A Torino Alleanza per la Casa e Comune contro la crisi abitativa
Accordo per raddoppiare i contratti a canone concordato. I sindacati “Un passo avanti nella crisi dell’offerta abitativa nel nostro territorio”
Giovedì 6 novembre è stato sottoscritto un accordo tra Alleanza per la casa (promosso da CGIL, CISL, UIL Torino, insieme a SUNIA, SICET, UNIAT, CICSENE e Pastorale Sociale e del Lavoro di Torino) e l’Assessorato alle politiche sociali del Comune di Torino, che segna un passo importante nella crisi dell’offerta abitativa sul nostro territorio a canoni sostenibili. In particolare per lavoratrici e lavoratori che presentano difficoltà salariali e di continuità di reddito a causa della diffusa precarietà nel mercato del lavoro.
L’accordo si sviluppa principalmente su due linee strategiche:
- il rafforzamento dell’agenzia “LOCARE”, con il supporto di associazioni, sindacati e rappresentanti della proprietà immobiliare al fine di raddoppiare i contratti di locazione a canone concordato, per dare risposta anche a famiglie a basso reddito e lavoratori precari, calmierando il costo degli affitti;
- la partecipazione di Alleanza per la casa, di diritto, al Comitato istituito nell’ambito del Piano dell’Abitare-Prima fase attuativa, che riunisce una pluralità di soggetti: associazioni di accompagnamento abitativo, rappresentanti dei lavoratori, rappresentanti degli inquilini, rappresentanti della piccola proprietà immobiliare e del mondo cooperativo, con lo scopo di confrontarsi per introdurre elementi di regolazione del mercato immobiliare.
Rimane irrisolta la necessità di rilanciare l’edilizia popolare, a partire dal recupero di una visione strategica dell’edilizia residenziale pubblica per rendere esigibile il diritto alla casa.
L’accordo rappresenta un elemento di innovazione nelle politiche abitative, ma sarà necessario tradurre in scelte e politiche pubbliche quanto definito.
L’impegno di Alleanza per la casa sarà, quindi, quello di operare affinché tale accordo diventi operativo. Vi sono le premesse affinché l’esperienza torinese possa avviare una nuova fase delle politiche abitative, in primo luogo estendendo il più possibile il diritto alla casa a quanti oggi lo vedono negato.
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