Italdesign agli americani di Ust. Fim Cisl: “Vigileremo su occupazione e sedi”

La società statunitense rileva la maggioranza dall’azienda torinese, Audi resta con il 40%
Dopo mesi di trattative, la Italdesign – azienda di Moncalieri, fondata nel 1968 da Giorgetto Giugiaro – passa di mano. Il controllo della società viene assunto dalla statunitense Ust, colosso specializzato in intelligenza artificiale, tecnologia e ingegneria digitale. Audi non esce però di scena mantenendo una quota del 40% attraverso Automobile Lamborghini e restando partner sui progetti in corso. “Questa – precisa l’amministratore delegato di Italdesign, Antonio Casu – non è una cessione, ma un’alleanza strategica di lungo periodo. Nessun progetto si fermerà e le radici non si spostano”.
La sede infatti resta a Moncalieri, alle porte di Torino, con lo stesso team di dirigenti. “Italdesign – assicura il manager – resta italiana nell’identità, nella guida, nelle persone e nelle operazioni. Cambiano proprietà e governance, ma non il metodo di lavoro, che rivendica per l’azienda un’unica struttura di comando, senza ambiguità decisionali”. Le ragioni di queste affermazioni stanno nel fatto che Italdesign non è un marchio in difficoltà in cerca di una scialuppa di salvataggio ma è un’azienda che arriva a questo appuntamento con i conti in ordine. Sono 300 i milioni di euro di fatturato nel 2025, assolutamente in linea con i dati record del 2024. Oggi conta 1.300 dipendenti di 21 nazionalità e dieci sedi nel mondo, distribuiti su cinque aree di attività: automotive, serie ultra limitate, aerospace, robotica e industrial design. Il 90% dei ricavi resta legato all’automobile, ma la diversificazione produrrà già quest’anno i primi effetti concreti.
Dall’altra parte dell’Atlantico, il ceo di Ust, Krishna Sudheendra, parla di un gruppo da oltre 2 miliardi di dollari di fatturato, presente in Stati Uniti, Giappone, India e nei principali mercati mondiali, con rapporti diretti con cinque dei primi dieci costruttori di auto al mondo e tre dei cinque principali produttori di camion. La promessa è duplice: portare le competenze di Italdesign oltre l’automotive – dalle consegne con droni al settore spaziale – e al tempo stesso formare il personale piemontese nell’intelligenza artificiale. L’operazione viene seguita con la massima attenzione dal sindacato. Per Igor Albera, segretario della Fim-Cisl Torino e Canavese e responsabile del settore Automotive “Si tratta di una svolta nel lungo percorso di un’azienda storica e ancorata alla tradizione automobilistica italiana.
Affiancare al core business le competenze informatiche e di intelligenza artificiale di Ust può rappresentare una novità positiva e di espansione, ma sarà fondamentale mantenere alta l’attenzione sull’evoluzione della situazione attraverso dialogo, confronto e trasparenza”. In questa fase, sempre secondo il sindacalista dei metalmeccanici torinesi della Cisl “c’è bisogno di poter valutare concretamente le novità che arriveranno e le loro ripercussioni. Con i suoi 1.100 dipendenti in Piemonte, Italdesign rappresenta ancora un punto di forza del settore industriale e dovrà godere della massima tutela in questo momento di passaggio. Il nostro compito è vigilare affinché la crescita promessa si traduca in garanzie concrete per chi in quegli stabilimenti ci lavora ogni giorno”.
Fondata nel 1968 da Giorgetto Giugiaro, Italdesign ha firmato progetti entrati nella storia dell’automobile: dalla Golf alla Panda, dalla Fiat Uno alla DeLorean Dmc-12. Resta ora da vedere se le rassicurazioni di questi giorni troveranno riscontro nei fatti. Su questo, il sindacato promette di non abbassare la guardia.
Rocco Zagaria
(Da Conquiste del Lavoro – 9 settembre 2026)
