Il Primo Maggio a Torino

giovedì 29 aprile 2021 / Focus

Questa mattina nella Sala delle Colonne del Comune, i Segretari Generali di Cgil Cisl Uil Torino Enrica Valfrè, Domenico Lo Bianco, Gianni Cortese, hanno presentato in conferenza stampa la Festa del Primo Maggio che ha come slogan: “L’Italia si cura con il Lavoro”. Anche quest’anno purtroppo, come nel 2020, la ricorrenza non potrà essere festeggiata con le modalità classiche che prevedevano il corteo, tuttavia Cgil-Cisl-Uil Torino hanno ritenuto fondamentale dare un segno forte di ritorno alla normalità. Queste le modalità: l’iniziativa si terrà sabato 1°maggio, a partire dalle ore 9.45, all’interno del Comune di Torino presso la “Sala Carpanini”, e sarà aperta dalla Banda dei Vigili Urbani che intonerà l’Inno dei Lavoratori. Seguiranno gli interventi della Sindaca di Torino, Chiara Appendino, dell’Arcivescovo di Torino, Mons. Nosiglia, di un rappresentante della Regione Piemonte, di tre delegati in rappresentanza dell’industria, del terziario e della sanità e dei Segretari Generali di Cgil-Cisl-Uil di Torino. L’iniziativa sarà trasmessa in diretta Facebook sulle rispettive pagine  di Cgil Torino, Cisl Torino-Canavese, Uil Piemonte. La stessa diretta sarà diffusa in modalità audio e video in Piazza San Carlo, dove un presidio simbolicamente presenzierà e allestirà la piazza. Nella conferenza stampa di stamane, alla quale ha partecipato l’Assessore alle Politiche del Lavoro e Occupazione della Città, Alberto Sacco, i segretari generali hanno sottolineato i temi al centro della Festa di quest’anno.

Per il Segretario Generale Cisl Torino-Canavese, Domenico Lo Bianco “è un Primo Maggio di speranza e ripartenza, grazie ai vaccini, ma anche di preoccupazione per il malessere sociale molto profondo e diffuso che si avverte anche nella nostra città e nel nostro territorio. È anche un Primo Maggio di riconoscenza verso chi, con il suo lavoro, con dedizione e sacrificio ha reso l’Italia un paese migliore. Non mancano le preoccupazioni per la tenuta del nostro sistema industriale, soprattutto per quelle aziende che soffrivano già prima della pandemia. Seguiamo con la giusta attenzione e determinazione la vicenda della ex Embraco, diventata in questi anni la vertenza simbolo del nostro territorio e il futuro di Stellantis in città”.

 

 

 

 

 

 

 

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