Seminario Fnp Piemonte “Verità artificiali: fake news e truffe nell’era dell’IA”

martedì 26 Maggio 2026 / Attualità

Lunedì 25 maggio a Torino, presso la sede regionale, si è svolto il seminario per il Consiglio Generale Fnp Piemonte dal titolo “Verità artificiali: fake news e truffe nell’era dell’IA” sui rischi legati alla disinformazione digitale e alle nuove forme di frode online alimentate dall’intelligenza artificiale. Ai lavori sono intervenuti i segretari generali Fnp Cisl Piemonte e Nazionale Alessio Ferraris e Roberto Pezzani, il segretario generale Cisl Piemonte Luca Caretti, il giornalista Paolo Piacenza, l’ex dirigente della polizia postale Fabiola Silvestri, la presidente Acta Jolanda Bonino e la volontaria Acta Piemonte Cristina Martini.

L’iniziativa ha affrontato un tema sempre più attuale: la difficoltà di distinguere ciò che è autentico da ciò che è manipolato in un ecosistema informativo dominato da social network, algoritmi e contenuti generati artificialmente. Un fenomeno che non riguarda soltanto la tecnologia, ma che investe direttamente la fiducia pubblica, la sicurezza personale e la qualità del dibattito democratico. Nell’introduzione il segretario generale Fnp Cisl Piemonte Alessio Ferraris ha parlato della complessa realtà digitale in Italia: “Da una parte abbiamo un alto livello di connessione tecnologica, dall’altro una limitata competenza digitale dei cittadini. Nonostante l’ampio uso dei social media, il nostro Paese registra tassi di adozione dell’intelligenza artificiale tra i più bassi d’Europa, sia tra gli adulti che tra i giovani. Questa scarsa consapevolezza espone la popolazione, in particolare i soggetti più vulnerabili, a truffe online sempre più sofisticate e realistiche. E’ necessario promuovere un’adeguata formazione e informazione per navigare in sicurezza nel mondo virtuale e trasformare la tecnologia da semplice strumento di svago in un’opportunità di crescita consapevole” .

Tra i relatori, Paolo Piacenza, giornalista e coordinatore delle attività redazionali del Master in Giornalismo “Giorgio Bocca” dell’Università di Torino, ha ricostruito l’evoluzione della disinformazione negli ultimi decenni: dall’avvento di Internet ai social media, fino all’esplosione dell’intelligenza artificiale generativa. Un passaggio che ha trasformato radicalmente il modo in cui le notizie vengono prodotte, diffuse e consumate. Piacenza ha sottolineato: “Le fake news non fanno leva sull’ingenuità delle persone, ma sono progettate per sfruttare emozioni forti come paura, rabbia, sorpresa e indignazione. In questo contesto, i social network premiano i contenuti più emotivi e divisivi, favorendo spesso la viralità delle bufale rispetto all’informazione verificata”.

Nel suo intervento, la dottoressa Fabiola Silvestri, già dirigente Centri operativi sicurezza cibernetica della polizia postale e delle comunicazioni, si è concentrata sui deepfake, ossia contenuti audio, video o fotografici manipolati tramite algoritmi di intelligenza artificiale per apparire realistici. Un fenomeno nato inizialmente in ambiti come il cinema, l’intrattenimento e la traduzione automatica, ma oggi sempre più utilizzato in truffe, estorsioni e campagne di disinformazione. Silvestri ha illustrato i principali rischi collegati ai deepfake: furto d’identità, truffe finanziarie, pornografia non consensuale, cyberbullismo e manipolazione dell’opinione pubblica. Si è poi soffermata sulla “cyber igiene”: “Consiste nell’insieme di comportamenti utili a ridurre i rischi digitali: dalla verifica delle fonti all’autenticazione a più fattori, fino alla limitazione della diffusione online di immagini e video personali ad alta risoluzione, considerati oggi il “carburante” con cui vengono addestrati molti sistemi di intelligenza artificiale. Anomalie nei movimenti del volto, sincronizzazioni imperfette tra audio e video, toni vocali artificiali o illuminazioni incoerenti possono rappresentare segnali utili per individuare un deepfake. Ma accanto agli strumenti tecnologici resta fondamentale mantenere un atteggiamento critico e consapevole nei confronti delle informazioni che circolano online”.

Molto toccanti le testimonianze dirette di Jolanda Bonino, Presidente Acta, e Cristina Martini, volontaria Acta Piemonte, che sono state vittime di truffe “affettive” e hanno raccontato le loro esperienze.

Nel suo intervento, il segretario generale Cisl Piemonte Luca Caretti ha dato un messaggio chiaro: “La risposta alla disinformazione non può essere soltanto tecnologica. Servono educazione digitale, cultura della verifica e responsabilità individuale. “Fermarsi prima di condividere”, rappresenta oggi uno degli strumenti più efficaci per contrastare la diffusione delle bufale e difendere la qualità dell’informazione. Il sindacato è in prima linea per governare il cambiamento che l’avvento dell’intelligenza artificiale determina in ogni settore, dal lavoro alla vita sociale. Per combattere i rischi connessi bisogna combattere la solitudine, forse il più grave male del secolo, perchè l’isolamento rende più fragili e vulnerabili.”

Nelle conclusioni il segretario generale Fnp Cisl Nazionale Roberto Pezzani ha sottolineato come la tecnologia debba essere un supporto per i diritti e l’autonomia, avvertendo però del rischio di esclusione sociale dovuto alla mancanza di competenze digitali tra i pensionati: “I raggiri moderni sono sempre più pericolosi, perché sfruttano la solitudine e manipolazioni sofisticate come i deepfake vocali per colpire le fasce più fragili. Per contrastare questi fenomeni, il nostro sindacato propone non solo formazione e prevenzione, ma anche l’estensione del fondo di solidarietà furti e scippi alle vittime di truffe. Un piccolo gesto concreto che vuole rappresentare la nostra vicinanza. La vita non va in pensione: amche nella terza età è fondamentale coltivare l’intelligenza umana e le relazioni intergenerazionali, perchè la partecipazione attiva e lo spirito critico sono essenziali affinché nessuno si senta escluso dal proprio tempo”.

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