Appalti opere pubbliche e dumping contrattuale in edilizia: accordo a Torino tra Sindacati-Comune-Ance

martedì 1 ottobre 2019 / Attualità
Appalti pubblici a Torino foto di gruppo
Appalti pubblici a Torino foto di gruppo

L’intesa di luglio 2019 tra Cgil Cisl Uil, le relative federazioni dell’edilizia  Filca  Fillea  Feneal, il Comune e l’Ance di Torino, ha lasciato un’impronta importante nella lotta al dumping contrattuale negli appalti pubblici in edilizia. Dalla data dell’intesa, su un totale di 62 aziende coinvolte, sono state ricondotte alla regolarità sedici di esse che prima non erano iscritte in Cassa Edile.

Nei mesi scorsi Cgil Cisl Uil e relative categorie degli edili hanno avviato confronti con il Comune e l’Ance di Torino, con l’obiettivo di aumentare le tutele sul lavoro e prevenire la presenza in cantiere di personale con contratti non corrispondenti alle lavorazioni oggetto dell’appalto.

Già nell’accordo di luglio 2018, stipulato dagli stessi soggetti, erano state introdotte regole per salvaguardare le retribuzioni e l’occupazione nel settore e arginare i fenomeni di irregolarità  e di dumping contrattuale. Clausole specifiche erano state inserite, all’epoca, anche nei capitolati speciali d’appalto.

Con accordo di luglio 2019 viene invece rafforzata la procedura per verificare se l’azienda abbia tutti i requisiti per operare negli appalti pubblici e cioè iscrizione alla Cassa Edile, applicazione CCNL e DURC.

I segretari torinesi di Cgil Cisl  Uil, Elena Petrosino, Cristina Terrenati, Domenico Paoli e di Fillea  Filca  Feneal, Marco Bosio, Gerlando Castelli, Claudio Papa – si dichiarano soddisfatti del Protocollo sottoscritto tra Comune, Organizzazioni sindacali e Associazione costruttori edili perché “il recente protocollo offre un maggiore monitoraggio preventivo dei cantieri che si apriranno nel Comune di Torino e va ad implementare gli strumenti per correggere eventuali criticità. Nell’accordo viene ribadito che il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro applicato alle maestranze (CCNL edile) deve corrispondere all’attività prevalente dell’appalto per garantire le tutele contrattuali e di legge ai lavoratori, anche sul piano della prevenzione e sicurezza, evitando la concorrenza sleale all’interno del settore e combattendo così il dumping contrattuale. Grazie alla collaborazione di tutti gli attori coinvolti è stato raggiunto un risultato importante e unico in Italia che si pone l’obiettivo di estendere  l’accordo alle aziende partecipate, alla città metropolitana e a tutti i soggetti appaltanti”.

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