La vaccinazione contro il COVID19 in Piemonte: primo report trimestrale della Fnp regionale

venerdì 16 aprile 2021 / Attualità

Sono passati ormai più di tre mesi da domenica 27 dicembre 2020, il famoso V-day. Dopo meno di un anno dall’inizio della pandemia, iniziava la campagna vaccinale. Quasi un miracolo, dicevano medici ed esperti. I tempi di sviluppo e approvazione di un vaccino sono solitamente molto più lunghi, nell’ordine di diversi anni. Il Coronavirus, causa del Covid19, però, non è un virus come tutti gli altri: la sua capacità di diffusione ha paralizzato il mondo. Ecco dunque spiegata la ostinatissima e rapida ricerca di una soluzione, che ha coinvolto moltissimi paesi e un gran numero di case farmaceutiche. E così, eccoci a quel 27 dicembre: erano appena arrivate le prime, simboliche forniture del vaccino Pfizer/BioNTech in tutte le Regioni. Iniziava la grande corsa alla vaccinazione della popolazione.
Il nostro operatore FNP Piemonte Paolo Arnolfo ha analizzato settimanalmente i dati delle vaccinazioni, cercando giorno dopo giorno di cogliere punti di forza e di debolezza della vaccinazione nella nostra Regione. Ora ci propone una riflessione più approfondita su come siano andate le cose introducendo anche paragoni con le altre Regioni. Perché proprio la soglia dei tre mesi? Perché è quella individuata dal Piano Vaccinale nazionale, il documento emanato a dicembre 2020 che stabilisce le tempistiche e le priorità per la somministrazione dei vaccini.
Tutto il Piano è diviso in trimestri. Ci siamo appena lasciati alle spalle il primo del 2021. È un momento ideale per un primo, parziale bilancio.
La riflessione sui dati delle vaccinazioni è importantissima. I dati non mentono mai, tranne quelle volte in cui sono manipolati. Non sembra essere questo il caso, visto che una volta tanto in Italia abbiamo assistito a una encomiabile operazione trasparenza, che li ha resi fin da subito disponibili su una piattaforma gestita dal Ministero della Salute. Ed è sull’analisi di quei dati che si basa il nostro Report, che trovate qui in allegato:

La nostra Regione è partita con un certo ritardo con l’immunizzazione delle persone con età compresa tra 70 e 79 anni e anche le pre-adesioni sono ancora limitate. Bisogna insistere nel promuovere la necessità e l’importanza della vaccinazione per questa categoria. Altre difficoltà si incontrano nell’intercettare soggetti fragili e caregiver. Una risposta tempestiva deve essere data, nonostante i problemi logistici, anche a tutti coloro che, impossibilitati a muoversi, attendono di essere vaccinati a domicilio: anche loro infatti sono da considerare estremamente vulnerabili.

Le priorità individuate dal Piano vaccinale non vanno mai stravolte. Si deve fare luce su eventuali casi in cui i vaccini siano stati somministrati a persone che non ne avevano diritto. Ci trova pienamente d’accordo la conferma contenuta nelle ultime linee guida proposte dal Commissario Francesco Paolo Figliuolo: si deve procedere dando priorità alle fasce più anziane della popolazione!

 

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