Carrefour, stato di agitazione nei punti vendita di Torino

martedì 30 Giugno 2026 / Attualità

Braccio di ferro tra proprietà e lavoratori che hanno scioperato il 17 e 20 giugno in due punti vendita della provincia per il troppo caldo e i carichi di lavoro crescenti

 

Il termometro segna temperature record anche nei punti vendita Carrefour di Torino. Il caldo, in questo caso, non è solo quello estivo, ma il frutto di una tensione sindacale crescente, che dura da mesi e che in pochi giorni è esplosa. Il 17 giugno è stato proclamato da Fisascat Cisl e Uiltucs uno sciopero nel punto vendita Carrefour di Chivasso. Il 20 giugno ancora uno sciopero all’ipermercato del centro commerciale Le Gru di Grugliasco, indetto questa volta da Filcams Cgil e Uiltucs. Stessa proprietà, stesso problema: impianti di climatizzazione inadeguati, carichi di lavoro crescenti e organici ridotti all’osso. Non è una novità. I sindacati si categoria lo segnalano da tempo. Lo hanno fatto con la vecchia proprietà francese e lo stanno facendo con la nuova. Da quando Carrefour Italia è passata al gruppo New Princes — operazione conclusa a fine 2025 — Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Torino non hanno mai incontrato di persona Angelo Mastrolia, presidente del gruppo acquirente. Solo telefonate, videoconferenze, dichiarazioni alla stampa. Un metodo che secondo le organizzazioni sindacali di categoria stride con la gravità di ciò che accade nei negozi.
Il giorno dopo lo sciopero alle Gru di Grugliasco, domenica 21 giugno, la Repubblica Torino ha pubblicato un’intervista al nuovo proprietario. Titolo: “Non cedo ai ricatti sui Carrefour. Investiamo, ma tutti rispettino le regole”. Mastrolia parla di bugie sindacali, minimizza il problema climatico — ridotto a un guasto in un singolo ufficio — e rivendica la legittimità della riorganizzazione del lavoro. Annuncia che interromperà le relazioni con le sigle di Cgil e Uil. Poi aggiunge che entro settembre cambierà il marchio: i punti vendita diventeranno Gs, partendo dagli ipermercati.
L’intervista fa infuriare i sindacati che rispondono a stretto giro di tempo. In una nota congiunta le tre sigle sindacali fanno sapere che “la vertenza Carrefour non nasce dal caldo di questi giorni. Nasce da anni di manutenzione rinviata, investimenti mancati e tagli progressivi al personale. I negozi sono strutturalmente inadeguati: freddo in inverno, caldo in estate, spazi logori. Gli addetti alle vendite sono diminuiti nel tempo, i carichi di lavoro aumentati. Le trasferte sono continue e spesso imposte e i trasferimenti usati in modo indiscriminato. I lavoratori vengono trattati come un costo da comprimere e non come una risorsa da valorizzare”.
Per Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Torino “le condizioni di  lavoro negli ultimi giorni sono diventate inaccettabili tanto da far sorgere scioperi spontanei organizzati direttamente dalle rappresentanze interne ai punti vendita. Una situazione drammatica segnalata unitariamente dalle rappresentanze sindacali e mai risolta e nessuna strumentalizzazione su fantasiose differenze di posizione da parte della Fisascat Cisl. Nell’ultima settimana infatti nella provincia di Torino ci sono stati 2 scioperi per le condizioni climatiche, il primo presso il punto vendita di Chivasso, proclamato da Fisascat Cisl e Uiltucs Uil, semplicemente in quanto presso quel punto vendita la Filcams non ha rappresentanza mentre il secondo sciopero, quello di sabato a Grugliasco, indetto da Filcams e Uiltucs, è la Fisascat a non aver rappresentanza”.
Sempre nell’intervista a la Repubblica Torino, l’ad Mastrolia parla di nuovi investimenti, citando 8 milioni spesi su un singolo punto vendita, 350 nuove assunzioni di cui 220 nel Novarese, prezzi in calo per contrastare l’inflazione. Descrive Torino come una piazza strategica, il Piemonte come una delle due regioni prioritarie insieme alla Lombardia. E annuncia l’internalizzazione di due piattaforme logistiche, a Cameri e in Lombardia.
Ma i sindacati chiedono altro. “Vogliamo un piano industriale scritto e trasparente – spiega Marilena Rocco della Fisascat Cisl Torino-Canavese –, che dica con chiarezza cosa diventerà la rete, quali negozi verranno ristrutturati e quando, e quali saranno le condizioni di lavoro nei prossimi anni. Chiediamo un confronto diretto, in presenza e non mediato dai giornali. Le belle parole e le promesse non bastano più.
Il problema delle alte temperature all’interno dei punti vendita rischia di creare anche problemi igienio-sanitari con la merce sui banchi vendita”.   
Insomma, il braccio di ferro tra proprietà e sindacati continua. L’estate è appena iniziata. Il caldo, dentro e fuori i negozi di Carrefour, a Torino, non accenna a diminuire. (Da Conquiste del Lavoro del 30 giugno 2026)
Rocco Zagaria

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