti coinvolti nella costruzione di una mappa reale dei fabbisogni professionali da parte delle aziende e al conseguente aggiornamento del sistema formativo regionale in modo da assicurare la tenuta dei livelli occupazionali e creare nuove possibilità di lavoro, in un’area metropolitana che non accetta di subire il declino ma che vuole e merita vere politiche di sviluppo. Alla luce anche dei recenti accordi territoriali sottoscritti da Cgil Cisl Uil, Unione Industriale e Api sul Fondo Nuove Competenze e dei progetti legati al Recovery Fund, crediamo che questa sia la strada giusta da percorrere per sviluppare nuove competenze e offrire figure professionali che servono all’economia e al mercato del lavoro territoriale in grande trasformazione”.

Rocco Zagaria

 

 

 

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