La nuova vita della Lear di Grugliasco
Firmato l’accordo per la reindustrializzazione del sito di Grugliasco: 209 assunzioni su 380 per produrre quadricicli elettrici. I sindacati: “Da una crisi, una nuova opportunità industriale”
Si chiude con un accordo una delle vertenze industriali più delicate del territorio torinese degli ultimi anni. A fine dicembre, Fim Fiom Uilm di Torino e la rsu hanno formalizzato l’intesa per il rilancio del sito Lear di Grugliasco, ratificando il voto favorevole dell’assemblea dei lavoratori che il 22 dicembre scorso aveva approvato la proposta di reindustrializzazione con il 65% dei sì. L’accordo rappresenta il punto di arrivo di mesi di trattative serrate e segna una svolta per centinaia di lavoratori che hanno vissuto nell’incertezza il progressivo declino dell’azienda. Ma soprattutto apre una prospettiva concreta di rinascita, evitando che il sito produttivo si trasformi in una delle tante cattedrali nel deserto della crisi dell’automotive italiano e torinese. L’intesa agisce su due fronti, gestendo contemporaneamente la fase di uscita di Lear e l’ingresso del nuovo progetto industriale firmato dall’azienda italo-cinese Fipa (Fabbrica italiana produzione autoveicoli). Sul primo fronte, quello della gestione dell’uscita di Lear, i sindacati hanno garantito la continuità del reddito attraverso la cassa integrazione straordinaria fino al termine del 2027. A fronte della crisi ormai irreversibile dell’azienda, questo arco temporale permetterà l’accompagnamento alla pensione per chi ha i requisiti oppure la riqualificazione professionale per chi non sarà immediatamente riassorbito nel nuovo progetto. È previsto inoltre un incentivo economico per la non opposizione.
Sul secondo fronte, quello della reindustrializzazione, entra in scena Fipa con un progetto industriale dedicato alla produzione di quadricicli elettrici. I numeri sono significativi: 209 assunzioni dirette entro il 2026, con piani di formazione specifica per l’inserimento nel nuovo processo produttivo. Un dettaglio fondamentale dell’accordo è il mantenimento del bacino ex Lear per tutta la durata della cigs: Fipa dovrà attingere prioritariamente da qui per ogni ulteriore necessità occupazionale, garantendo così che i lavoratori dello stabilimento abbiano la precedenza assoluta nelle nuove assunzioni. Per Fim Fiom Uilm territoriali “nonostante la gravità della crisi lasciata da Lear, l’accordo trasforma una chiusura in una nuova opportunità industriale”. Le organizzazioni sindacali, pur esprimendo soddisfazione per il risultato raggiunto, sottolineano la necessità di mantenere alta l’attenzione: “Insieme a Regione Piemonte e Mimit dovremo vigilare con estrema attenzione sul rispetto del cronoprogramma di Fipa e sulla piena tutela di ogni singolo lavoratore coinvolto in questa vicenda”. Un monito che nasce dall’esperienza di altre vertenze industriali dove le promesse di reindustrializzazione si sono arenate di fronte alle difficoltà operative o ai cambiamenti di strategia aziendale. “Il ruolo delle istituzioni – spiega il segretario generale della Fim Cisl Torino-Canavese, Rocco Cutrì – sarà determinante nel garantire che gli impegni presi vengano rispettati nei tempi e nei modi concordati. La chiusura di Lear rappresenta l’ennesimo capitolo di una filiera della componentistica tradizionale messa sotto pressione dalla transizione all’elettrico e dai cambiamenti nelle strategie produttive dei grandi costruttori”. Le 209 assunzioni previste da Fipa, pur non coprendo l’intera forza lavoro dello stabilimento Lear (circa 380 addetti), rappresentano comunque un risultato significativo in un momento in cui molti siti produttivi chiudono senza alcuna prospettiva di rilancio. I prossimi mesi saranno decisivi per verificare se le promesse si tradurranno in realtà e se il sito di Grugliasco saprà davvero trasformare una crisi in un’opportunità di rilancio nel segno della mobilità sostenibile. (Da Conquiste del Lavoro del 20 gennaio 2026)
Rocco Zagaria
Categoria: Focus
