Il lavoro al tempo di Amazon e dei robot. Destefanis confermata al vertice della Fisascat territoriale

giovedì 2 marzo 2017 / Congressi
Congresso Fisascat Torino primo piano
Congresso Fisascat Torino

Il lavoro al tempo di Amazon e dei robot: è questa la riflessione più importante che ci consegna il secondo congresso della Fisascat Cisl Torino-Canavese che si è svolto il primo marzo a Rivoli. Al termine del lavori, il nuovo Consiglio generale della federazione ha rieletto, con 40 voti su 46, Carla Destefanis segretaria generale e Olga Longo e Dario Battuello segretari. Lo slogan “Nuovi lavori, nuove tutele”, scelto per celebrare l’evento, sintetizza bene i contenuti delle relazione di Destefanis che ha aperto i lavori dell’assemblea. Ad ascoltarla in sala, oltre ai duecento delegati in rappresentanza degli 8.358 iscritti, c’erano i segretari regionale e generale di Fisascat, Cristiano Montagnini e Pierangelo Raineri e il segretario generale della Cisl Torino-Canavese, Domenico Lo Bianco.

“È un giorno qualunque, nell’era dei robot – profetizza nella sua relazione Destefanis –  e il lavoratore tipo esce di casa per recarsi in ufficio. Le macchine, per strada, si guidano da sole. Il traffico pure si dirige da sé. Lo sguardo può dunque alzarsi sopra la testa, dove, come ogni giorno, droni consegnano prodotti e generi alimentari di ogni tipo. Sul giornale (quel che ne resta) gli articoli sono firmati da algoritmi. Giunto alla pagina finanziaria, il nostro lavoratore si abbandona a un sorriso beffardo: il pezzo, scritto da un robot, parla delle transazioni finanziarie compiute, in automatico, da altri algoritmi. Entrato in fabbrica, poi, l’ipotetico lavoratore di questo futuro (molto) prossimo si trova ancora circondato dall’automazione; per la produzione, ma anche per l’organizzazione, la manutenzione e perfino l’ideazione del prodotto. A dirci cosa piace ai clienti, del resto, sono ancora algoritmi. Quel che mi resta, pensa ora senza più sorridere, è coordinare robot o robot che coordinano altri robot. Finché ne avranno bisogno…”. Un racconto amaro che, seppure profetico e di orwelliana memoria, ci proietta in una realtà non tanto remota. “Nei giorni scorsi – dice Destefanis –  l’intelligenza artificiale di Google ‘AlpheGo’ ha umiliato il campione Lee Sedol in uno dei giochi più antichi, complessi, astratti e tipicamente umani, almeno così pensavamo, mai esistiti: il millenario ed orientale Go”.

Destefanis ha parlato anche di Amazon. “La multinazionale globale di e-commerce – ha evidenziato la segretaria della Fisascat –  è ricca di innovazione, tecnologia, strategia, metodo, un mostro che più cresce e più diviene inarrestabile nella sua conquista del commercio globale. Un’altra questione molto dibattuta riguarda le condizioni di lavoro dei suoi dipendenti, un organizzazione del lavoro militaresca con ritmi alti e una tecnologia applicata al corpo per monitorare l’efficienza. Nei maxi magazzini si deve evadere un ordine ogni 33 secondi. E il sindacato possibilmente non entra. La politica del monopolista funziona sempre nello stesso modo. Prima devi praticare prezzi cosi bassi che i tuoi concorrenti non ce la fanno a competere con te e vengono rovinati. Lo fai presentendoti come il paladino del consumatore. E il consumatore abbocca, diserta gli altri e viene da te. Da Bill Gates a Mark Zuckherberg è tutta una guerra di generosità per aiutare i più deboli, i perdenti, gli sconfitti, ma nelle loro aziende il sindacato entra il meno possibile”.

Il segretario generale della Fisascat, Pierangelo Raineri, ha annunciato che al centro del congresso nazionale di Fisascat, a maggio, e di First, a giugno, ci saranno due temi fondamentali: la grande trasformazione dell’economia nell’era digitale e il nuovo modello sindacale per la società di oggi e domani. “Dal dopoguerra – ha sottolineato Raineri – il nostro paese è sempre cresciuto in maniera costante e insieme allo sviluppo è aumentata anche la contrattazione che ora invece comincia a segnare il passo. Per questo bisogna riprogettare un nuovo sistema contrattuale per il sindacato moderno. Non si può guardare il futuro con lo specchietto retrovisore. Basta dire ‘come eravamo bravi’, è venuto il momento di mettere in campo nuove strategie che devono funzionare per i prossimi anni. Per questo bisogna cambiare i modelli contrattuali, combattere le diseguaglianze e la concorrenza sleale che si basa sullo sfruttamento delle persone”.

Sul ruolo del sindacato, che deve stare con le persone, occuparsi dei territori e dei posti di lavoro, si è soffermato nel suo intervento il segretario generale della Cisl Torino-Canavese, Domenico Lo Bianco. “Ridisegnare da un punto di vista strategico la nostra mission vuol dire innanzitutto riappropriarci del nostro ruolo di mediatori e attori sociali, rivitalizzare la nostra grande comunità, basata su valori e funzioni fondamentali, valorizzare la nostra grande capacità di tenere insieme le persone dentro e fuori i luoghi di lavoro e, soprattutto, non lasciare indietro nessuno. Ci aspettano anni di grandi incertezze, sfide e trasformazioni epocali. Nulla è più come prima, ma sono sicuro che sapremo affrontare l’imprevedibile con la forza delle nostre idee e il pragmatismo che ci hanno sempre caratterizzato”.

Per il segretario regionale, Cristiano Montagnini: “In un sistema Paese che è in crisi dobbiamo coniugare la contrattazione a un sistema fiscale più equo. La battaglia che la Cisl sta conducendo a ogni livello su questo tema è la strada maestra per dare sostegno salariale e sociale ai lavoratori che rappresentiamo”.

Rocco Zagaria

 

 

 

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