Italiaonline, accordo in extremis per scongiurare i licenziamenti

giovedì 5 luglio 2018 / Attualità
Lo Bianco assemblea Italiaonline Torino
Lo Bianco assemblea Italiaonline Torino

Per i dipendenti di Italiaonline (ex Seat Pagine Gialle) è arrivato un accordo in extremis. Gli esuberi programmati dall’azienda saranno trasformati in cassa integrazione per consentire nei prossimi sei mesi (dal 12 luglio all’11 gennaio 2019) la riorganizzazione della società. Entro il 30 ottobre del 2018, circa 250 dipendenti potranno decidere di utilizzare un meccanismo di incentivazione all’esodo volontario mentre altri 150 saranno ricollocati in varie funzioni (70 nella digital factory).

Nell’accordo sul futuro di Italiaonline raggiunto dai sindacati di categoria (Slc Cgil, Uilcom Uil e Fistel Cisl) e dall’azienda nei giorni scorsi al Ministero dello Sviluppo Economico, restano  i 92 trasferimenti dalla sede di Torino a quella di Milano (anche se in dieci potranno decidere di uscire volontariamente con degli incentivi). E’ previsto però che l’azienda, per il primo anno, paghi a questi dipendenti l’abbonamento ai trasporti (treno e metro). L’intesa prevede nei prossimi 6 mesi anche delle verifiche (divise in 3 fasi) della dinamica di ristrutturazione aziendale a cui lavoreranno azienda, sindacati e ministero. “La cosa più importante è che abbiamo respinto i licenziamenti e raggiunto un accordo di tenuta per i prossimi sei mesi, anche della mediazione del ministero e del ministro Luigi Di Maio che ha partecipato al tavolo”. Così le segreterie nazionali di Uilcom Uil, Fistel Cisl, Slc Cgil.

Intanto nella giornata odierna si è riunita la Commissione Lavoro del Comune di Torino che ha fatto il punto, con l’assessore Sacco e i sindacati territoriali di categoria,  sull’accordo di lunedì al ministero.

“Ringraziamo tutti per la vicinanza in questo periodo così difficile – ha dichiarato Antonello Angeleri della Fistel Cisl. Usciamo da questa vicenda non particolarmente soddisfatti. Ma se teniamo conto dell’interlocutore che avevamo davanti, possiamo parlare di miracolo, a 5 ore dalla scadenza di una procedura di 77 giorni e in un momento di vuoto politico in termini di Governo. Ora la speranza è che si faccia in questi 6 mesi una vera riorganizzazione dell’azienda e non una mera operazione finanziaria. Certo, ci sono aspetti che non ci soddisfano. Per chi si deve trasferire ad Assago le coperture delle spese non possono bastare per restituire 4 ore al giorno sottratte alla famiglia. E tra chi potrebbe accettare l’incentivo all’esodo, ci sono situazioni particolari da tutelare per chi perderebbe diritti acquisiti per la pensione”. r.z.

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