Sì Tav, la Cisl in piazza a Torino: “No alla violenza, sì al lavoro”

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Sì Tav, la Cisl in piazza a Torino: “No alla violenza, sì al lavoro”

“No alla violenza, Sì alla Tav”: questo lo slogan della manifestazione che si è svolta domenica 27 settembre in piazza Palazzo di Città, a Torino, per condannare senza se e senza ma le violenze dello scorso 25 luglio nei cantieri della Torino-Lione in Val di Susa e per riaffermare l’importanza della realizzazione dell’opera. A promuovere l’iniziativa un comitato eterogeneo di forze politiche, associazioni e realtà della società civile torinese.
Alla mobilitazione, che ha richiamato alcune centinaia di persone, ha aderito anche la Cisl, come già a novembre del 2018 e ad aprile del 2019. “Una scelta di coerenza, non di parte”, ha spiegato il Segretario generale della Cisl Torino, Giuseppe Filippone. “La nostra partecipazione, assolutamente autonoma ed equidistante da tutte le forze politiche – ha sottolineato il numero uno della Cisl torinese – è dettata principalmente da due ragioni. La prima: la violenza non può avere cittadinanza nel confronto democratico. Il dissenso è legittimo, la violenza mai. La seconda: la Tav è un’opera strategica per il territorio, il Piemonte e il Paese. Significa lavoro, imprese, competitività, collegamento con l’Europa”.
Dal palco è intervenuto il Segretario generale della Cisl Piemonte, Luca Caretti. “La Cisl – ha detto – ribadisce il suo sì alla Tav e il no alla violenza. Non si può essere contro la Tav, contro l’aerospazio, contro un serio ragionamento sui costi dell’energia, e poi chiedere più risorse per il sociale e il lavoro: questa è demagogia, è populismo. Possiamo comprendere le perplessità delle popolazioni locali, ma sono indifendibili gli atti di violenza contro i cantieri, che mettono a rischio la sicurezza di edili, tecnici e forze dell’ordine. I nostri lavoratori hanno diritto di lavorare in sicurezza e senza minacce”. E ancora: “Noi, con coerenza e autonomia, confermiamo le nostre priorità di sempre: creare le condizioni per nuova occupazione, difendere i posti di lavoro esistenti, garantire sicurezza e tutela a chi lavora, senza la minaccia della violenza”.
In piazza anche il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio. Assente invece il sindaco di Torino, Stefano Lo Russo, che nei giorni precedenti aveva confermato il proprio sì all’opera, spiegando di non poter partecipare per impegni già presi. Un’assenza sottolineata in più di un intervento, che ha fatto storcere il naso a molti, anche perché nessun componente della Giunta comunale era presente. Il leader di Azione, Carlo Calenda, annunciato alla vigilia, è invece rimasto bloccato in Sicilia, ma ha fatto arrivare un messaggio di sostegno alla Torino-Lione.
“Questo – ha detto il governatore piemontese Cirio – è un presidio di democrazia, non una manifestazione. La manifestazione c’è già stata, abbiamo partecipato, eravamo 40mila perché la Tav era ferma. Oggi è importante essere in piazza perché sono argomenti su cui bisogna continuare a metterci la faccia, sempre con coerenza. Quello che è successo quest’estate, per l’ennesima volta, non ci fa paura, non ci intimidisce: è un atto criminale. La Tav sta andando avanti giorno per giorno, metro per metro, e presto sarà realizzata”.
Per la Cisl, una presenza nel segno della continuità. “La Tav – concludono Filippone e Caretti – è un’opera fondamentale per il territorio, il Piemonte e il Paese. Per questo, come in tutte le iniziative del passato, abbiamo scelto di esserci e di riaffermare, ancora una volta, la nostra posizione”. (Da Conquiste de Lavoro del 29 settembre 2026)
Rocco Zagaria

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