Ex Embraco, mancano 18 giorni ai licenziamenti

mercoledì 7 aprile 2021 / Focus

Corsa contro il tempo per salvare i 400 lavoratori ex Embraco di Riva di Chieri. Un operaio in preghiera con l’arcivescovo Nosiglia davanti alla Sindone nel Sabato Santo

Un sit-in, a partire dalle ore 11 di oggi, mercoledì 7 aprile, prima davanti alla Regione e poi sotto la Prefettura, in piazza Castello, a Torino, per chiedere ancora una volta al governo di sbloccare il progetto Italcomp e mettere in sicurezza i 400 lavoratori ex Embraco di Riva di Chieri.
La mobilitazione è promossa da Fim, Fiom, Uilm, Uglm territoriali a 18 giorni dal 25 aprile, data in cui scatteranno i licenziamenti. Si tratta di una vicenda paradossale, bloccata da incertezze e diffidenze a livello europeo, per un progetto che riguarda la fusione di ex Embraco di Riva di Chieri con la ACC di Mel, in provincia di Belluno, dove lavorano altre 300 persone.
Per Fim Fiom Uilm Uglm torinesi: “Sono tre anni e mezzo che stiamo soffrendo. Fra un paio di settimane le 400 persone dello stabilimento ex Embraco di Riva di Chieri riceveranno la lettera di licenziamento. Lo Stato italiano ha fatto promesse a questi lavoratori che non sta mantenendo. Anche l’attuale ministro per lo Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, si rifiuta di incontrare i lavoratori e i loro rappresentanti, per completare con loro un progetto che già esiste. Dobbiamo smuovere questa situazione. Far sentire la nostra voce per scuotere la classe dirigente”.
In questi giorni è sceso nuovamente in campo anche l’arcivescovo di Torino, Cesare Nosiglia, da sempre vicino ai lavoratori di Riva di Chieri. Nosiglia ha voluto con sé nella preghiera del Sabato Santo, davanti alla Sindone, alcuni lavoratori della fabbrica simbolo della crisi cittadina. A proclamare le letture nella liturgia di fronte alla Sindone oltre a numerosi giovani c’era anche un operaio della ex Embraco, in rappresentanza di quel mondo del lavoro che, da tempo, affronta disagi e sofferenze e che vede messa a rischio la propria dignità e la possibilità di sostenere le proprie famiglie. “Signore – è stata l’intenzione di preghiera dell’operaio ex Embraco, a nome anche dei suoi colleghi – quando tanti giovani e padri di famiglia soffrono per la mancanza di lavoro, e viene meno la fiducia, fa splendere la tua luce”.
Per Arcangelo Montemarano, responsabile ex Embraco per la Fim di Torino: “Siamo sull’orlo del disastro sociale, non è tollerabile che il Mise non convochi ancora un incontro per dire cosa vuole fare in merito a questa vicenda. Le istituzioni non possono permettersi di prendere in giro i lavoratori che sono esausti e sfiduciati dopo tanti anni di lotta”. Pressioni sul caso ex Embraco arrivano anche dalla Giunta piemontese di centrodestra. L’assessore regionale al lavoro Elena Chiorino fa notare che: “È dal giorno del giuramento di questo esecutivo che chiediamo di fissare una data nell’agenda del Ministro e vista la delicatezza della situazione, sarebbe più rispettoso, soprattutto nei confronti dei lavoratori, dedicare il tempo necessario per discuterne di persona con le parti coinvolte, seduti attorno a un tavolo.” Resta davvero pochissimo tempo per intervenire e scongiurare i licenziamenti. (Da Conquiste del Lavoro del 7 aprile 2021)
Rocco Zagaria

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