La Cisl Torino-Canavese avvia la sua fase congressuale

giovedì 8 dicembre 2016 / territori

Dopo la Cisl Piemonte, anche la Cisl Torino-Canavese ha riunito il suo Consiglio generale per l’approvazione dei regolamenti sull’elezione dei delegati e sullo svolgimento del congresso, che si terrà il 30 e il 31 marzo 2017. Alla riunione, che si è svolta al Polo Culturale di via Lombroso, a Torino, hanno preso parte i segretari territoriale, regionale e nazionale, Domenico Lo Bianco, Alessio Ferraris e Maurizio Bernava. “La rivolta contro chi detiene il potere economico e politico – ha detto il segretario generale della Cisl Torino-Canavese, Domenico Lo Bianco nella sua relazione introduttiva – in Gran Bretagna, in America o in Italia, non è solo una rivolta dei poveri contro i ricchi o dei perdenti contro i vincenti, ma è soprattutto la richiesta di attenzione, di considerazione e di rispetto di gruppi sempre più numerosi di esclusi. Oltre a Clinton e a Renzi, c’è un altro grande perdente nel voto americano e italiano: il mondo dell’informazione.

In America come in Italia, la fiducia nei giornali e in generale nei mass media è crollata. E sono sempre di più gli italiani che si sentono usati, arrabbiati per la crisi economica, per la durezza dei cambiamenti dettati dalla globalizzazione e che si esprimono con l’unica arma che gli è rimasta: il voto”. Lo Bianco ha anche ripreso il Focus sui servizi promosso dalla Cisl torinese la settimana scorsa. ” è stato – ha evidenziato il segretario della Cisl torinese – un grande momento di partecipazione, di conoscenza e di proposta. Ci siamo interrogati sulla sostenibilità finanziaria, sull’efficienza, sull’integrazione e sulla mission sindacale, alla ricerca di ‘Un modello possibile’. In quella occasione abbiamo avanzato anche la proposta di istituire un ‘Fondo nazionale di Solidarietà’ – alimentato con il contributo di un euro a iscritto, suddiviso equamente tra federazioni e confederazioni a ogni livello – finalizzato a migliorare e a sviluppare l’offerta generale dei servizi agli iscritti nel territorio, perchèriteniamo che i servizi debbano essere un asse portante dell’attività associativa”.
Il segretario generale della Cisl Piemonte, Alessio Ferraris, raccogliendo gli spunti forniti dal dibattito, ha sottolineato che “proprio alla luce dell’esito del referendum, che è stato un momento di grande partecipazione democratica, la stabilità dei governi è un tema centrale, soprattutto per la Cisl, abituata a fare una politica sindacale seria. Il perchèè sotto gli occhi di tutti. Dopo un periodo, più o meno lungo, di assenza di relazioni sindacali, siamo riusciti a imprimere una svolta significativa nei rapporti con l’esecutivo, ottenendo risultati importanti. Mi riferisco ai provvedimenti contenuti nella legge di bilancio, dove un terzo abbondante delle previsioni di spesa andrà proprio in favore del mondo che rappresentiamo. Noi faremo tutto quello che è nelle nostre possibilità per continuare sulla strada del confronto e del dialogo anche con i governi che verranno”.
Ferraris ha annunciato inoltre la richiesta di incontro, firmata dalle segreterie regionali e torinesi di Cgil Cisl Uil, al presidente della regione Sergio Chiamparino e alla sindaca, Chiara Appendino, per fare chiarezza sui 6 miliardi promessi dal governo nel “Patto di Torino e Piemonte”, siglato la settimana scorsa, che rischia di rimanere in parte lettera morta.
Nelle sue conclusioni, il segretario confederale, Maurizio Bernava, dopo avere fatto un’analisi del voto referendario e dei possibili scenari, si è concentrato in modo particolare sulle tesi del dibattito congressuale.
“Il tema dell’integrazione – ha affermato Bernava – non riguarda solo il sistema dei servizi, ma anche la governace. Il congresso rappresenta il momento più alto della vita di un’organizzazione e per questo va arricchito, con un dibattito che deve svilupparsi a ogni livello, con idee e proposte innovative. Le tesi confederali sono aperte perchèvogliono proprio favorire la partecipazione di tutti: iscritti e gruppo dirigente”.
Per Bernava bisogna conciliare crescita e inclusione sociale. “In questo processo è fondamentale – ha detto il segretario confederale Cisl Bernava – ricercare un nuovo rapporto tra pubblico e privato sociale. L’inclusione non deve essere vissuta come un costo ma come un investimento, una condizione per alimentare la crescita. E per questo occorre mettere in campo una nuova idea di partecipazione che includa il welfare contrattuale aziendale e il welfare integrativo territoriale. Non è possibile mettere in campo politiche di inclusione sociale senza una nuova e più ampia partecipazione. La nostra sfida non è solo quella di rivendicare qualcosa, ma anche di partecipare ai processi di crescita e di aumento della produttività”.
Bernava ha concluso il suo intervento, lanciando un appello al presidente della Repubblica Sergio Mattarella affinchèponga al Senato l’urgenza di approvare il DDL sulla povertà.
Rocco Zagaria

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