Regione Piemonte, Agenzia Piemonte Lavoro, Telt e imprese puntano sulla formazione per supportare lo sviluppo economico e l’occupazione in Valle di Susa
Regione Piemonte, Agenzia Piemonte Lavoro e TELT-Tunnel Euralpin Lyon Turin, la società italo-francese incaricata di costruire la tratta transfrontaliera della Tav, hanno presentato nel cantiere di Chiomonte, in Valle di Susa, il programma dei corsi di formazione e di reclutamento del personale per i cantieri della Torino-Lione.
Secondo le stime dell’Agenzia Piemonte Lavoro, sui cantieri della Torino-Lione saranno necessari un migliaio lavoratori di varie mansioni: per circa il 60% si tratta di manodopera impiegata nello scavo meccanizzato e nella logistica interna (minatori, addetti alla fresa, elettricisti); un altro 20% riguarda figure della logistica esterna (autotrasportatori, escavatoristi, addetti agli approvvigionamenti), mentre il restante 20% sono quadri, impiegati e personale tecnico. In una prospettiva di lungo periodo invece, i mestieri e le figure professionali da formare e poi impiegare evolveranno verso le professionalità dell’esercizio ferroviario (manutentori, manovratori, addetti alla sicurezza e alla circolazione ferroviaria). Per il direttore generale di Telt Maurizio Bufalini “La Torino-Lione non è solo una infrastruttura per l’Italia, la Francia e l’Europa, ma un’opportunità concreta per i territori e per chi li vive, già durante la fase di costruzione”.
La sezione transfrontaliera della Torino-Lione è attualmente in realizzazione, con 3.300 persone impegnate su 11 cantieri operativi tra Francia e Italia, in superficie e in sotterraneo. Ad oggi sono stati scavati complessivamente oltre 46 km (28%), di cui circa 20 km del tunnel di base, su un totale di 164 km di gallerie previste dal progetto.
In Italia sono terminate le due principali opere in committenza delegata (svincolo di cantiere sull’A32 a Chiomonte e nuovo autoporto di San Didero, a cura di Sitaf), oltre l’80% delle acquisizioni fondiarie e, dopo la conclusione dei monitoraggi ambientali ante-operam, sono attivi quelli “in corso d’opera” sui cantieri di Chiomonte, Salbertrand, Susa e Torrazza Piemonte. A Salbertrand procede la cantierizzazione del sito destinato alla valorizzazione del materiale di scavo, dove il 28 gennaio è stato posato il nuovo ponte sulla Dora che collega il sito con l’A32. E infine, sulla piattaforma di Chiomonte è in preparazione l’area per l’avvio della prima fresa, il cui collaudo è programmato l’11 marzo in Germania a cui seguirà il trasporto e il rimontaggio in cantiere per poter iniziare lo scavo meccanizzato a inizio 2027.
Intanto, nella Conferenza di servizi dello scorso 11 febbraio è iniziata la discussione sull’iter di approvazione del progetto definitivo della tratta nazionale ‘Avigliana-Orbassano’ della Tav, che sta incontrando però alcune resistenze a livello locale, a partire dal Comune di Rivoli che ha deciso di insediare una commissione per valutare l’impatto dell’opera sul territorio. Il nuovo tracciato si sviluppa per 24 chilometri di cui circa la metà, in galleria, e rispetto al progetto originario che si fermava ad Orbassano, prevede l’inserimento diretto nel nodo ferroviario di Torino, con un costo di circa 3 miliardi di euro. Per il commissario straordinario per la tratta italiana della linea ferroviaria alta capacità/alta velocità Torino-Lione, Calogero Mauceri: “L’auspicio è di poter partire con i cantieri, della durata prevista di sette anni, già quest’anno. Magari entro l’estate del 2026”. Solo dopo l’approvazione definitiva del progetto – che darà diritto al cofinanziamento europeo al 50% e al completamento della copertura nazionale, oggi pari a 825 milioni di euro (già stanziati) – sarà possibile bandire le gare e avviare i lavori.(da Conquiste del Lavoro del 4 marzo 2026)
Rocco Zagaria

