Per non perdere la dignità. Oltre gli algoritmi: la sfida di un lavoro umano-centrico

mercoledì 6 Maggio 2026 / Focus

Ogni primo maggio il mondo del lavoro pone al centro della riflessione un tema; quest’anno il filo conduttore è il “lavoro dignitoso”.
Con questa scelta, ancora una volta, il Sindacato ribadisce l’urgenza di rimettere al centro delle politiche il valore della persona che lavora e che trova nel lavoro, fondamento della nostra carta costituzionale e della nostra Repubblica, dignità.
Lo celebreremo in tutte le piazze d’Italia, a partire da Marghera, dove non molte settimane fa un’azienda ha licenziato tutti e 37 i dipendenti, sostituendoli con un algoritmo, vicenda che non può lasciarci indifferenti, come non lo deve fare nessuna crisi industriale, ma che richiama tutti a una responsabilità nel governo di questa “rivoluzione digitale” che già oggi modifica il lavoro.
Come ogni cambiamento, anche questa transizione va accompagnata da dentro, non per fermarla ma per orientarla. Senza ideologismi, in maniera umano-centrica, inclusiva, socialmente sostenibile, in un’alleanza delle intelligenze, umana ed artificiale, al servizio della persona.
Come ci ha ricordato Papa Leone nel Giubileo: «Il lavoro deve essere una fonte di speranza e di vita, che permetta di esprimere la creatività dell’individuo e la sua capacità di fare del bene».
Un lavoro non sicuro, precario, sottopagato, non inclusivo, irrispettoso dei tempi di vita e dei carichi di cura non genera dignità.
Per questo è fondamentale rilanciare il valore della contrattazione per garantire salari dignitosi e della formazione continua, elementi che rimangono fondamentali anche per il tema della sicurezza. Solo qualche giorno fa un altro lavoratore ha perso la vita in Valsesia. «Lavorare non è morire», ce lo ricorda il Presidente Mattarella, ma purtroppo ogni giorno piangiamo vite spezzate o ferite da infortuni invalidanti.
Formazione, prevenzione, controlli e cultura della sicurezza rimangono per il sindacato un impegno costante, declinato nell’azione nei luoghi di lavoro e nelle sedi istituzionali.
Le sfide dei nostri tempi richiedono una corresponsabilità. Per la Cisl la via maestra rimane quella di un patto fatto di confronto responsabile per costruire in maniera condivisa le prospettive concrete per il nostro Paese. Un’assunzione di responsabilità, nel rispetto dei ruoli, che richiama tutti. È necessario a livello nazionale, ma non può prescindere dalla sua declinazione a livello territoriale.
Lo abbiamo vissuto nelle fasi più critiche, dalle grandi crisi economiche a quelle aziendali fino al periodo del Covid, ma lo sforzo che si deve compiere è di farlo diventare un modello stabile per governare le opportunità, non solo per le emergenze. Serve programmare sul medio periodo, non limitarsi a rincorrere disordinatamente il giorno per giorno.
A fianco di situazioni complicate dal contesto internazionale, dove la guerra è tornata prepotentemente protagonista aggravando le variabili macroeconomiche e incidendo direttamente e pesantemente sulla vita delle persone, ci sono opportunità di sviluppo anche nel nostro territorio.
Ne intravedo almeno due: l’insediamento di Silicon Box per il Novarese e la scelta dell’ospedale unico per il Vco.
Due opportunità da cogliere e accompagnare, per le quali chiediamo di sperimentare concretamente un modello di patto di sviluppo territoriale maturo tra istituzioni, imprese, sindacato e mondo della formazione.
La Cisl, come sempre, è pronta a fare la sua parte, con responsabilità, consapevole che solo insieme le sfide diventano opportunità.

Elena Ugazio
Segretaria Generale Cisl Piemonte Orientale

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