Giorno dei Defunti: la Cisl Torino-Canavese ricorda i militanti e i dirigenti scomparsi

giovedì 1 novembre 2018 / Attualità
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ricordo defunti cisl unoPrima con una la Santa Messa, celebrata da don Paolo Mignani, poi con il ricordo dei militanti e dirigenti defunti, in modo particolare di quelli scomparsi nell’ultimo anno, la Cisl Torino-Canavese, insieme alla Fondazione Nocentini, ha ricordato i cislini che non ci sono più.

Nel pomeriggio di mercoledì 31 ottobre, nella Sala Vera Nocentini, al secondo piano, della sede Cisl di via Madama Cristina, a Torino, sono stati commemorati (questi i nomi, con elenco in fase di completamento) i militanti e dirigenti che tanto hanno dato alla Cisl nel corso della loro vita terrena.

“Il treno della storia va – ha evidenziato don Paolo Mignani nella sua omelia, rivolgendo un’attenzione particolare ai temi dell’impegno dei cristiani nel mondo del lavoro – e una parola che non sento abbastanza nei nostri ambienti è quella della ‘responsabilità’. Abbiamo fatto crescere un mondo di egoismo e dobbiamo di tutto per far risvegliare i rapporti umani e le coscienze”.

“Vogliamo ricordare i nostri militanti e dirigenti – ha detto il segretario generale della Cisl Torino-Canavese, Domenico Lo Bianco – perché è anche grazie a loro se oggi siamo qui. Sono donne e uomini che ci hanno insegnato molto, che hanno dedicato parte della loro vita alla nostra organizzazione, facendosi paladini e custodi di valori e idee importanti per tutto il mondo del lavoro”.

Un ricordo particolare è stato rivolto a tre dirigenti ed esponenti cislini scomparsi di recente. L’ex segretario della Cisl, Nanni Tosco, ha ricordato la figura di Beppe Boni, lo storico formatore della Cisl provinciale, morto lo scorso 3 settembre; Giovanni Avonto quella di Don Carlo Carlevaris, il prete operaio della Fim, deceduto il 3 luglio di quest’anno, e Ivo Garavaglia quella dello storico dirigente della Fit Luigi Margaria, morto qualche mese fa.

“Beppe Boni – ha sottolineato Tosco – aveva un carattere difficile, ma era un intellettuale raffinato, critico, esigente e sensibile. Mi piace definirlo un confessore laico, interprete di dinamiche umane e sociali”. Il segretario Lo Bianco ha comunicato che la famiglia Boni ha deciso di donare alla Cisl Torino-Canavese i tantissimi libri di Beppe. “A lui – ha detto Lo Bianco – dedicheremo una sala studio al quinto piano della nostra sede di via Madama,  che inaugureremo presto, e nella quale ospiteremo la sua biblioteca personale, custodendone così la sua eredità morale e intellettuale”.

Per Giovanni Avonto, don Carlo Carlevaris “è stato un maestro, uno che ha indicato una strada, una direzione nella ricerca del bene comune. Senza maestri la società arretra. Carlevaris era una persona di equilibrio e allo stesso tempo motore di rinnovamento”. La voce di Ivo Garavaglia si è spezzata più volte, ricordando lo storico dirigente della Fit, Luigi Margaria, morto qualche mese fa all’età di 83 anni: “Fino alla fine ha parlato di sindacato. Luigi era molto legato alla sua Fit e in modo particolare al settore degli autoferrotranvieri. Persona umile e profondamente cattolica, si è dedicato agli altri con tutto se stesso”.

Gianfranco Zabaldano, presidente della fondazione Vera Nocentini, che raccoglie, custodisce e valorizza la memoria dell’organizzazione  e che il prossimo 21 novembre celebra i suoi 40 anni di vita con una iniziativa al Polo del Novecento di Torino – ha invece ricordato gli altri militanti e dirigenti cislini scomparsi nell’ultimo anno. Sono Luigi Tessore, una delle figure più significative alle origini della storia Cisl; Francesco Lepore e Paolo Franchi, entrambi dirigenti della Cisl Scuola torinese; Gianni Fabris, operatore Fim che sapeva coniugare la passione per il lavoro culturale con la saggezza e l’equilibrio del responsabile sindacale e Leone Spiccia della Fim, il primo immigrato, arrivava dalla Sicilia, ad entrare nella segreteria della Fim torinese pur rimanendo in fabbrica.

“Noi custodiamo la memoria della Cisl torinese e di tutti i suoi protagonisti. Lo facciamo soprattutto per i giovani per quelli che verranno dopo di noi perché crediamo che una storia gloriosa come quella della Cisl, che nel 2020 compie 70 anni di vita, non solo vada preservata, ma anche tramandata”.

Rocco Zagaria

 

 

 

 

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