Infortuni sul lavoro “Anche nel Biellese abbiamo un problema”

giovedì 2 Ottobre 2025 / Focus

Anche il Biellese ha un problema. Gli ultimi drammatici fatti suonano come un allarme che richiama all’attenzione sul tema degli infortuni nel mondo del lavoro. I dati sono significativi. Non drammatici ma nemmeno tranquillizzanti. Lo sottolineano i sindacati che invitano a non sottovalutare una questione molto delicata.
Il Biellese torna a misurarsi con il tema della sicurezza nei luoghi di lavoro, dopo i fatti di venerdì e di sabato, tra Cossato e Cavaglià: una ragazza morta in un maneggio e un giovane rimasto incastrato in una macchina agricola, poi elitrasportato al Cto di Torino. Fatti sui quali la magistratura deve effettuare tutte le indagini e i riscontri del caso, ma che comunque portano alla ribalta ancora una volta lutti o infortuni gravi sui luoghi di lavoro sotto il Mucrone.
“Astraendoci dagli ultimi due casi di cronaca locali, sui quali le autorità preposte faranno le indagini di merito, è evidente che anche il Biellese abbia un problema di sicurezza e di prevenzione sui luoghi di lavoro – commenta Elena Ugazio, segretaria generale della Cisl per il Piemonte Orientale -.Gli ultimi due casi potrebbero determinare aumenti vertiginosi nelle statistiche, ma non è questo il punto. Nel nostro Paese, purtroppo, c’è un problema complessivo. Manca una cultura della sicurezza, che non preveda solo l’espletamento formale di documenti e di protocolli, ma la traduzione nel mondo reale del lavoro di norme e di procedure che tutelano la vita delle persone. E questo non sempre avviene. Ovviamente esistono settori professionali più esposti e altri meno. Ma è anche abbastanza chiaro, dalle statistiche generali, che gli infortuni avvengono tra i lavoratori molto giovani o quelli con maggior anzianità professionale… In troppi luoghi di lavoro, per semplificare, passa il concetto che … Si è sempre fatto così. Ecco questo atteggiamento può portare a conseguenze pericolose”.
“E’ chiaro che settori come l’edilizia siano maggiormente esposti a rischi e pericoli – aggiunge la sindacalista -. Proprio per questo bisogna investire in formazione, in cultura della sicurezza, come sottolineato più volte dal presidente della Repubblica Mattarella. Il nostro sindacato da anni è impegnato in una campagna di sensibilizzazione e di formazione nelle scuole e nei luoghi di lavoro. Ma non basta. Serve l’impegno di tutti”.
La media degli infortuni nel Biellese fino allo scorso mese di luglio, era relativamente bassa, rappresentando il 2,57 per cento con 664 casi su 25.881 su base regionale – spiega Daniele Mason, segretario Cgil con delega alla sicurezza -. I tragici fatti degli scorsi giorni, purtroppo, aggiorneranno questi numeri… E sempre a proposito di numeri, forniti dall’nail, ci dicono che in Regione il maggior numero d’incidenti avviene a lavoratori che hanno tra i 50 e i 59 anni d’età. Che 132 infortuni sono accaduti a lavoratori over 70 anni, di cui 60 a lavoratori over 75 anni.
La domanda ovvia di fronte a questo scenario, è: cosa ci fanno degli uomini o delle donne al lavoro, a questa età? Altro aspetto importante: spesso i delegati sindacali responsabili alla sicurezza vengono vissuti con fastidio, anche nel Biellese, sia in imprese piccole sia in alcune grandi, strutturate e storiche. Abbiamo avuto segnalazioni e riscontri di aziende in cui le porte di sicurezza erano bloccate o di aziende con seghe a nastro prive di protezione». E ancora prosegue il sindacalista della Camera del Lavoro: «Spesso i documenti e i vari protocolli sono recepiti come una scocciatura da sbrigare in fretta e senza conseguenze pratiche. Invece la cultura della sicurezza deve appartenere a tutti. A fronte di dati e di contesti complessi o critici, però, va riconosciuto negli anni al territorio uno sforzo collettivo importante.
Esiste infatti un tavolo interforze con tutti i soggetti istituzionali coinvolti, dai tutori dell’ordine all’Azienda sanitaria, passando per i sindacati e gli imprenditori, che sta organizzando una task force che interverrà tempestivamente nei luoghi di lavoro per controlli e sopralluoghi. Un tasso zero d’infortuni, forse, è utopico, ma molta strada si può e si deve fare per proteggere la vita di lavoratori e di lavoratrici. Anche nel Biellese”.

(tratto da “La Provincia di Biella.it” – 01/10/2025)

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