Inaugurata la mostra fotografica “Nel solco della vita” organizzata da Anteas e Aps Torino

martedì 30 ottobre 2018 / Attualità
Inaugurazione mostra fotografica
Inaugurazione mostra fotografica
Ha citato Massimo Recalcati il Vescovo di Pinerolo Derio Olivero nel suo intervento alla presentazione della mostra fotografica “Nel solco della vita” organizzata da Anteas e Aps Torino nel corso del Consiglio Generale della Fnp Torino Canavese per sottolineare che “l’arte è sempre un ponte verso il mistero delle cose”. Nella società moderna, dominata dal senso di onnipotenza e dall’autonomia esasperata, parlare di fragilità e di morte è un tabù, ma quello che emerge dagli scatti di Pino Mandarano e Giovanni Cappello è proprio che l’anziano è il testimone per eccellenza del senso della vita: siamo bisognosi sempre, perchè l’essenza nella condizione umana è la relazione. Nella fatica dell’anziano, nei suoi limiti fisici, nella sua solitudine c’è anche tutta l’apertura e la saggezza dell’esperienza, la sua condizione rappresenta il senso della vita che è più forte di tutto.
L’inaugurazione è stata introdotta dal Segretario Generale Fnp Torino Canavese Giorgio Bizzarri che ha ricordato come al Congresso si era proposto di allargare la discussione, sconfinando oltre i temi previdenziali e del welfare per approdare a iniziative culturali: un modo di esprimersi diverso per invitare le persone alla riflessione sulla condizione degli anziani. Questo è lo scopo perseguito dalla Aps Torino, nata nel 2012 e attualmente presieduta da Agostino Demichelis, che è solo l’ultima delle attività promosse insieme a gite, soggiorni turistici, viaggi della memoria e le iniziative storico-culturali del ciclo “Girovagando” curato da Beppe Baffert. Proprio Demichelis ha voluto questa mostra, che non si esaurisce nella parte fotografica, ma è arricchita da una serie di interviste fatte ad alcune delle persone immortalate negli scatti per aggiungere l’ascolto alle emozioni e alle sensazioni suscitate dalle immagini: “Il nostro scopo è tutelare e sostenere i più deboli, dar loro voce, far sentire loro la nostra vicinanza. Il compito degli anziani è divulgare la memoria: le rughe sui volti sono racconti, la vecchiaia può essere una nuova fase proattiva”.
I “fotografi” Pino Mandarano e Giovanni Cappello, che non sono professionisti, ma grandi appassionati, hanno poi illustrato il loro progetto: lo spunto è stata un’indagine sulla condizione degli anziani condotta nel Comune di Carmagnola. Quando si è trattato di diffondere i risultati dei questionari ci si è resi conto dell’inefficacia del tradizionale linguaggio sindacale e si è pensato di provare a utilizzare lo strumento fotografico, perchè il potere dell’immagine è quello di tirare fuori ciò che ogni osservatore ha dentro di sè, stimolando quindi la riflessione. Il messaggio di fondo riguarda l’invecchiamento attivo, ovvero la necessità di prepararsi a vivere la condizione anziana, che è molto variegata e sempre in evoluzione.Nel suo intervento la Presidentessa Anteas Piemonte Francesca Boschetto ha ricordato che il male peggiore degli anziani nella società attuale è la solitudine e che l’impegno di tante persone nella solidarietà e nel volontariato la possono alleviare. Anche in questa chiave si può leggere il senso del dare uno scopo all’invecchiamento, che diventa una forma di riconoscimento sociale.

A Gianni Vizio, Segretario Organizzativo Fnp Piemonte, sono state affidate le conclusioni, nelle quali ha portato il punto di vista sindacale. “Le tante foto contenute nel catalogo rispecchia le differenze tra gli anziani, che sono una categoria variegata. Tutte le immagine sono belle, evocative e trasmettono grande empatia. In una società senza memoria, come quella in cui ci troviamo a vivere, la loro forza sta nel trasmettere memoria del passato. E’ proprio in questo che il sindacato ha una grande responsabilità: in ragione della sua presenza capillare sul territorio è chiamato a recuperare la propria funzione di orientamento sociale, promuovendo e dando testimonianza di quei valori che lo hanno legittimato”.

Stefania Uberti

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