Pensioni Inps: è di 498 euro la differenza media tra uomini e donne

venerdì 3 settembre 2021 / Attualità

La differenza mensile media tra la pensione di un uomo e quella di una donna ammonta a 498 euro, 33 euro più di quella registrata la scorso anno. Lo precisa l’ultimo monitoraggio sui flussi pensionistici condotto dall’Inps relativo al periodo gennaio-giugno 2021. Inoltre l’Istituto precisa di aver liquidato complessivamente 389.924 nuovi trattamenti pensionistici con un importo medio mensile di 1.155 euro. Più alto quello degli uomini pari a 1.429 euro, mentre quello delle donne è solo di 931 euro. La differenza di importo percepito da uomini e donne è dovuta sicuramente alla diversità nello sviluppo delle carriere lavorative, ai più o meno lunghi periodi di assenza dal lavoro per maternità e altri impegni famigliari con conseguenti retribuzioni più leggere.
Anche la questione delle diversità pensionistiche tra uomo e donna, sia nella normativa che nell’importo dovrà essere discussa nel confronto tra Governo e sindacati sul “dopo quota 100”, nell’ambito del cantiere previdenza che si sta aprendo in questi mesi, in modo che diventi meno evidente questa disparità e si stabiliscano norme che rendano meno penalizzante le differenze attualmente esistenti. Inoltre il confronto tra l’Esecutivo ed i sindacati dovrà portare all’individuazione di nuove forme di flessibilità in uscita dal lavoro, a partire dal 2022, per poter così ampliare la gamma di possibilità per ottenere nuove forme di pensionamento anticipato rispetto all’età della pensione di vecchiaia che attualmente è di 67 anni.
Dal monitoraggio dell’Inps emerge che i pensionamenti anticipati, seppur a un ritmo leggermente più contenuto rispetto allo scorso anno, restano un importante strumento di uscita dal lavoro. Con 124.139 pensioni anticipate nel primo semestre del 2021 (importo medio 1.928 euro) sono risultate essere poco al di sotto delle 126.853 pensioni di vecchiaia erogate dall’Ente previdenziale (818 euro l’importo medio). Da gennaio a giugno 2021 sono andati in pensione con un’età inferiore a 60 anni 30.617 lavoratori. Soggetti con carriere iniziate precocemente che hanno potuto beneficiare a qualsiasi età di almeno 42 anni e 10 mesi di contributi se uomini e 41 e 10 mesi se donne. Il monitoraggio evidenzia inoltre che sono state liquidate nel primo semestre 2021, 19.065 pensioni di invalidità di natura contributiva (importo medio 791 euro ), mentre le prestazioni ai superstiti (pensioni di reversibilità) sono state 119.867 (importo medio 773 euro).

Angelo Vivenza

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